PORTATEMI DIO di Marco Coccia

Recensione di “Sua Santità” di Gianluigi Nunzi

“…L’insopportabile complicità di chi pur sapendo tace”, è quanto annuncia Maria in questo tomo. Suona come un’affermazione divina quella della Maria di Sua Santità scritto e tramato da Gianluigi Nunzi nel 2012 per Chiarelettere. Maria è un nome in codice, dietro il quale si cela la fonte divulgatrice dei documenti che hanno messo in imbarazzo il Vaticano tutto. Il lato oscuro della Sacra Romana Chiesa, per la prima volta è messo a nudo dal coraggio del Nunzi che, dopo Vaticano S.P.A. , alza il tiro e ci concede trecentoventisei pagine di documenti, carteggi, lettere personali, che mettono in luce la continua lotta per il potere che si consuma dentro le mura Leonine. Come in un thriller anni novanta, l’autore tesse trame ed intreccia storie ma senza scadere mai nel gossip o nella spettacolarizzazione della notizia. Pubblicazione questa che senza dubbio rientrerebbe nell’indice dei libri proibiti dalla censura papalina, se solo non fosse stato abolito nel 1966. La condanna allo scrittore e giornalista d’inchiesta, arriva comunque dall’uomo che rappresenta Dio in terra e che è, ad oggi, l’autore vivente più pubblicato al mondo con oltre centotrenta titoli, molti dei quali best sellers. Un attacco a Nunzi quello di Joseph Ratzinger, che parla di illazioni alimentate a mezzo stampa, come se lui stesso non conoscesse le dinamiche editoriali; le stesse che hanno approvvigionato presso l’istituto bancario del Vaticano, lo IOR, oltre sei milioni di euro sui suoi conti personali . Nel testo non ci sono illazioni, solo documenti: dalle lettere con donazione (10 mila euro) di Bruno Vespa che in post scriptum supplica udienza al santo padre, alle missive dell’ex direttore dell’”Avvenire” Dino Boffo indirizzate al segretario personale del papa Georg Laenswein. L’incontro segreto tra il presidente Napolitano e Benedetto XVI, i rapporti di Gotti Tedeschi sulle strategie dello IOR e gli escamotage per non pagare l’ICI, con gli accordi che coinvolgono il governo Monti. E ancora denunce di pedofilia clericale insabbiate, gli 007 vaticani, i legionari di Cristo e Don Jalian Carron che rinfaccia alla diocesi milanese le implicazioni politiche. Gianluigi Nunzi non ha avuto paura di parlare, non ha cercato di omettere o distorcere la verità, la sua unica spregiudicatezza non può che prescindere dalla sua incoscienza, arrivando così, solo dopo, a sentirsi in pericolo, a temere per la propria incolumità. “ Per la prima volta ho percepito di essere entrato in una storia più grande di me.” Di libri così ce ne è bisogno. È vero, fomentano il disprezzo per il clero, ma son necessari per prendere coscienza una volta di più, se mai ce ne fosse ancora bisogno, dei malefatti di una chiesa i quali, vogliatemi concedere l’affermazione, ci sono sempre stati, da quando l’uomo inventò la croce. Oggi si svelano a noi più chiari che mai, grazie a Maria e alla sua immensa misericordia, al suo concedersi, senza minimamente volerlo ostentare, o quantomeno ammettere pubblicamente, mettendoci la faccia. E’ la prima volta in oltre duemila anni di storia che questo avviene, nessuno avrebbe mai potuto ritenerlo possibile, invece è accaduto, le vie del signore sono infinite. Ave Maria! Da leggere certamente la Domenica mattina.
Sua Santità

Le carte segrete di benedetto XVI

di G. Nunzi

Chiarelettere

2012

Disponibile in Biblioteca

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