RITRATTO DI FAMIGLIA IN UN INTERNO: LA REDAZIONE DEL BIBLIOMANE

Alla scoperta dei retroscena che si nascondono dietro il lavoro di una redazione composta da giovani volontari. Rispondono alle domande Fulvio Aquino, Marco Coccia, Daniela Esposito, Giulia Luciani e Linda Politi.

REDAZIONE: Cosa vi ha spinti a partecipare all’esperienza del Bibliomane? Quali sono le vostre aspettative?

GIULIA LUCIANI: Appena ho appreso la notizia della nascita di questa iniziativa, tramite il gruppo della biblioteca di Civitavecchia su facebook, mi sono subito interessata e ne ho voluto sapere di più. Da sempre sono appassionata di letteratura, in particolare di romanzi, e mi è spesso capitato, una volta finito un libro, di sentire l’impellente bisogno di parlarne con qualcun’altro e di esprimere, in qualche modo, la mia opinione al riguardo. Se si aggiunge il fatto che mi piace in generale esprimere il mio parere e mi sento attratta dal mondo del giornalismo, è chiaro che per me era l’occasione perfetta per mettere, finalmente, in pratica tutto questo. Non ho particolari aspettative, mi basta solo vivere questa esperienza perché mi piace e perché sicuramente mi tornerà utile in futuro.

FULVIO AQUINO: La voglia di mettermi in gioco tramite una grande passione, quella per la lettura, i libri e la cultura in senso ampio, ampissimo. Aspettative? Modeste, spero in una partecipazione più ampia fra i lettori, consigli critiche ed idee, e magari qualche altro redattore!

REDAZIONE: Siete soddisfatti della risposta del pubblico al blog? Vi aspettavate di più, di meno…?

GIULIA LUCIANI: Personalmente io sono soddisfatta della risposta del pubblico perché, sinceramente, mi aspettavo qualcosa di meno. Ma credo che con la giusta pubblicità e i giusti strumenti potremmo incrementare ulteriormente, e di parecchio, le visite sul nostro blog.

FULVIO AQUINO: Beh, quello che abbiamo raggiunto è già un ottimo risultato, siamo online da pochi mesi e la redazione è ancora relativamente “intima”, emergere tra mille blog senza passare direttamente da facebook, difatti non abbiamo una pagina fan, è molto difficile.
Il prossimo obbiettivo è consolidarsi tra gli utenti della biblioteca, sono molti e forse pochi conoscono il nostro progetto.

LINDA POLITI: La risposta mi ha sorpreso positivamente perché, pur conoscendo moltissime persone appassionate di lettura, mi ero forse fatta condizionare da quel pensiero comune che etichetta il mondo moderno come allergico alla lettura. Niente di più sbagliato: il blog ha moltissime visualizzazioni, è seguito con costanza e molte persone mi hanno contattato sia per email sia dal vivo per congratularsi e fare i complimenti all’iniziativa del Bibliomane. Fa veramente piacere sapere che si viene considerati un elemento valido di divulgazione della cultura libraria!

REDAZIONE: Quali sono secondo voi le qualità del Bibliomane? Quali i difetti?

FULVIO AQUINO: La forza della differenza: tutti i redattori provengono da realtà ed esperienze diverse, affinato capacità e coltivato passioni più disparate, mescolando il tutto abbiamo una redazione giovane e plurale in grado di esprimersi con libertà ed autonomia, una sorta di brainstorming continuo. Difetti!? Già mai!

LINDA POLITI: Iniziamo subito dalle qualità: abbiamo una redazione variegata per genere e fasce d’età. Tutti noi leggiamo di tutto indistintamente e siamo liberi di scrivere le nostre opinioni, positive o negative che siano, mettendoci la faccia perché firmiamo tutti i pezzi che scriviamo. La collaborazione è completamente volontaria e possiamo quindi dire che il Bibliomane si tiene in piedi grazie alla PASSIONE per la lettura che persone diverse tra loro condividono.
Un difetto? Forse siamo ancora troppo “timidini”; la lettura può essere un’attività molto dinamica, e spero che lo dimostreremo presto!

REDAZIONE: Il Bibliomane riserva delle novità per i suoi lettori, nell’immediato futuro?

GIULIA LUCIANI: Le idee di miglioramento sono tante e ogni giorno nuove, spero che presto riusciremo a metterne in atto alcune.

REDAZIONE: Quali sono le problematiche che possono sorgere durante la gestione di un blog? Soprattutto quando si lavora all’interno di una redazione…

DANIELA ESPOSITO: Il problema principale, almeno per quanto riguarda il Bibliomane, è quello di raccogliere la quantità di materiale necessario alla pubblicazione. Mi spiego meglio. La redazione del nostro blog è composta da cinque redattori fissi, più qualche collaboratore. Un gruppo non proprio gremito. Ovviamente ognuno ha i propri impegni, chi lavora, chi studia, chi si deve laureare, quindi, a volte, raccogliere il numero di articoli sufficienti per la nuova pubblicazione può diventare arduo. Nonostante questo, devo dire che ce la siamo sempre cavata bene. Fondamentale per il buon funzionamento di una rivista gestita da una piccola redazione di volontari è la coordinazione tra i componenti, oltre alla pianificazione dei lavori; quando vengono a mancare questi due elementi, iniziano i problemi…

GIULIA LUCIANI: Le problematiche sono senz’altro la difficoltà di trovare il tempo per leggere e recensire i libri, cosa non sempre facile. Ma tutti, più o meno, siamo degli appassionati e vi riusciamo abbastanza bene. Per quanto riguarda la divisione di libri da recensire e di personaggi da intervistare non abbiamo mai avuto problemi, in redazione c’è un clima sereno dove chiunque può esprimere la sua opinione, proporre nuove idee e mettere in evidenza eventuali problemi.

