La notte in cui morirono gli autobus di Etgar Keret

Ventiquattro storie surreali dalla penna di Etgar Keret, scrittore israeliano conosciuto in Italia grazie alla casa editrice indipendente Edizioni e/o.

Autore soprattutto di racconti e sceneggiature, Etgar Keret è considerato dalla critica uno dei maggiori rappresentanti della letteratura israeliana contemporanea. La pubblicazione dei suoi libri in Italia è avvenuta tramite l’indipendente Edizioni e/o, fatta eccezione per il più recente volume, All’improvviso bussano alla porta, edito lo scorso anno da Feltrinelli.

La notte in cui morirono gli autobus è l’ultima opera uscita presso il primo editore, il quale ricopre un notevole ruolo nel panorama letterario nazionale per la ferrea politica multiculturale nella scelta dei testi, mirata alla divulgazione delle letterature straniere nel nostro Paese e, dal 2005, di quella italiana all’estero, grazie alla nuova Europa editions, con sede a New York. Tra gli autori che la casa editrice ha contribuito a far conoscere in Italia troviamo Etgar Keret.

Nato a Tel Aviv nel 1967, Keret inizia a scrivere all’età di diciannove anni, per resistere ai pesanti turni di guardia durante il servizio militare (che in Israele è obbligatorio per entrambi i sessi e dura tre anni per gli uomini e venti mesi per le donne). La sua produzione è composta principalmente da narrazioni brevi, come i ventiquattro racconti umoristici che vanno a formare La notte in cui morirono gli autobus, in cui lo scrittore esprime tutto il suo gusto per l’assurdo kafkiano. L’astrazione dei personaggi da se stessi e dalla realtà avviene a volte in termini figurati, come nel racconto intitolato Niente politica, altrove in maniera più concreta e drammatica, come nella storia narrata in Non sono esseri umani, un’aperta denuncia alla brutalità e al razzismo di alcuni membri dell’esercito. Soggetto, quello militare, che troviamo anche in altri luoghi all’interno della raccolta e che, probabilmente, è ispirato alla personale esperienza dell’autore. Il contesto che Keret dimostra di preferire è, tuttavia, quello dell’infanzia, attraverso il quale illustra la contrapposizione tra un mondo che si vuole immaginare innocente e spensierato, e una realtà che rivela la presenza costante del conflitto all’interno della vita umana.

A dispetto della grave portata esistenzialista dei contenuti, l’opera di questo quarantacinquenne israeliano somiglia piuttosto a una raccolta di fiabe in cui denuncia, fantasia e umorismo sono perfettamente dosati in modo da regalare una lettura all’insegna della leggerezza, che manifesta il suo impegno solo su vie retroattive.

La notte in cui morirono gli autobus
di Etgar Keret
Edizioni e/o
marzo 2010
16.00 €

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Un pensiero riguardo “RACCONTI ISRAELIANI di Daniela Esposito

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