“Quattro a tre” di Nando Dalla Chiesa

Messico, stadio Azteca, 17 giugno 1970…

4 a 3. Questi due numeri, questo risultato, rappresentano per l’Italia un evento entrato di diritto nella memoria storica del Paese: la partita del secolo, disputatasi in Messico allo stadio Azteca tra Italia e Germania, il 17 giugno 1970, semifinale del campionato mondiale di calcio.

L’autore Nando Dalla Chiesa, partendo dalla storia della partita, narra l’Italia e gli italiani dell’epoca, le generazioni che vissero in quegli anni: quella dei padri e dei nonni, giunti finalmente al benessere dopo le macerie delle due guerre, e quella dei figli che proprio in quegli anni sognava di cambiare il mondo rendendolo più giusto. Quella notte, popolata dalle gesta di Riva e Burgnich, Albertosi e Rivera, fu il punto d’incontro disordinato di passioni, rancori, rivalità, utopie, batticuori di tutti gli italiani, popolo storicamente diviso su tutto in qualsiasi momento. Del resto, i tredici azzurri scesi in campo quella notte erano l’espressione più vera della nazione: l’eleganza sabauda di Rivera, la sagoma mai doma del cagliaritano d’adozione Riva, la fierezza friulana di Burgnich. Fu dunque una generazione a presentarsi sul prato dell’Azteca, che rappresentava un mondo ben definito, con le sue strutture sociali, sia rurali sia urbane, con le sue grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.

Ancora oggi tutti ricordano dove erano a seguire la partita e cosa successe al fischio finale: fu in quella notte che per la prima volta i caroselli festanti invasero le città con le macchine imbandierate di tricolori e tifosi impazziti di gioia, una prima volta che non aveva rituali, percorsi stabiliti, ma solo l’imperativo categorico di “fare baccano”: dalla banda improvvisata ad intonare “Fratelli d’Italia” e “La canzone del Piave”, alle Seicento senza sportelli per agevolare lo sventolio delle bandiere.

Anche a Civitavecchia l’esplosione di gioia fu incontenibile, l’autore infatti riporta che “due ali di folla in visibilio acclamarono un vecchio bersagliere in pensione che, avvolto in un tricolore, fece di corsa la via principale suonando la sua gloriosa cornetta”.
Questa fu Italia vs Germania 4 -3. La folle via di fuga sportiva di un popolo che era schiacciato tra le bombe di Piazza Fontana e l’alba degli anni di piombo, tra golpe mancati e depistaggi.
Italia vs Germania fu una piccola, breve ma intensissima catarsi per tutti gli italiani che nella notte tra il 17 e il 18 giugno 1970 dimenticarono tutte le loro miserie e si ritrovarono a festeggiare non solo la vittoria di una semifinale, ma una breve tregua che il Paese diede a se stesso in quegli anni difficili.

Non a caso, ancora oggi, una litania laica si ripete incessantemente, citata a memoria da tutti gli over cinquanta d’Italia, neanche fossero versi della Divina Commedia: Albertosi, Burgnich, Facchetti, Bertini, Rosato, Cera, Domenghini, Mazzola, Boninsegna, De Sisti, Riva.

 

Quattro a tre. Italia – Germania: storia di una generazione che andò all’attacco e vinse (quella volta)

di  Nando Dalla Chiesa

Melampo editore

2006

10.00 €

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