UNA “VOCE” LIBERA E FASTIDIOSA di Stefano Pierucci

“Senza voce – breve storia di un giornale-fenomeno: i testi e i fotomontaggi più belli” di Indro Montanelli

Forse non tutti sanno che per pochi mesi, a cavallo tra il ’94 ed il ’95, precisamente dal 22 marzo al 12 aprile dell’anno successivo, uscì in edicola il quotidiano “La Voce” diretto da Indro Montanelli che, dopo essere stato allontanato da Silvio Berlusconi dalla direzione de “Il giornale” con un colpo basso e meschino, non si perse d’animo e fondò il nuovo quotidiano insieme a quei redattori che non vollero piegarsi al diktat berlusconiano per cui “il Giornale” avrebbe dovuto trasformarsi nell’house organ della neonata “Forza Italia”. A seguirlo nella nuova avventura, abbandonando via Negri, giornalisti del calibro di Marco Travaglio, Peter Gomez, Beppe Severgnini. A 85 anni, Montanelli trovò la forza per fondare e dirigere un quotidiano che si rifaceva, già dal titolo, all’esperienza di Prezzolini, ed anticipò molti dei temi che oggi sono attuali come lo sdegno civile, il richiamo fortissimo ai valori della legalità, la denuncia degli intrecci perversi tra politica ed affari.

Una “Voce” libera e fastidiosa, di cui la politica non sopportava il taglio pungente ed irriverente impostato dall’autorevolezza della sua firma più illustre, “senza padrino e senza patrono”, come lo definì Montanelli stesso. Infatti, il quotidiano si trovò all’improvviso senza più inserti pubblicitari ed anche molte tipografie si mostrarono reticenti a stamparlo: la voce fu strozzata, senza pietà alcuna. Strano, per un giornale che poteva contare sugli editoriali quotidiani di Indro Montanelli, dei quali in questo libro si trova accurata e documentata selezione, un uomo in grado di orientare le scelte politiche dei suoi lettori, come nel caso della famosa frase “Turiamoci il naso e votiamo Dc”.

La prefazione del volume è affidata a Ferruccio De Bortoli che definisce “la Voce” “un alito di libertà pagato a caro prezzo”, la postfazione a Vittorio Corona, il grafico del giornale, che fu innovativo anche sotto questo punto di vista: ispirato graficamente ad un settimanale, con caratteri tipografici eleganti e moderni rispetto ai tradizionali.

“Noi volevamo fare, da uomini di destra, il quotidiano di una destra veramente liberale, di una destra che si sente oltraggiata dall’abuso che ne fanno gli attuali contraffattori.”
Indro Montanelli, dall’editoriale dell’ultimo numero de «laVoce», 12/04/1995.

Senza Voce
di Indro Montanelli
Rizzoli
2005
9,80 euro

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