premio orsello

Fine settembre. Al Forte Michelangelo va in scena il Premio di Cultura Gian Piero Orsello – città di Civitavecchia. Il Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, scrittore avvocato e professore universitario nonché dirigente politico, dà il nome a questo prestigioso riconoscimento letterario, forte anche della onorificenza di una medaglia d’oro al merito per la scuola e la cultura.
Tanta la gente accorsa tanti gli ospiti, l’imponente cornice del forte, le sue mura abbracciano tutti i presenti, li racchiude concedendo alla rassegna l’appellativo di evento intimo, il tutto sotto la scorta del grande maschio che se pur tacito, fa sentire la sua presenza.

A regolare la serate Giovanni Floris. Sotto le scale del palco attendiamo gli autori che uno dopo l’altro salgono a ritirare il premio e dopo un veloce scambio con il presentatore scendono, trovandosi davanti noi!
I libri presentati sono molti e di notevole interesse e spessore ma uno in particolare da noi de IL BIBLIOMANE, da sempre vicini alle battaglie per i diritti civili, è particolarmente sentito, si intitola “Fimmine ribelli”, edito da Rizzoli (2013), e il suo autore porta il nome di Lirio Abbate.

coccia e abbateL’Abbate giornalista d’inchiesta de l’Espresso, non è solo un nome noto al grande pubblico, ma lo è anche alle cosche mafiose, per via di un altro suo libro, “I complici” (2007), per cui ancora oggi lo scrittore è sotto scorta.
Ora ci sono le donne calabresi, quelle che salveranno il paese dalla ‘ndrangheta. Ci piace troppo il suo coraggio la sua voglia di diffondere il verbo della lotta, e quando, mentre scende le scalette con il premio in mano, gli chiediamo di scambiare due parole non si sottrae ed accetta di buon grado.


Chi sono queste donne?

Sono delle donne che per amore hanno deciso di ribellarsi al clan, alla famiglia mafiosa, questo è quello che ho voluto raccontare per focalizzare il problema di una regione che sempre più spesso viene dimenticata. È un’inchiesta sul campo, che raccoglie parole e opinioni di queste ragazze che già dai tredici, quattordici anni, hanno la vita segnata ed il loro futuro scritto da accordi che i famigliari fanno per un futuro che così facendo immaginano agiato.

Le cosiddette donne del Califfo?

Non solo, ci sono le donne mamme, le bambine mamme e ci sono le contraddizioni di una Calabria in cui esiste ancora un codice d’onore, dove la donna non può fare amicizia, non si può intrattenere e non può avere alcun tipo di rapporto con altri uomini se è sposata, non può fidanzarsi e innamorarsi di un carabiniere per esempio, mentre ci sono altre ragazze che vengono date in pasto al boss latitante, per farne diventare amanti e trarne così benefici economici.

Già sotto scorta per un suo precedente libro I complici, ora un’altro libro “pericoloso”…

Gli uomini di cui parliamo ne I Complici, sono uomini di cui ancora molti si ricordano, anche in quefimmine-ribelli-libro-di-lirio-abbatel caso si trattava di un’inchiesta fatta sul campo con Peter Gomez, durante la quale scovavamo i politici corrotti collusi con la mafia, molti dei quali sono stati investiti in passato di cariche istituzionali o addirittura sono stati presidente del senato. In Fimmine Ribelli invece c’è un fattore personale, che è l’aver voluto scrivere per accendere i riflettori su questo territorio, su questa grande collusione tra la ‘ndrangheta e la società civile, dove purtroppo le donne sono le vittime e senza neanche saperlo, mentre quelle che si sono accorte di essere vittime si sono ribellate ed hanno ottenuto un grande successo, la sconfitta della ‘ndrangheta.

Quindi diciamolo pure questo suo lavoro si pone come manifesto, un incoraggiamento a chi necessita di supporto per poter dire no!

Questo libro vuole essere un riflettore, vuole essere un piccolo accendino non solo per fare luce ma per appiccare il fuoco in un territorio in cui c’è troppo silenzio, in cui le donne hanno bisogno di essere aiutate, e tanto, dalla gente che non ha preconcetti.

Prima di salutare Lirio Abbate e di ringraziarlo della sua disponibilità gli chiediamo cosa sta succedendo: tra le fila della platea si è appena appresa la notizia di una crisi di governo con le dimissioni dei ministri del PdL, e tra gli ospiti ma anche sul palco si nota un certo sgomento. Giovanni Floris è sceso dal palco e, telefonino in pugno, ha cominciato a girare avanti e indietro perimetrandolo con passo più che veloce agitato.

Abbate cosa crede succederà ora?

Io credo che in questo momento di grave crisi la ragione deve prevalere su gli interessi o su fazioni perché siamo un paese in grandissima difficoltà economica, dove la crisi attanaglia le famiglie italiane che non arrivano più neanche alla metà del mese, in cui le fabbriche continuano a chiudere e le tasse continuano a salire, la gente non ce la fa più, per cui bisogna mettere da parte personalismi o preconcetti per attivarsi nella direzione di un governo di soccorso nazionale, un soccorso nazionale politico per il paese.

Lirio Abbate ci saluta e va a riprendere posto tra gli ospiti, noi lo salutiamo con orgoglio per averlo incontrato, IL BIBLIOMANE gli fa i migliori auguri e ci sentiamo di congedarci con un arrivederci alla prossima inchiesta!

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