Dopo l’evento del 14 ottobre che ha visto il teatro Claudio di Tolfa stracolmo di appassionati del genere ‘giallo’, il 10 novembre l’Associazione Chirone e il Comune di Tolfa, con il finanziamento della Regione Lazio e sotto il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, hanno invitato tutti gli interessati a partecipare alla seconda tappa della 1^ edizione del Festival letterario “Tolfa gialli & noir”. Come nella precedente manifestazione, la giornata è stata intitolata alla figura di Glauco Felici, motore dell’iniziativa, che è stata invece condotta dal criminologo Gino Saladini, presentatore ufficiale anche della prima giornata.

Quattro gli ospiti di questa seconda tappa, tutti italiani e giallisti emergenti nel panorama nazionale e non solo. Maurizio de Giovanni, napoletano vincitore nel 2005 del premio nazionale “Tiro Rapido”, ha portato avanti con enorme successo il commissario “Ricciardi” protagonista indiscusso dei suoi gialli. Roberto Baravalle, nato a Cuneo nel 1948, è autore di racconti e testi critici legati alle arti figurative, Nero di Spagna è il suo terzo romanzo. Gian Mauro Costa, palermitano doc, ha pubblicato con Sellerio i romanzi “Yesterday” e “Il libro di legno”, primo romanzo con Enzo Baiamonte come protagonista. Ultimo giallista ospite della serata Roberto Costantini, “Tu sei il male”, primo volume di una trilogia, suo romanzo d’esordio, è ormai da considerarsi caso editoriale internazionale. Alta quindi la qualità di questa splendida iniziativa, non una vera e propria presentazione dei testi dei nostri autori, ma piuttosto una chiacchierata, un approfondimento in loro compagnia, inframmezzato dalla musica e dalle domande del civitavecchiese Saladini.

De Giovanni spiega perché ha scelto proprio la Napoli anni 30 come sfondo e contesto per il suo commissario Ricciardi. Napoli -dice- è la mia città, la scelta del luogo è stata naturale, i posti, le vie i monumenti descritti sono quelli a me cari, non riesco a pensare ad un posto diverso per far vivere Ricciardi. Gli anni 30, probabilmente nascono invece dal mio odio per la scientifica, o meglio, per la loro tecnologia, diciamo dalla mia antipatia per “l’era del Dna”. Ecco gli anni 30 rappresentano sicuramente un periodo storico molto particolare, ma per me sono anche gli ultimi anni prima dell’avvento delle nuove tecnologie investigative.

Baravalle, parla invece della sua esperienza alla galleria di arte moderna a Milano e di come questa, sia stata un esperienza fondamentale per i suoi romanzi: “ Ho collaborato con Philipe D’Averio, nella sua galleria a Milano, questa è stata per me l’esperienza di slancio per la stesura di “Sold Out”, sigla delle case d’asta esposta a fine vendita, ma anche romanzo chiave della società moderna, di questa attualità. “Sold Out” è stato l’inizio della mia carriera, che si è conclusa con “Nero di Sagna”, mio ultimo romanzo con il quale ho voluto descrivere e rappresentare “il nero” in Spagna: quello della tauromachia, quello franchista, il nero dell’ETA. Insomma il colore e le sfumature di una Spagna sicuramente attuale.

Segue Gian Mauro Costa che racconta al pubblico il suo personaggio, Enzo Baiamonte. “Lui non è un detective professionista, è piuttosto un uomo comune, un elettrotecnico che all’età di 50 anni riesce a coronare un sogno, quello di investigare, sogno nato dalla passione per i fumetti. Baiamonte è disposto a cogliere tutte le occasioni per investigare, anche quelle un po’ più squallide, foto scandalo e altri affari poco puliti nei quali si trova spesso incastrato.”

Costantini apre invece parlando della sua trilogia e del bestseller “ Tu sei il male”. I tre libri – spiega-, raccontano tre episodi di una stessa storia. Il mio protagonista, Michele Balestrieri, l’investigatore della situazione, non è un “eroe”, è piuttosto un personaggio molto sgradevole, un mio esperimento, nasce infatti volutamente introverso e scontroso. La vita di Michele, sia privata che lavorativa è scandita dalle morti provocate dal misterioso serial killer, il cattivo di questa trilogia. In uscita fra poco, lo ricordo, “Le radici del male” .

Molti insomma gli scambi di battute, le curiosità e gli approfondimenti sui differenti modi di “fare” gialli; di analisi, di approfondimento culturale, sul modo di creare i propri personaggi; protagonisti dei testi e compagni di viaggio per i loro autori.“Tolfa Gialli e Noir” non può che essere considerato un festival di grande spessore, veicolo di cultura e importante risultato per la piccola cittadina di Tolfa, ancora una volta in grado di emergere come importante polo culturale.

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