Alcuni suggerimenti per orientarsi fra le proposte editoriali. L’indice è una mappa che aiuta a decifrare il contenuto del testo

Per essere un buon lettore non basta saper leggere. E’ necessario anche saper scegliere le letture. La scuola insegna la prima tecnica. Quasi mai la seconda. Dalle elementari all’università i testi scolastici sono selezionati dai docenti senza chiedere il parere di chi li deve leggere.  Quest’imposizione ha due principali conseguenze psicologiche sul lettore: rende il libro un oggetto sacro o all’opposto un oggetto da trascurare. Accade così che quando la scelta non è obbligata dalle circostanze soprattutto i giovani lettori si avvicinino al libro in base a criteri emotivi piuttosto che razionali.

Per avere un rapporto più lucido con la parola scritta iniziamo a domandarci: cosa è un libro? Le risposte sono tante. Estraiamone una dal mazzo: il libro è una merce nobile. E’ una merce perché si paga esattamente come il pane e le scarpe. Ma si differenzia dagli altri oggetti perché propone opinioni, pensieri, messaggi.

Stabilita questa definizione la prima operazione che il lettore può compiere quando preleva dagli scaffali della libreria un titolo che lo  incuriosisce è vedere chi lo pubblica partendo da un principio: le libri con scalacase editrici hanno lo stesso fine di qualsiasi altra azienda: vendere in vista di un profitto. Fissato il concetto che l’editore è un imprenditore come tutti gli altri è necessario capire cosa lo differenzia: l’editore vende cultura. Passaggio cruciale perché la cultura non è neutrale: mai. I prodotti culturali, dal libro a un film, sono sempre di parte. Questo significa che le case editrici sono politicamente orientate. Esempio: Rusconi e Adelphi sono di destra, Feltrinelli e Manifestolibri di sinistra. E’ evidente che gli autori pubblicati da questi editori trasmettono diverse visioni del mondo, del tema che trattano e persino di come lo trattano. Conoscere la geografia politica delle case editrici aiuta a capire chi è l’autore, da che parte sta, dove vuole indirizzarci. Ma è necessaria ulteriore attenzione. L’editore è un commerciante. Può capitare che pur essendo di destra pubblichi un autore di sinistra (e viceversa) perché l’autore è noto e gli assicura un buon successo di vendite. Oltretutto in questa maniera fa bella figura mostrandosi pluralista.

Ovviamente le cose non sono sempre così chiaramente definite. Il mondo dell’editoria è complesso e ogni casa editrice ha una storia: ci sono major come Mondatori dotate di cataloghi immensi, case editrici rivolte al mercato universitario come la bolognese il Mulino, la vivace galassia dell’editoria cosiddetta minore specializzata in segmenti del sapere. Per comprenderne orientamenti e mutamenti nel corso del tempo sarebbe necessario scrivere un libro. Per il momento basti questo criterio: avere le idee chiare sulle politiche culturali della casa editrice che ci offre il libro è importante quanto la lettura del libro.

Ora immaginiamo di avere un saggio tra le mani, magari perché vogliamo regalarlo, perché qualcuno ce lo ha consigliato, o semplicemente perché abbiamo sete di sapere. Come ci confrontiamo con questo oggetto? Come entriamo in confidenza? Supponiamo che sia il lavoro di un autore straniero. Innanzitutto, dalla nota biografica verifichiamo senza alcun pregiudizio l’età e l’esperienza. Se si tratta di un giovane alla sua prima opera il nostro sguardo sarà evidentemente diverso rispetto a uno studioso di mezza età con diverse pubblicazioni alle spalle. Fatta una sommaria conoscenza con l’autore è necessario accertarsi dell’anno di prima edizione in lingua originale del suo libro e della prima edizione in italiano. Capita a volte che la distanza sia di decenni mentre crediamo di avere a che fare con una novità. Se il saggio è stato scritto negli anni ’70 o ancora prima risentirà del clima culturale della sua epoca. Il che significa che dobbiamo leggerlo calandoci il più possibile in quegli anni per attualizzare quel che ancora ha da dirci e da darci. Chi può aiutarci in quest’operazione? L’aggiornata introduzione di un esperto. Se manca significa che il libro è monco e l’editore punta principalmente ai quattrini.

