“L’inverno del Mondo” di Ken Follett

Nel 2013 possiamo rileggere il conflitto mondiale? Assolutamente si, ma senza l’aiuto di Ken
Follett e la sua trilogia sul XX secolo.

L’inverno del mondo è il secondo capitolo della trilogia sul XX secolo, La caduta dei giganti, il
primo volume, è dedicato alla Prima Guerra Mondiale, questo si apre con l’ascesa del nazismo
riprendendo la storia di cinque famiglie europee coinvolte pesantemente nel conflitto, tra
socialisti irriducibili o sovietici funzionari di partito, Follett racconta la sua Europa.

Una lettura di sicuro piacevole, prolissa se vogliamo, ma comunque in accordo con il passato
letterario di Ken Follett, mi riferisco soprattutto ai Pilastri delle Terra e il suo recente sequel
Mondo senza fine, romanzi storici molto impostati: buoni e cattivi, amore odio e qualche colpo
di scena, il tutto condito da una scrittura filmica degna di un documentario su History Channel, diciamolo, nulla di cui vantarsi.
Doveroso sottolineare come Follett sia un maestro, questo infimo tentativo di recensione è
solo un piccolo gesto di un lettore fedele ma non appassionato, lui è un’opera d’arte equestre
incastonata in una piazza italiana, io uno stupido piccione che ci caga sopra.

Nel libro sono contenute in ordine sparso una dozzina di questi elementi:
● discorsi spinti fuori luogo
● amori etero e gay
● morti improvvise
● mamme preoccupate
● nazisti cattivissimi
● socialisti buonissimi
● sovietici nonpropriostaliniani
● oligarchi russi, nobili inglesi, pragmatici americani
in aggiunta: morti e feriti da entrambe le parti, purtroppo ebrei deportati, torture crudeli e
uccisioni sommarie.

L’inverno del mondo è una mattone: per numero di pagine, per peso in kg ma anche, e
soprattutto, per profondità artistica, rimane una lettura impostata e scontatissima dove i
personaggi acquistano spessore come in una fiction in due puntate, la lettura è finalizzata al
“ormaièunasfidadevofinirlo”, -hai pagato il biglietto ora che fai? Ti alzi a 5 minuti dall’inizio?-
Il tutto è centuplicato dall’idea di base dello scrittore, il suo fine “artistico”, cioè quello di
raccontare il 1900 con 5 famiglie, ti aspetti il lato umano della storia, ti aspetti stravolgimenti,
punti di vista inesplorati ma non avviene nulla di tutto ciò, Follett si fa sciupare tra le mani una
trentina di personaggi, senza gestirli e soprattutto senza farli vivere.

Il revisionismo storico è una brutta bestia, la storia è sacra, quella sul secondo conflitto
mondiale ancor di più, e un romanzo come questo non aggiunge un grammo al già detto, anzi
sottolinea la natura epica del banale, con gli americani che entrano in guerra per colpa di Pearl
Harbor, i gerarchi cattivissimi, gli italiani inesistenti e via discorrendo, sembra un testo di storia
per le scuole medie, per capirci un testo che non sfiora minimamente l’acume storico di un
Arendt o ad esempio la critica all’americanismo di un Vidal qualsiasi, Follett non si è mai posto
il compito di far riflettere un lettore, lo intrattiene, lo diverte, di sicuro voi non siete obbligati a
seguirlo. (letture consigliate: “La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme” e “Il secolo breve:
1914-1991”).

L’inverno del mondo (The Century Trilogy)
di Ken Follett
Mondadori
2012
25.00 €

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2 pensieri riguardo “KEN FOLLETT: BASTARDO SENZA GLORIA (PICCIONI E CAGATE INCLUSI) di Fulvio Aquino

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