“Il conformista – Contro l’anticonformismo di massa” di Massimo Fini

Il conformista – Contro l’anticonformismo di massa è un libro che raccoglie gli articoli che Massimo Fini, giornalista e scrittore tra i più originali della nostra epoca, scrisse dalla metà degli anni 70 fino all’inizio dei 90 su giornali e riviste come “Linus”, “Il giorno”, l’“Europeo”, fornendo al lettore un punto di vista assolutamente originale- perché libero – dei personaggi e dei principali avvenimenti di quegli anni.

Fini smonta pezzo dopo pezzo i tanti idoli che sembravano di marmo, rivelandone la fragilità di cartapesta e l’abbondante retorica, svelando l’ipocrisia e la falsità della classe dirigente di allora, che poi si rivela non essere tanto diversa da quella odierna leggendo le pagine di questo libro. L’autore riporta alla luce i nomi di coloro che da tanta falsità furono oscurati, come ad esempio quello di Pier Luigi Bellini delle Stelle, che definisce “un partigiano abrogato”: fu lui, capo della 52° Brigata Garibaldi, a catturare Mussolini in fuga, ma nell’“Enciclopedia della Resistenza”, curata dal Pci, il suo nome non compare mai. Finita la guerra tornò al suo lavoro, e “non ha inondato l’Italia di memoriali, di interviste, di ricordi, di retorica”. La sua colpa? (si fa per dire)? Non essere mai stato iscritto a nessun partito. Anche i presunti eroi radical chic del sessantotto, osservati con la sua lente, palesano le loro piccolezze ed il loro esser eroi che non hanno mai pagato gli sbagli commessi. Fini, osservatore acuto ed intelligente, seppe riconoscere da subito i limiti di un altro cosiddetto “gigante della Storia”, Gorbaciov, tanto da dedicargli l’articolo “Nulla di peggio di un buon poliziotto”, evidenziandone i tratti di tiranno liberale che egli assunse specialmente subito dopo la sua elezione. Ma ne ha anche per Pertini e Papa Wojtyla e la loro retorica della modestia, citando Savinio “ non c’è soltanto la retorica della “grandezza”, che è quella di cui si servì preferibilmente il fascismo: c’è la retorica della “piccolezza”, la retorica della “modestia”, la retorica della “bontà, la retorica dell’“onestà”, che non sono meno pericolose di quella.

Il libro si avvale della splendida prefazione di Indro Montanelli, che definisce l’autore “denunziatore” delle aberrazioni di quegli anni.
“Perfino nella scelta del titolo di questo libro non ha voluto adeguarsi al conformismo dell’anticonformismo, e ha preferito chiamarlo e chiamarsi Il Conformista. Gliela faranno pagare calando su di lui una coltre di silenzio: da quando i roghi non usano più, è la sorte che attende i conformisti che non si conformano”.

Il Conformista- Contro l’anticonformismo di massa
Di Massimo Fini
Marsilio
giugno 2008
EUR 8,25

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