Un viaggio attraverso l’Africa post-coloniale accompagnati per mano da chi, con curiosità ed estrema onestà, ha cercato di capirla e raccontarla agli altri.

 

“Questo libro non parla quindi dell’Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L’Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. È un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste”. Queste parole, tratte dalla brevissima introduzione di Ebano, dovrebbero dare un’idea, se pur vaga, di chi sia Ryszard Kapuściński.

Considerato da molti il più celebre reporter di tutti i tempi, lo scrittore polacco inizia l’attività di giornalista come corrispondente estero dell’agenzia di stampa polacca PAP, con cui collabora fino al 1981. Dagli appunti redatti durante i suoi viaggi in Africa, Asia e Sudamerica nascono delle opere fondamentali per la conoscenza del mondo in cui viviamo. Ciò che caratterizza i libri di Kapuściński è il modus operandi dell’autore, fortemente improntato su una totale apertura nei confronti dell’altro, la quale gli impone di immergersi totalmente nella realtà che vuole scoprire e descrivere. A differenza di molti suoi colleghi, infatti, Kapuściński non si limita a raccontare lo scenario politico di un dato paese attraverso gli occhi del giornalista, ma si lascia trasportare da un sentimento di umanità e di appartenenza (alla specie umana), che fa di lui un fedele interprete delle più importanti vicende del secolo passato. Soprattutto le guerre e le rivoluzioni, in stretto contatto con gli individui appartenenti ai popoli che le hanno vissute e (nella maggior parte dei casi) subite in prima persona.

Ebano è una di queste testimonianze, dedicata all’Africa. Più precisamente all’Africa post-coloniale delle speranze e delle delusioni, o delle illusioni e dei tradimenti, che è poi lo stesso dire. Kapuściński visita il continente africano per la prima volta nel 1957, per poi ritornarci ripetutamente negli anni a seguire, raccogliendo il materiale che andrà a formare Heban (titolo originale) nel 1998. La curiosità dell’autore si muove attraverso uno spazio geografico e storico, passando dalla nascita di nuovi stati all’indomani dell’indipendenza coloniale, come quella del Ghana, il primo ad averla ottenuta nel 1957, ai conflitti razziali, quali quelli che portarono al colpo di Stato di Zanzibar nel 1964 o, nel 1994, alla tragedia del Ruanda di cui si ebbe ampia risonanza anche “dalle nostre parti”.

Insieme al suo viaggio, il reporter condivide con i lettori riflessioni riguardanti le tante contraddizioni e storture che regolano i rapporti tra europei (o, più in generale, occidentali) e africani, mostrando due mondi quasi antitetici eppure costretti ad un legame economicamente vantaggioso per i primi e mortifero, sotto ogni aspetto, per i secondi. Ebano è un libro che tratta argomenti importanti con uno stile coinvolgente e appassionato, per quanto semplice e lineare: è difficile non rimanerne travolti ed è impossibile, dopo averlo letto, richiudere gli occhi di fronte al paesaggio illustrato da quello che è, (lo ribadiamo), il più grande reporter di tutti i tempi.

Ebano

di Ryszard Kapuściński

Feltrinelli editore

dicembre 2008

8.00 €

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