MOLTO ONORE, MOLTO SANGUE di Fulvio Aquino

Recensione di “L’onore d’Italia” di Alfio Caruso

Un analisi spietata sul massacro di El Alamein, la miglior gioventù sacrificata per la peggior “Italietta”

“Dobbiamo inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore” W. Churchill
Egitto 1942, El Alamein è il luogo scelto dove le truppe del generale Montgomery, sferrano il colpo mortale alle forze dell’Asse, alla campagna d’Africa, rovesciando, forse, il destino di tutta la guerra.

L’obbiettivo dell’Asse è tagliare gli approvvigionamenti alleati tramite il canale di Suez, per poi raggiungere i campi petroliferi in Medio Oriente, appoggiati da aviazione e marina. Gli inglesi spinsero la difesa fin sotto le porte di El Alamein nei pressi della depressione di el Quattara, inviolabile da mezzi meccanici e ottima per evitare accerchiamenti.

Alfio caruso già dalle prime pagine, con forza investigativa, espone i nodi chiave che porteranno all’impasse tra i due schieramenti. La mancata presa di Malta dovuta ad errori valutativi, l’ossessivo protagonismo dell’Italia nel partecipare alla campagna di Russia, ma anche la povertà strategica con cui viene diretta la marina Italiana nel mar Mediterraneo, sono alcuni esempi di come è possibile parlare di sconfitte già segnate.
L’onore d’Italia è un libro giusto, in grado di mostrarci la facciata vera di una guerra condotta senza mezzi e scopi, alimentata dalla fame di espansione e supremazia di un ideologia egoista e violenta; il libro è ben composto, molto accurato nei riferimenti storici, sono analizzati minuziosamente armamentari ed equipaggiamenti, moltissimi dati tecnici scorrono nelle varie pagine, donando al testo un aspetto tecnico e talvolta specialistico.

Il ruolo di protagonisti in questa triste storia spetta ai valorosi soldati italiani, che resistettero alla controffensiva alleata e donarono a questa sconfitta una tono epico e grandioso, con questo libro Caruso cerca di ridare merito a questa gioventù che si batté per la propria patria, una patria che già li aveva traditi, cercando una risoluzione “veloce” del conflitto prima di una vera vittoria, o di una dignitosa sconfitta.

“Mancò la fortuna, non il valore”, recita una targa commemorativa dei bersaglieri italiani, “un’altra mezza verità” dice Caruso, l’ennesima. Sicuramente una verità l’autore la rivela con questa opera, lasciandoci l’immagine di un Egitto sparato a mille chilometri orari verso il capitalismo occidentale, con resort lussuosi, enormi villaggi turistici, e distesi su di un fazzoletto di terra tutti i morti di questa guerra, tra altari e cimiteri, dimenticati da Dio.

L’Onore d’Italia

di Alfio Caruso

ed Longanesi

2011

euro 18,60

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