GESU'

Fa caldo in questo posto “infernale” ed il viaggio è stato lungo ed estenuante, sembrava non dovessi arrivare mai. “Ma chi me lo ha fatto fare?”, mi sono ripetuto più volte, mentre le salite diventavano sempre più ripide e l’aria più rarefatta, tra l’altro non ci volevo neanche venire qui in questo posto dimenticato da dio. Mi siedo su di un tronco d’albero che sembra messo qui come panchina ed aspetto che arrivi, so già che dovrò attendere, in tanti lo cercano lo acclamano e pregano affinché siano ascoltati, io no, sono qui per ascoltare lui e non il contrario, voglio sapere, nulla di più.

E’ già da un bel pezzo che aspetto forse due ore ma il sole è ancora fermo lì come se il tempo non fosse passato, comincio ad osservare nei dettagli l’ambiente e noto che nulla si muove, non c’è il minimo rumore né odore di niente, un giardino dell’eden completamente asettico, totalmente surreale. Aspetto, aspetto e ancora aspetto, comincio a pensare che forse qui non c’è proprio nessuno e che nessuno arriverà. Mentre mi cullo in questo pensiero in lontananza dritto davanti a me su di uno specchio d’acqua vedo avvicinarsi una sagoma, è un uomo, magro lunghi capelli sulle spalle cammina adagio con le braccia allargate come a voler abbracciare il cielo e giunto fino a me mi dice: vogliamo andare? Certo signore rispondo io, chiamami pure Gesù ribatte lui.

Camminiamo mentre gli propongo un’intervista per IL BIBLIOMANE, camminare mi aiuta a scaricare la tensione, faccio un respiro profondo e poi esclamo:

“Allora Gesù, cominciamo?”CARTINA PALESTINA
“Cominciamo pure ma sappi che non abbiamo molto tempo quindi cerca di non essere troppo prolisso”.

Tra me e me penso ma vaffanculo! Prolisso, ci sono anche venuto a farmi prendere in giro da sto tipo, mi poggia una mano sulla spalla e con un sorriso sincero mi dice:

“Credi di essere il primo a mandarmi a quel paese, ci sono abituato sai, non mi scalfisce la tua collera, e devi sapere che leggo IL BIBLIOMANE fin dall’inizio e se ti ho chiesto di non essere troppo “lungo” è perché ho letto tutti i tuoi pezzi e ti conosco, non offenderti ed accetta il consiglio anche per il futuro”.
“Allora cominciamo?”
“Cominciamo!”

Senti Gesù sono passati molti secoli ma in Palestina la situazione è solo peggiorata, non senti anche tu un po’ la responsabilità di questo?
Ai miei tempi quella terra era chiamata Giudea, furono i Romani a dargli questo nome Palestina, terra dei Filistei, dopo la   guerra giudaica del 70 d.C., nella quale gli eserciti dell’imperatore Vespasiano e del figlio Tito distrussero quasi totalmente Gerusalemme per sedare la ribellione al governo provinciale di Roma e alla dinastia vassalla degli erodiani e dando inizio così alla diaspora ebraica. La Palestina a quel tempo era divisa in quattro province; tre nella parte occidentale del Giordano: Giudea, Samaria e Galilea, ed una nella parte orientale: Perea. Oggi il territorio palestinese è diviso in 16 Governatorati, ma quando affermai a cospetto dei farisei: “Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio” non potevo immaginare che dopo duemila anni non si sarebbero ancora placati gli animi per quel limbo di terra per alcuni dovuta e per altri promessa .

Quale credi possa essere la soluzione?
Due Stati riconosciuti indipendenti l’uno dall’altro uno arabo l’altro israeliano, come deciso durante la conferenza di Annapolis del novembre 2007, ma gli ostacoli sono tutt’oggi ancora molti. Nel 2011 la Palestina ha visto rifiutato il riconoscimento come Stato membro alle Nazioni Unite dal Consiglio di Sicurezza, ma ha ottenuto l’ammissione all’UNESCO. Poi nel novembre 2012 è stata ufficialmente riconosciuta a livello legale con una risoluzione dell’Assemblea generale passata a larga maggioranza, configurando la realizzazione formale, ma tuttora incompleta sul piano pratico, della soluzione a due Stati. Credo che si sia imboccata la strada giusta, vedremo chi vivrà (tra voi mortali) vedrà.

Ok, passiamo ad altro argomento. Cosa pensi della attuale santa romana chiesa e come valuti l’operato del Vaticano in questo ultimo periodo storico?
O mio dio, non possiamo sorvolare questo argomento?

457px-Antonello_da_Messina_009Direi proprio di no, i fedeli vogliono sapere.
No, non dire così, i fedeli hanno in loro la fede e non hanno bisogno d’altro, credo che sia tu uomo di poca fede, a voler sapere ciò che non è dato sapere. Ma una cosa voglio comunque dirtela, tutta quella merda, non ha nulla a che fare con il mio messaggio universale che altro non era ed è un messaggio d’amore.

Chi è stato il tuo miglior interprete?
Senza alcun dubbio S. Agostino. E non dico altro.

E oggi chi ti piace?
Vediamo, amo molto la musica, in special modo Madonna e gli AC/DC, parlando invece di letteratura non perdo un libro di Stephen King, ma leggo di tutto, soprattutto saggistica e favole, ma il mio testo preferito resta comunque I Fratelli Karamazov. Mentre la politica non mi piace più già da parecchi anni, anche se in passato ho apprezzato molto personaggi di grande spessore intellettuale e smisurata umanità come Riccardo Lombardi e Ignazio Silone.

Il tuo film preferito?
Novecento di Bertolucci e C’era una volta in America di Sergio Leone ma ho anche una intima devozione per John Rambo. Senti Marco il tempo stringe…

Di già con tutta la strada che ho fatto? E su, Gesù ancora un paio di domande!
Solo una, ma solo perché mi sei simpatico e perché son certo che non ci rivedremo mai più.

Boia d’un diavolo sono tante le cose che vorrei ancora chiederti, così mi metti in crisi…aspetta un momento come sarebbe a dire sei certo che non ci rivedremo mai più?
Quando sarà salutami Lucifero…

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2 pensieri riguardo “INTERVISTA AL CRISTO CHE NON C’È di Marco Coccia

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