LINDA POLITI: In teoria il fare gruppo può implicare anche lo scontro tra i componenti. In realtà questo, finora e fortunatamente, non è accaduto. Il clima è sereno: se uno di noi per motivi vari non può scrivere una recensione o fare un’intervista, c’è sempre un altro pronto a sostituirlo. Ci sosteniamo a vicenda e lavoriamo tutti per avere un prodotto di qualità del quale essere orgogliosi.

REDAZIONE: Come descrivereste l’importanza del contributo volontario nella redazione del Bibliomane? Quanto, e in che modo, influiscono l’autonomia e l’idea di collettivo autogestito?

DANIELA ESPOSITO: L’impegno volontario dei redattori è la sostanza che ha generato questa esperienza culturale e, inevitabilmente, ne determina il carattere. Nonostante oggi non si possa più parlare di rete “underground” a causa del potere di diffusione di Internet e delle possibilità che questo offre, è comunque possibile effettuare una divisione tra canali di comunicazione “ufficiali”, o che comunque fanno capo a grandi nomi e sponsor, ed altri, come il Bibliomane, che puntano tutto sull’iniziativa personale di collaboratori appassionati e intraprendenti. È ovvio che i secondi godano di un’autonomia maggiore e rappresentino significativamente la vivacità del settore culturale e il suo potere aggregativo. Per quanto riguarda la singola esperienza individuale dei redattori, l’autogestione è indiscutibilmente una tappa formativa importante e altamente qualificante, tanto in ambito professionale quanto da un punto di vista più strettamente umano.

REDAZIONE: Il Bibliomane, in quanto rivista che si occupa di libri, possiede un atteggiamento neutrale nei confronti di argomenti attinenti alla politica, all’attualità, eccetera. Nonostante ciò, è difficile non notare la ricorrenza di articoli riguardanti il soggetto Chiesa, mi riferisco alle interviste a Federico Tulli e a Paolo Bancale, così come alle recensioni di testi come Sua Santità o La sanità di Dio, nella scelta dei quali sembra di scorgere un blando criticismo. Vi è, forse, all’interno del blog, un atteggiamento di tendenza anticlericale?

FULVIO AQUINO: Non penso che il Bibliomane sia un blog anticlericale, né vorrà mai esserlo, il tutto forse è giustificato dal particolare periodo storico che sta vivendo la chiesa (abdicazione,scandali, abusi), c’è molta carne al fuoco, poi concedetemelo, il binomio cultura e chiesa non ha mai brillato.

LINDA POLITI: Anticlericale mi sembra un aggettivo un po’ forte per quel che riguarda il Bibliomane; dopotutto, siamo neutrali e ci teniamo a rimanerlo. Tuttavia è innegabile una certa propensione all’argomento: non saprei, forse deriva da una forma mentis che si tende ad avere quando si legge tanto. Nel senso che si va alla ricerca di risposte vere alle proprie domande, capaci di allargare le conoscenze che abbiamo.

REDAZIONE: Cultura e Capitale: è possibile fare cultura a basso costo, gratuita e per tutti?

MARCO COCCIA: La cultura così come l’informazione, non dovrebbero essere a basso costo ma completamente gratuite e accessibili a tutti, come base culturale di ogni paese civile, come strumento e supporto alla crescita collettiva ed individuale. Oggi il modello di cultura impostoci, per non andare troppo indietro direi da Benedetto Croce in poi, diventa per causa di forza maggiore obsoleto. I nuovi mezzi di divulgazione del sapere varcano le frontiere della censura, e aumentano in modo esponenziale le possibilità di acquisire notizie e informazioni, con un’offerta culturale ben più vasta e variegata di quanto avremmo potuto disporre appena un ventennio fa. Ma cultura è anche cinema, teatro, musica e quant’altro sia espressione e testimonianza diretta che a noi arriva solo in una piccola parte, giacché milioni di libri vengono cestinati negli uffici di lodevoli case editrici, così come pellicole ecc. ecc. , perché qualcuno non lo ritiene un prodotto con un degno target commerciale. Cultura è accettare il diverso, è accrescere il nostro sapere con quello degli altri, cultura è confronto. Quando Riccardo Lombardi parlava di Società più ricca perché “culturalmente” più ricca, parlava di possibilità che a nessuno per ragion di stato potevano essere negate, poiché credeva che la cultura fosse alla base della democrazia e si auspicava che anche l’operaio potesse leggere Dante e apprezzare Picasso. Credo che in queste affermazioni ci sia un grande monito che ad oggi non siamo ancora stati capaci di cogliere, e che più di ieri torna ad essere imprescindibile se vogliamo sperare di imboccare una via d’uscita dal labirinto della decadenza.

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