Domenica 25 novembre giorno di votazioni a Civitavecchia come nel resto d’Italia, si vota per le primarie del centro sinistra, c’è anche una buona affluenza dicono, io invece di affluenza ne vedo tanta, tantissima. Mi trovo alla libreria Giunti del centro commerciale e la folla è per Enrico Ruggeri che presenta il suo primo libro giallo “Non si può morire la notte di natale”. Lo abbiamo avvicinato quasi con invadenza, chiedendogli un’ intervista, bloccandolo mentre si apprestava alle presentazioni, e lui con la classe che lo contraddistingue e con molta simpatia ha accettato.

Benvenuto e ben trovato ad Enrico Ruggeri qui a Civitavecchia, per la presentazione del suo ultimo libro “ Non si può morire la notte di natale”, edito da Baldini e Castoldi. Amore, passione, delitti, una sceneggiatura dalla descrizione minuziosa che dà vita ad una storia famigliare, per molti versi comune, quasi stereotipo. Il dramma del natale, più che vissuto da molti…
Il natale è un pretesto narrativo , c’e una famiglia all’interno della quale si detestano tra loro e l’unico modo per farli incontrare tutti è una ricorrenza, c’è bisogno del natale per questo motivo , anche perché a natale la nostra asticella si abbassa, aumenta la nostra tolleranza, così ti becchi anche quello zio non gradito la cena del ventiquattro, piuttosto che il cugino che proprio non sopporti al pranzo del venticinque. Quindi il romanzo inizia e finisce a natale, perchè quello era il presupposto per il quale ci fossero tutti.

Lavoro questo, a cui arriva attraverso un lungo percorso artistico poliedrico, ma perché un giallo, che si sa, è quanto di più difficile ci sia da scrivere? E’ questo un voler mettersi in discussione?
Io volevo raccontare una saga famigliare mantenendo alto il livello di tensione, la storia di un uomo costretto a rileggere la sua vita. Costretto a riflettere sulla sua famiglia e su chi gli avesse potuto sparare, la notte di natale. Quindi non poteva che essere un giallo.

Le cose alla fine stanno davvero come sembra? E’ davvero quello/a il colpevole?
Non si sa. C’è un finale che il lettore non si aspetta, perché messo fuori strada da vicende di amori, tradimenti, interessi. Le persone che lo hanno letto mi hanno riferito che non avevano capito chi fosse il colpevole.

Elegante formato tascabile, bellissima la veste grafica, all’altezza il contenuto, ma se posso avanzare una critica , vista anche la grande crisi economica che attanaglia gli italiani, e la depressione del mercato editoriale, non è stato proprio possibile tenere il prezzo (13.90€) un po’ più basso?
Io sono uno scrittore neofita, potrei adottare una politica di questo tipo sui dischi dato che ne ho incisi parecchi, ma sui libri per ora la decisione è nelle mani della casa editrice, comunque sì sarei d’accordo e credo che si dovrebbe ridurre il costo dei libri e di tutta la cultura.

A questo punto l’intervista sarebbe conclusa ma prima di chiudere e ringraziarlo gli chiedo se ha voglia di rispondermi ad una domanda politica. Mi dice : “ certo ,non c’è problema dimmi”, così vado sull’attualità stretta, oggi primarie del centro sinistra, presto elezioni politiche per tutto il paese, come vede Enrico Ruggeri il futuro dell’Italia, anche e soprattutto in ottica Europea?
Il nostro paese si è trovato in un ginepraio economico bancario dove non meritava di stare. Quando sento parlare chi capisce di economia sento affermare che se avessimo una moneta propria non avremmo tutti questi problemi, forse non avremmo neanche la crisi. I paesi che hanno una loro moneta sono più forti perché non assoggettati all’euro, che non è la nostra moneta ma piuttosto una moneta tedesco francese, alla quale ci siamo aggrappati perché ci avevano detto che entrare nella moneta unica europea era un po’ come entrare in “champions league”, e rimanere fuori sarebbe stato come partecipare ad un campionato di serie B. Ma ci hanno imbrogliato e noi tutti abbiamo abboccato. Purtroppo oggi la cosa triste è che quando si parla di politica si parla poco di ideologie, e troppo di economia, oramai siamo diventati tutti esperti di bilanci, di Pil, Spread, Spending Review ed economia, che poi possono anche diventare mondo del lavoro ed ideologia, ma dopo, solo in un secondo momento. Credo che con molta probabilità ci governerà chi uscirà vincente da queste primarie del centro sinistra, delle quali tra l’altro non credo avremo un vincitore prima di domenica prossima. Comunque mi auguro che chi governerà l’Italia, sia capace ed in grado di farci rialzare la testa, e che lo faccia facendo la voce grossa in Europa .

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Un pensiero riguardo “ALLE PRIMARIE HO VOTATO ENRICO RUGGERI di Marco Coccia

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