Recensione de “L’idea di giustizia” di Amartya Sen. Riflessioni per una giusta idea di giustizia.

Matsyanyaya ovvero “la giustizia del mondo dei pesci”, dove il pesce grande mangia il pesce piccolo e la vita va avanti, in poche parole la legge del più forte.

Per Amartya Sen, premio nobel per l’economia nel 1998 e rettore del Trinity College a Cambridge, parlare di giustizia significa parlare della società stessa, dei modi con cui lo stato sociale regola se stesso e le azioni dei suoi componenti, ne L’idea di giustizia il dialogo ruota intorno a due modalità di fare giustizia, una basata sulle strutture ed una basata sulle cose concrete, concrete come la vita di un “pesce piccolo”.

Per l’autore una giustizia perfetta in senso trascendentale non è una buona giustizia, perché è basata unicamente sulla perfezione delle strutture che la sorreggono (le istituzioni statali ad esempio) tralasciando altri elementi essenziali come i processi sociali, ovvero i doveri e le responsabilità che ciascuno deve perseguire in una società veramente giusta.

Scongiurare il Matsyanyaya significa prevenire l’ingiustizia grave ed evidente, Amartya Sen propone l’esempio della schiavitù, la sua abolizione non ha reso il mondo un posto perfetto, ma lo ha reso meno ingiusto, è comprensibile come queste posizioni muovano una forte critica al pensiero illuminista, con i suoi contratti “perfettamente giusti”, aprendo la strada alla complessità ed alla pluralità dell’agire.

Il saggio si presenta complesso e densissimo di salti teorici, anche la struttura del testo sembra molto dispersiva ma rispecchia in pieno la complessità e la profondità del tema trattato. Apporto importante per il lettore “occidentale” è l’integrazione del pensiero “orientalista” di giustizia con la filosofia del diritto tipicamente europea ed illuminista; uno sforzo duplice quindi da parte dell’autore: quello di integrare approcci teorici differenti e visioni culturalmente lontane della società, al fine di trasformare il mondo in un posto migliore, una sorta di terza via tra il feticcio del governo mondiale, con tutta la sua arroganza atlantica, e la dualità rigida occidente/oriente.

Da Wittgenstein a Rawls è L’idea di giustizia per Amartya Sen, un libro da consultare e sfogliare più volte, un manuale di critica filosofica da digerire lentamente, forse a piccole dosi, ma estremamente nutriente.

L’idea di giustizia

di Amartya Sen

Mondadori

2010

11€

disponibile in biblioteca

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Un pensiero riguardo “IL PESCE GRANDE NON PUÒ MANGIARE IL PESCE PICCOLO di Fulvio Aquino

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