THE WALL, ROGER WATERS Roma, 28/07/2013 di Stefano Pierucci

Roger Waters, bassista ed ex mente compositiva dei Pink Floyd, è in tour con “The wall 2013”, ed ha fatto tappa a Roma, all’Olimpico, Domenica 28 Luglio.

“The wall” è l’affresco delle generazioni figlie della seconda guerra mondiale: il piccolo Pink, orfano del padre caduto ad Anzio nel ‘44, vive strangolato tra i gangli di una madre ansiosa e possessiva e quelli di un insegnamento autoritario edthe wall locandina autoreferenziale incapace di raggiungere i giovani della nascente società di massa. Il protagonista cresce parallelamente alle sue ossessioni ed alle sue paranoie, diventa una rock star ma innalza un muro psicologico per marcare la distanza tra lui e il   resto del consorzio umano e sentirsi protetto. In una stanza d’albergo, drogato, tradito dalla moglie infedele, assediato dai fans rumorosi, assiste in tv ad un filmato sulla guerra che gli permette di rivivere i momenti più bui della sua tragica esistenza: questo viaggio interiore però viene interrotto dalle persone che organizzano il suo tour, che dopo averlo rimesso in sesto, lo trascinano ad un concerto simile, in stile e nei colori, a una parata nazista. Pink marcia sulle altre persone all’apice della pazzia; poi, stanco di questa allucinante situazione, si sottopone ad un immaginario processo in cui tutti i personaggi significativi della sua vita, rappresentati come grottesche creature, lo accusano delle sue infamie. Alla fine il Giudice Verme impone a Pink di distruggere il muro, riesponendolo così al mondo reale.

Il disco uscì nel 1979, ma Roger Waters ha deciso di portarlo nuovamente in tour sfruttando al massimo la tecnologia oggi disponibile, sostenendo che il messaggio di “The wall”, antimilitarista, the wallanticonformista, contro le multinazionali che sfruttano i propri dipendenti schiavizzandoli in nome del profitto, contro ogni guerra, sia ancora attuale. Il concerto – è riduttivo definire un tale evento in questo modo – è stato infatti la risultante della fusione tra il disco, uno spettacolo musicale, uno teatrale e gli effetti speciali che hanno caratterizzato ognuno dei 26 pezzi eseguiti, ed è oggettivamente difficile descriverlo senza alcun supporto audio o video, per il quale rimando al sempre affidabile youtube.

Questo tour è stato pensato esclusivamente per gli stadi, il palco è formato da un muro di mattoni bianchi montati in sincrono coi tempi delle canzoni di volta in volta eseguite, fino a chiudersi alla fine del primo tempo. Su di esso vengono proiettate le immagini e le animazioni associate ad ogni canzone ed è sempre il muro ad essere il protagonista dell’intero spettacolo, con Waters che man mano interpreta i vari momenti della vita di Pink, che è poi la sua, essendo l’opera totalmente autobiografica.

Particolarmente significativo è l’intervallo, durante il quale il palco è spento ma sul muro illuminato vengono the wall liveproiettate le foto delle vittime delle guerre d’ogni tempo. Appare poi un messaggio firmato Waters, “I would like to thank  all of you who have sent in photos of fallen loved ones. We will remember them”, dopodiché inizia il secondo tempo dello spettacolo, in un tripudio crescente di suoni, effetti quadrifonici, pezzi diventati col tempo inni generazionali come “Hey you”, “Comfortably numb”, “Run like hell”, oltre alla celeberrima “Another brick in the wall II”, leit motiv e simbolo ineguagliabile di questo album e di questo spettacolare evento, destinato a cambiare per sempre la storia dei live futuri.

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