SE HAI LA SALUTE, HAI TUTTO di Fulvio Aquino

Un libro inchiesta formidabile sull’impero sanitario del Vaticano, tra lobby e intrighi di palazzo.

Dalle mie parti si dice: “se hai la salute, hai tutto”; niente di più vero.
Ferruccio Pinotti, già giornalista investigativo del Corriere della Sera, autore di numerosi libri inchiesta su temi scomodi riguardanti la chiesa, ci apre uno scenario oscuro sulla sanità italiana, un business “che vale più di 115 miliardi di euro l’anno”, un piatto ricco per i privati, soprattutto la chiesa.
Il testo è disseminato di nomi e cifre, i primi, per lo più sconosciuti, le seconde, molto alte, forse troppo, tutte a formare un intricato schema di rimborsi e concessioni di soldi pubblici, gestite da innumerevoli funzionari e faccendieri.
Il libro si apre sul protagonista indiscusso di questa intera vicenda: il crack del San Raffaele, impersonificato nella controversa figura di Don Luigi Verzè, luminare per alcuni, per altri, un megalomane, tutto fuorché uomo di fede e carità. La vicenda è oramai tristemente nota, e porta con sé il destino della regione Lombardia, scossa da numerose inchieste della magistratura tuttora in corso, pedoni di questa scacchiera sono faccendieri e uomini di potere vicini a Comunione e Liberazione e il Vaticano, posizionati in punti nevralgici della sanità: consigli d’amministrazione, ospedali e multiservizi.
Pinotti prosegue nel testo in modo inesorabile con un attenta analisi di come tra nomine e concessioni, i vari apparati della chiesa sono riusciti a costruire un impero sanitario che va dal nord al sud della penisola, aggraziandosi banche e partiti di ogni schieramento, nominando in posti chiave i loro uomini. Quello che va figurandosi di pagina in pagina, è uno strano disegno che svela il lato oscuro della Chiesa Cattolica.
Dalla Lombardia il viaggio prosegue con Roma capitale, la Roma vaticana “affogata” da cliniche private, figlie della politica centralista adottata da tutti i governi della regione Lazio. Da una rapida analisi condotta da Pinotti il 50% delle strutture sanitarie romane è privata e la metà sono in mano alla Chiesa Cattolica, i vari ospedali confessionali coprono l’80% circa dei servizi sanitari e quindi dei rispettivi rimborsi che gli spettano dalla regione, come cliniche o ospedali riconosciuti nel sistema sanitario nazionale. In questo resoconto inesorabile del potere non viene escluso ne il sud ne le regioni come Puglia e Calabria, anche loro toccate dal fascino della “sanità di Dio”, un esempio su tutti è la clinica satellite del S. Raffele che doveva nascere a Taranto, la Taranto dell’ILVA e dei tumori. Il Governatore della Puglia, Nichi Vendola, aveva espresso forte interesse nel portare “l’eccellenza della sanità italiana e europea in Puglia”, non si fece più nulla, per fortuna.
La sanità di Dio è un dossier essenziale per sondare con occhio critico le attuali vicende politiche italiane che riguardano in modo più o meno indiretto la chiesa, da Vatileaks alle concessioni regionali verso il Bambin Gesù di Roma, per comprendere come la battaglia per uno stato laico sia ancora lontana dall’essere intrapresa.

La sanità di Dio
Di Ferruccio Pinotti
Bur Editore
2012
Euro 12,00
Disponibile in biblioteca

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