Del diritto di ogni ragazzo o bambino a non leggere libri come compito estivo.

Il diritto inalienabile alla non-lettura è forse il diritto più importante ed essenziale, rispettarlo significa formare, probabilmente, un futuro lettore. Una contraddizione?

Moltissimi “lettori-forti”, ricordano di come si siano avvicinati alla lettura grazie ad un libro assegnatogli a scuola, tra le vacanze di natale o estive, un romanzetto a piacere oppure qualche mattone devastante senza capo né coda, un titolo che probabilmente lo stesso prof non ha mai letto, ma che con astuzia prescrive ai propri alunni, come personale cura culturale. In verità li vuole far soffrire.

Questo ricordo è stampato nella mente di milioni di uomini ancora scioccati e disgustati dalla lettura, uominipromessi sposi e donne che alla veneranda età di 30 o 40 anni hanno come ultimo libro “letto” i Promessi Sposi o La coscienza di Zeno (un capitolo a parte dovrebbe essere aperto per la letteratura inglese, la più odiata da grandi e piccini).

Proprio per questo motivo il non-lettore ed il libro devono essere tutelati da questa ingiustizia e crudeltà: ogni anno centinaia di autori rischiano di essere etichettati come “pallosi” o peggio, completamente ignorati da altrettanti studenti che da quel preciso momento sviluppano l’avversità alla lettura come stile di vita.

L’Italia è un paese di scrittori noti e meno noti, veri e propri mostri sacri della letteratura mondiale, come Dante, Petrarca o Calvino; l’amore per la lettura dovrebbe sbocciare naturalmente tra i giovani studenti delle scuole medie e superiori, ma tutto questo non avviene. Siamo un paese sottosviluppato se guardiamo al numero di lettori, quotidiani letti, libertà di stampa e pluralità e qualità dell’informazione mainstream; allo stesso tempo siamo bombardati dall’opinionista culturale, il filosofo o l’uomo di cultura/intellettuale, l’uomo che fa del sapere una forma di superbia borghese, che giudica senza giudicarsi. È quindi comprensibile che il ragazzo con uno slancio narcisista, odi l’uomo di cultura e ne rifugga, a differenza del pompiere o dell’astronauta nessun bambino da grande vorrebbe essere come lui!

Ragazzi questi NON SONO LETTORI!

Facciamo uscire la lettura dalla scuola, perché leggere è una figata pazzesca e non merita di essere confinata tra le mura di una valutazione o le pagine di un diario; portiamo i ragazzi in biblioteca o nelle librerie, facciamo leggere fumetti e libri fotografici, utilizziamo il cinema ed il teatro come ponte tra arti, ne vale il futuro della “lettura” in Italia e nel mondo!

Ragazzi a Settembre tornate a scuola senza compiti (solo d’italiano logicamente!), dite alla prof. che in compenso siete andati ad una mostra o al teatro, e perché no, ad un concerto metal; magari potete chiederle una tesina sul Grunge o un’interrogazione sulla biografia di Eric Clapton, ma evitate gli One Direction, non capirebbe.

scuola

Fonte d’ispirazione: quel geniaccio di Daniel Pennac e il suo “Come un romanzo”, saggio sulla lettura e il giovane semi-lettore.

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2 pensieri riguardo “IN DIFESA DEL NON-LETTORE di Fulvio Aquino

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