FACITE AMMUÌNA di Daniela Esposito

“La doppia vita dei numeri” di Erri De Luca

Napoli. Capodanno. Un uomo e una donna giocano a tombola riportando in vita, attraverso i numeri estratti, i fantasmi di coloro che non ci sono più.

«Il teatro è un racconto in cui scompare lo scrittore. Non può scrivere: “Era una bella nottata di luna”. Lo deve dire uno dei personaggi. Gli avvenimenti sono raccontati e svolti dalle loro voci. Il teatro espelle il narratore dalla pagina, la parola passa in esclusiva a chi la pronuncia.» (Erri De Luca ne La scuola dell’ammuìna, introduzione a La doppia vita dei numeri, pag. 9).

Il rapporto più intimo e immediato, primordiale, tra gli uomini e la parola avviene all’insegna dell’oralità. Si sa, alle origini della letteratura c’è la rappresentazione orale. Si mettano l’anima in pace quanti, oggi, si sentono in dovere di limitarne la definizione al testo scritto, (tra l’altro declassando parte del bagaglio culturale di popoli che non considerano la scrittura il mezzo ideale attraverso cui tramandare le proprie storie).

Perché questa celebrazione dell’oralità? Ovviamente per introdurre l’opera di Erri De Luca.
Con La doppia vita dei numeri lo scrittore rende omaggio alla propria città natale, Napoli, e lo fa attraverso la forma artistica che più le si avvicina, il teatro. Cosa lega la città di Napoli al teatro? Non solo Eduardo De Filippo da cui, secondo lo scrittore, “nessun napoletano nato nel 1900 può prescindere”, e che è, in realtà, una conseguenza e un indizio del suddetto legame. La risposta è: la scena. Non quella silenziosa di certe rappresentazioni “assurde” o sperimentali. Ma quella fatta di voci. Tante voci. Quella fatta di ammuìna. Confusione. In cui l’orecchio è eletto a “organo maestro”. E “Napoli è ammuìna”, come ci spiega lo stesso De Luca nell’introduzione all’opera.

L’azione si svolge all’interno di una cucina, dove fratello e sorella trascorrono insieme il Capodanno. A fare compagnia ai dialoghi dei due personaggi, la città in festa. E, per chi non si è mai trovato a Napoli la notte di San Silvestro, basti paragonarla a una serata di bombardamenti sotto il cielo di una qualsiasi città di un qualsiasi paese in guerra. Per rendere ancora più caratteristica l’ambientazione, i protagonisti decidono di trascorrere il tempo giocando a tombola. Una tombola molto particolare, durante la quale i numeri estratti riportano in vita, giusto per la durata del gioco, i fantasmi di coloro che non ci sono più, permettendo alla famiglia di riunirsi dopo tanto tempo.

Un racconto, quello di Erri De Luca, che a leggerlo ci si impiega meno di un’ora ma che vale molto di più. In attesa di vederlo rappresentato su un palcoscenico, se ne consiglia la lettura a quanti abbiano voglia di lasciarsi trasportare in un mondo tanto nostalgico quanto divertente e ironico, e a coloro che sanno apprezzare la commedia napoletana.

La doppia vita dei numeri
di Erri De Luca
Feltrinelli
novembre 2012
8.00 €
Disponibile presso la biblioteca di Civitavecchia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...