Altro accorgimento: la corrispondenza tra titolo originale e traduzione. Talvolta le sorprese sono amare. Tanto più oggi che il libro è sottoposto alle violente regole del marketing e titoli e copertine sono creati per sedurre l’occhio del potenziale cliente così come capita per la  confezione di qualsiasi altra merce. Di recente sono stato vittima delle democratiche regole del mercato. Andavo di fretta e ho acquistato al volo un costoso volume. Titolo e immagine di copertina lasciavano inequivocabilmente supporre che si trattasse di un lavoro sui mass-media. In realtà di mass-media si parlava qua e là ma non costituivano l’argomento centrale del libro e il titolo originale era assai diverso dalla traduzione italiana. Qual è stato l’errore? Non aver consultato attentamente l’indice. Ecco un’altra operazione da compiere: l’indice è la mappa del libro, consultarla significa farsi un’idea di come è sviluppato l’argomento trattato. Oltre la chiave interpretativa, che possiamo facilmente dedurre dalla disciplina di competenza dell’autore, uno stesso tema può essere affrontato in mille modi diversi. Alcuni possono interessarci altri no. Per esempio: possiamo essere attratti dalla sociologia politica ma non dal libro di un sociologo che si sofferma troppo sul ruolo della piccola impresa familiare osservata con le lenti dell’economia. Se ben costruito un indice è la bussola del lettore. Bussola che non può essere sostituita dalle presentazioni sul retro di copertina ormai sempre meno affidabili perché trasformate in messaggi pubblicitari più o meno dottamente mascherati.

I buoni saggi aiutano il lettore ad orientarsi fornendo altri due servizi: l’indice dei nomi e l’indice degli argomenti. La frequenza con cui un autore fa riferimento o esclude determinati personaggi ci dice chiaramente con chi si sta confrontando e con chi evita il confronto lasciandoci intuire un clima culturale e in buona misura anche le sue tendenze. Esempio: qualche mese fa ho acquistato un‘introduzione alla sociologia di un noto esponente di questa disciplina di cui oggi si traduce praticamente ogni parola che dice. Non una sola volta era nominato Marx. Reticenza che mina la credibilità del noto sociologo perché Marx è un fondatore del metodo sociologico. Ma l’esclusione ha il vantaggio di indicare al lettore la scuola di pensiero a cui appartiene l’autore.

Se gli indici dei nomi sono sempre più rari, gli indici degli argomenti sono praticamente scomparsi. Motivo? Semplice: costano tempo e fatica all’autore e denaro all’editore che deve pagare un supplemento al correttore di bozze. D’altra parte viviamo nell’epoca dell’usa e getta e inesorabilmente anche il libro precipita nel frullatore del consumismo. Ma un indice degli argomenti ben fatto è una miniera di pietre preziose per il lettore. Perché oltre a possedere la funzione dell’indice dei nomi facilita enormemente il lavoro di comprensione del testo. In poche pagine ci si trova sotto gli occhi strumenti, concetti, categorie e campi del sapere esaminati dall’autore. Se l’indice è la mappa del libro, l’indice degli argomenti è il suo ritratto. Non solo: è l’antenato dell’ipertesto. Se di un libro ci interessano solo determinati aspetti con l’indice degli argomenti sappiamo immediatamente in quali pagine andarli a pescare. In un’epoca frettolosa e febbricitante come la nostra non è un vantaggio da poco.

libreriaUna volta la bibliografia costituiva un sicuro punto di riferimento. Oggi assai meno perché troppo spesso gonfiata. Se poi il libro è una pubblicazione accademica destinata ai concorsi la bibliografia risponde soprattutto a criteri di fedeltà verso chi decide la carriera dell’autore. Ma il lettore ha in mano altri strumenti per scegliere consapevolmente un libro: ad esempio la collana in cui è pubblicato. Questo criterio vale soprattutto per le grandi case editrici: la collana rivela un prodotto ben determinato, con caratteristiche di qualità/prezzo definite e destinato a un pubblico di nicchia, anche quando la nicchia è vasta come nel caso delle universali. La collocazione di un libro in una collana o in un’altra può decretarne il successo o il fallimento. Ci sono collane che hanno contribuito a fare la storia della cultura italiana: Universale Laterza, Biblioteca Universale Rizzoli, Piccola Biblioteca Einaudi. Tre casi prestigiosi che garantiscono il lettore. Esistono poi collane ultraspecializzate che distinguono testi scientifici destinati ad un pubblico ristretto e dal prezzo elevato dai libri di divulgazione scientifica destinati a una fascia di mercato più larga e dai prezzi contenuti; ci sono testi che affrontano temi dal punto di vista della contemporaneità e altri che affrontano gli stessi temi dal punto di vista storico. In definitiva: dietro ogni collana c’è una strategia. Che riguarda la vendita, la distribuzione, la qualità dei contenuti e degli autori. Anche il lettore deve possedere una strategia affinché la sua scelta sia libera e consapevole. Chi ama la conoscenza sa che dal libro bisogna sapersi difendere. Leggere non è un mestiere facile.

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