TENTATIVO DI INTERVISTA AD HANNIBAL (THE CANNIBAL) LECTER di Giulia Luciani

Hannibal Lecter 2

Hannibal Lecter è famoso in tutto il mondo come serial killer ossessionato dal cannibalismo, non molti sono a conoscenza, però, delle sue grandi qualità di medico psichiatra e di criminologo e ancor meno della sua sconfinata cultura e intelligenza.

Noi de “Il Bibliomane” questa volta ci siamo decisamente superati: siamo riusciti ad avere una conversazione (seppur breve e criptica) con il più grande genio del male di tutti i tempi!

Il terrore mi attanaglia mentre attraverso il corridoio del manicomio criminale di Baltimora. Poca luce che si riflette appena sui muri in pietra. Freddo e umidità che penetra fin dentro le ossa e a completare il tutto puzza di sudore mista a potenti medicinali. La cosa più inquietante sono i volti dei detenuti dietro alle sbarre: chi mi scruta, chi ha lo sguardo perso nel vuoto, chi si muove freneticamente. Cerco di non guardarli e di accelerare il passo diretta al mio obiettivo: l’ultima cella in fondo, la cella di isolamento. Il Dottor Lecter è seduto sul suo letto completamente immerso nella lettura di un voluminoso libro, ma appena arrivo alza di scatto la testa. Magro, capelli pettinati all’indietro, divisa da manicomio e occhi folli e acuti allo stesso tempo.Hannibal Lecter 1

Buongiorno Dottor Lecter, sono de “Il Bibliomane”, non so se si ricorda, ma tempo fa ha accettato di avere un incontro con noi… 

Buongiorno, certo che mi ricordo, in cosa posso esserle utile?

Vede noi ci occupiamo di cultura e di attualità libraria, ci piacerebbe parlarne con lei,  sappiamo che ne è appassionato. Direi che la nostra intervista verterebbe essenzialmente su questo… 

Intervista. Vede signorina, temo proprio che lei stia parlando con la persona sbagliata. Uno che faceva un censimento, una volta, tentò di interrogarmi. Mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti. Ft ft ft ft ft.

Ehm, capisco… ma qui non si tratta di un interrogatorio Dottor Lecter… la prenda per una chiacchierata informale sui suoi gusti librari… sarebbe un onore per noi venirne a conoscenza! Per esempio posso chiederle che libro sta leggendo? 

Non capisco perché voi de “Il Bibliomane” siate così interessati ai miei gusti letterari. Nel corso dei miei lunghi anni di reclusione tra queste mura ho ricevuto decine e decine di proposte per interviste che vertevano su ben altri “gusti”. Del resto è per queste mie “tendenze culinarie” che sono divenuto famoso. Perché non è anche lei interessata a questo? Vuole forse farmi credere che lei reputa certe attitudini del tutto normali e non degne di nota alcuna? O forse, lei crede che dal tipo di letture che si predilige si può risalire al carattere del lettore?

Con tutto il rispetto, Dottor Lecter, dovrei essere io a porre domande a lei e non viceversa. Come lei ha ricordato, vi sono state decine e decine di (tentativi di) intervistarla sulla caratteristica che più la contraddistingue ma noi ci vorremmo differenziare dalla massa. Oltretutto noi vorremmo sapere i suoi gusti letterari perché è di questo che si occupa la nostra rivista e perché, sicuramente, una mente come la sua avrà molto da insegnare. Quindi la prego, gentilmente, di collaborare… 

Forse sa bene quanto io detesti le persone scortesi e maleducate e per questo motivo eviterò con tutto me stesso di esserlo. Capisco perfettamente il vostro interesse. Per questo le comunico che sto leggendo 100 modi per cucinare il pancreas. Ah ah ah! Mi perdoni, questa era una burla, ma la sua espressione è stata così divertente che non ho saputo resistere! Ovviamente non è vero, sopratutto perché ne conosco, già di mio, più di 150. Vede, stavo leggendo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson. Ovviamente non è la prima volta che lo leggo, ma ogni volta trovo sfumature che la volta prima mi erano sfuggite. Del resto vivo da otto anni in questa cella e, oltre a dipingere vedute di Firenze, è la lettura l’unica distrazione che mi rimane.

Lei è un grande appassionato di classici. Perché questi e non i romanzi moderni?

I classici hanno già detto tutto, i moderni sono solo dei pessimi tentativi di copia.

cervelloLei è appassionato di cucina e ha scritto diversi libri al riguardo. Ha mai pensato di farli pubblicare?

Sinceramente non credo siano ricette che appassionerebbero i lettori comuni. Preferisco tenermele per me e per pochi altri “intenditori”…

Poco fa ha accennato alla sua passione per la pittura e al suo spiccato amore per la città di Firenze. Cosa la affascina di più di questa città?

Direi che ad affascinarmi di più è la sua storia e l’aria che vi si respira. Ricordo che la prima volta che vi andai, assaporai la bistecca alla fiorentina e pensai che avrei potuto fare di meglio con una semplice, piccola variante…

“Signorina Luciani il tempo datole a disposizione è terminato! La prego di seguirmi immediatamente!” tuonò la voce del poliziotto. Sarei voluta rimanere ancora ad ascoltare il Dottor Lecter ma fui praticamente trascinata a forza lontano dalla sua cella mentre lui diceva “Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera. Addio”. 

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