QUANDO L’AMBIZIONE PORTA ALLA ROVINA di Linda Politi

Un giovane che fa dell’ipocrisia uno stile di vita pur di inseguire il suo grande sogno. Un destino beffardo che, d’improvviso gli presenta il conto. Stendhal si fa portavoce di un senso di irrequietezza molto diffuso durante la restaurazione, per portare nel suo romanzo un fatto di cronaca del suo tempo.

Tratto da una storia realmente accaduta nel 1827, il romanzo narra le vicende del giovane Julien Sorel, nato in una famiglia contadina a Verrières, deciso a divenire qualcuno e a farsi strada in un mondo che riconosce solamente i diritti di nascita. L’unico modo che il giovane ha per cambiare vita è intraprendere la carriera ecclesiastica assumendo un atteggiamento ipocrita nei confronti della vita. Viene assunto come precettore dei figli del sindaco della sua cittadina, il signor de Rênal, ma il suo animo non è quello di un freddo calcolatore, viene infatti tradito dalla sua indole impetuosa e diviene l’amante della padrona di casa. Quando le voci di questo tradimento diventano insistenti, è costretto ad entrare nel seminario di Besançon; qui incontra l’abate Pirard che prende in simpatia il giovane e lo fa assumere come segretario del marchese de la Mole. Julien seduce la figlia del marchese, Mathilde, che rimane incinta. Chiede quindi al padre di potersi sposare con Julien ma il marchese chiede informazioni sul ragazzo a Madame de Rênal, viene costretta a scrivere che il giovane è un truffatore. Sconvolto dall’ impossibilità delle nozze, che gli avrebbero consentito la vita dignitosa che tanto desiderava, Julien torna nella sua città natale e spara alla donna. Viene quindi condannato a morte, circondato dall’ amore delle due donne: Mathilde ne seppellisce la testa in una grotta, mentre Madame de Rênal muore tre giorni dopo.
Una chiave di lettura per questo romanzo si può ritrovare nella vita del suo autore: Stendhal, al secolo Henry Beyle, nato a Grenoble nel 1783, è partecipe assieme al suo protagonista di uno stile di vita intenso e portato alla ricerca del piacere e della soddisfazione personale. Questo ideale di vita, che lo stesso Stendhal chiama “beylismo”, è una sorta di epicureismo individualista che dà luogo a una concezione egotistica della vita; rispetto all’ ideale romantico c’è una maggiore esaltazione della felicità e dell’entusiasmo vitale.
L’ideologia romantica si concreta in Stendhal nello scontro tra le aspirazioni dell’animo e il loro fallimento nella vita quotidiana, ma non si deve sottovalutare anche l’influenza dell’Illuminismo: non troviamo mai un abbandono sentimentalistico nelle opere dello scrittore francese, bensì un grande senso analitico delle situazioni e dei sentimenti, quasi sezionati dalla sua penna. E’ per questo motivo che Nietzsche parla di Stendhal come “l’ultimo dei grandi psicologi francesi”. Il lettore può entrare nei meandri dell’animo di Julien grazie all’ uso frequente del discorso interiore in forma diretta e alle focalizzazioni sul protagonista. Lo stile rimane diretto e asciutto, Stendhal stesso afferma che il proprio modello stilistico si rifà alla prosa del Code Civil. La storia di questo romanzo ha l’aria di essere perennemente in bilico, l’ipocrisia del ragazzo nel cercare di avere una buona posizione sociale si scontra con l’ardore del suo animo e della sua giovane età. Julien soffre il fatto di essere nato in un’epoca dove non può inseguire i suoi sogni di gloria con la carriera militare, perché Napoleone è ormai caduto e l’Europa è in piena restaurazione. Il potere è in mano solo ai nobili e alle vecchie gerarchie militari, con le loro divise rosse e al clero dalle tuniche nere. È questa la versione più accreditata per interpretare il titolo, anche se è possibile pensare anche al rosso della passione giovanile in lotta continua col nero della ragione che vuole reprimerla.
Il romanzo fu criticato per aver mostrato un lato oscuro della natura umana che tutti sanno riconoscere ma che nessuno è disposto ad accettare; in effetti Julien è la rappresentazione dell’energia popolare che si ribella in tutti i modi possibili alla repressione restauratrice. Può scandalizzare il suo comportamento, il non voler sottomettere l’ambizione ai sentimenti, pur non riuscendo ad eliminarli completamente. Julien è un ragazzo reale, umano, con grandissime capacità che il mondo non vuole riconoscergli naturalmente. Il suo animo non può accettare con passività un destino che gli fa ribrezzo. Cresce l’odio per i nobili della Restaurazione, appartenenti a un mondo che lui può solo guardare da lontano; in realtà Julien disprezza un ambiente del quale vorrebbe riuscire a far parte per poter superare il paradosso del suo senso di inappropriatezza rispetto al periodo storico in cui vive. L’animo orgoglioso del giovane non gli consente di convivere serenamente con le sue umili origini e, la determinazione con la quale riesce a sfiorare la realizzazione dei suoi sogni viene annullata, non solo dall’impeto delle sue azioni, ma anche da quella gente senza scrupoli e gretta che lo invidia e vuole la sua distruzione. Il romanzo, ambientato e scritto nel 1830, mostra uno sguardo veritiero in diretta dal mondo del suo autore.

Il Rosso e il Nero
Di Stendhal
Ed Mondadori
2004
Euro 10, 50

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