Dall’erasmus in Finlandia al master ad Edimburgo al lavoro a Bath: Sara Ligi è un tipico esempio di cervello in fuga.

Durante il corso di laurea in Scienze Forestali e Ambientali ad Ancona ha colto al volo l’opportunità di fare un Erasmus in Finlandia della durata complessiva di sei mesi. Perché ha scelto proprio la Finlandia? Come è stata questa esperienza?

Ho semplicemente scelto la meta che sentivo più culturalmente lontana. La Finlandia è forse il paese europeo più “strano” e io volevo avere un grande stacco dalla vita di tutti i giorni, così da mettermi maggiormente alla prova. Inoltre, studiando scienze forestali, è forse una meta ovvia: la Finlandia è praticamente ricoperta di foreste e il settore forestale è importantissimo per la loro economia, lì ho potuto vedere e fare cose che in Italia potevo solo leggere nei libri. Per esempio ho avuto lezioni pratiche sull’uso della motosega o di “guida del trattore sulla neve”. È stata una esperienza molto interessante, non semplice, ma sicuramente mi ha aperto la mente facendomi vedere le cose da un altro punto di vista e ha dato un nuovo significato alla parola “normale”. Per esempio, normalmente in Italia se visiti la casa di un amico verresti invitato a bere un caffè, in Finlandia invece è considerato normale invitare l’ospite a fare una sauna insieme, ovviamente senza vestiti!

Una volta laureata ha preso la decisione di seguire un master di Sostenibilità Ambientale di un anno ad 544099_431134603563309_1742065168_nEdimburgo. Perché non ha continuato i suoi studi in Italia? Crede che l’università scozzese le abbia dato una preparazione migliore rispetto a quella che avrebbe avuto se fosse rimasta nel nostro Paese?

La mia triennale non aveva una specialistica correlata, avrei dovuto comunque cominciare un master in un’altra città, quindi ho deciso di fare domanda anche in diverse università estere. Quando ho iniziato a documentarmi ho scoperto che la mia triennale ha quasi più valore all’estero che in Italia e potevo accedere a qualsiasi master nelle più prestigiose università d’Europa, senza preoccuparmi di trasferimento di crediti e altri inghippi burocratici. Se vuoi trovare lavoro all’estero la specialistica italiana non è molto utile perché non vi è un equivalente specifico, almeno nel mondo anglosassone.
Se devo essere sincera non penso che l’università di Edimburgo mi abbia dato una educazione migliore di quella che avrei ricevuto in Italia, anzi, a livello puramente educativo l’Università Politecnica delle Marche mi ha dato molto di più e ora sono fiera di averla frequentata. La grande differenza invece sta in tutto il resto: il completo supporto che è dato allo studente in tutti i campi è incredibile. In Italia sembra quasi che un muro di burocrazia ti impedisca di fare tutto. Per fare un semplice documento universitario in Italia dovevo saltare lezioni poiché la segreteria era aperta solo in certi orari, a Edimburgo invece questo non sarebbe mai successo, l’università è al tuo servizio per ogni cosa: ti assiste nel trovare un appartamento, offre la copertura sanitaria, palestre, associazioni dove sviluppare i tuoi hobby e infine, offre assistenza nel trovare un lavoro. L’università di Edimburgo ha un ufficio apposito che ti aiuta a capire cosa vuoi diventare e ti assiste ad avverare il tuo sogno, aiutandoti nella stesura del curriculum, preparandoti per le interviste e immettendoti in una rete di conoscenze che ti saranno utili nel trovare lavoro.

Concluso il master ha inviato il suo curriculum in varie città europee escludendo categoricamente l’Italia. Perché tutta questa voglia di fuggire? Crede che nel nostro Paese avrebbe trovato lavoro ugualmente?

A dire la verità ho controllato un pochino il mercato del lavoro italiano ma non ho trovato assolutamente niente. Poiché la mia esperienza lavorativa era quasi pari a zero, in Italia avrei solo potuto fare stage non pagati per mesi e mesi. In Europa invece ci sono possibilità anche per neolaureati, addirittura è possibile, anche se difficile, trovare lavoro con la sola triennale. Ora ho un buon lavoro nella mia area di studio e soprattutto, vengo pagata. A soli 24 anni ho raggiunto l’indipendenza economica dai miei genitori e questa è una frase abbastanza rara per un giovane italiano d’oggi.
Oltre a questo, viaggiare è la mia passione, adoro scoprire nuove culture e conoscere gente nuova, e il modo migliore per farlo è vivere in un altro paese e interagire con le persone del posto. Infatti credo ormai di conoscere molto bene la cultura inglese e sto pensando di iniziare a cercare lavoro in un’altra nazione, cominciare una nuova avventura…

Se tornasse indietro, rifarebbe tutto o darebbe una possibilità all’Italia?

Senza dubbio rifarei tutto!

Crede che un giorno potrebbe tornare in Italia per stabilirvisi definitivamente?

Forse un giorno, quando avrò girato il mondo abbastanza o se ricevo un’offerta di lavoro a cui non posso rinunciare… ma sicuramente non nel prossimo futuro.

Che consigli darebbe a uno studente fortemente interessato a studiare/lavorare all’estero?

Innanzitutto, imparare l’inglese!!! È fondamentale. Conoscere altre lingue ti da anche una maggior spinta, infatti ora sto cercando di imparare lo spagnolo. La seconda cosa è la determinazione, non bisogna fermarsi davanti alle difficoltà anche se sembrano insormontabili. Non è stato assolutamente facile per me arrivare dove sono adesso ma l’obiettivo che avevo in mente era molto chiaro e ho focalizzato tutti i miei sforzi su quello. Terzo, ma non meno importante, segui le tue passioni e fai ciò che ti piace fare! Quando mi sono iscritta a scienze forestali mi hanno detto che sarebbe stato difficile trovare lavoro, ma ho messo passione in tutti i miei studi e mi sono specializzata in ciò che veramente mi interessava, il resto è venuto da se.

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