INTERVISTA A MELISANDA MASSEI AUTUNNALI di Giulia Luciani

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Melisanda Massei Autunnali, laureata in Filosofia, è scrittrice, saggista e studiosa di musica italiana.
“La coda sotto il banco” è il suo primo romanzo che narra le vicende di una classe di gatti gestita da un professore umano e particolarmente severo.

Dopo anni di testi di approfondimento sulla musica italiana è recentemente uscito il suo primo romanzo, “La coda sotto il banco”, la cui trama non ha affatto a che fare con la musica. Come mai questa scelta?

La coda sotto il banco è un romanzo che nasce da un gioco quotidiano, quello che da sempre facciamo a casa – essenzialmente io e mia madre – dando delle immaginarie voci ai nostri gatti e costruendo su di loro delle vicende. Poi a un certo punto mia madre ha cominciato a chiedermi di mettere per scritto queste storie: io c’ho pensato un po’ e alla fine mi sono decisa. Inoltre mi piaceva anche l’idea di scrivere una cosa diversa rispetto al solito.

La storia presente nel suo romanzo è molto particolare: si tratta di una classe di gatti. Come le è venuta l’originale idea?

La vita scolastica dei gatti è il perno attorno a cui ruotano praticamente tutte le storie del nostro gioco domestico. Questo probabilmente perché, oltre ad amare molto i gatti, ho amato molto anche la scuola. Tutto però è nato in maniera molto spontanea, anche l’idea che il professore dovesse essere un umano e non un felino.

Ha utilizzato, per confezionare questo libro, qualche aneddoto o episodio che ha vissuto in prima persona durante la autunnalisua esperienza scolastica?

La scuola in cui sono ambientate le vicende del libro è quella che ho frequentato io e che da una quindicina d’anni è rimasta vuota perché il liceo è stato trasferito in un altro edificio. Era simpatico quindi pensarla attualmente occupata, appunto, da varie classi di gatti. Per il resto l’unico episodio autobiografico è quello dell’autogestione. Tutte le altre storie sono frutto di fantasia o rielaborazione di cose sentire raccontare.

Leggendo il suo libro viene da pensare che lei sia una grande amante dei gatti. Ce lo può confermare? Ha un gatto in casa? Se sì, che tipo di rapporto ha instaurato con esso?

Certamente sì, sempre avuto gatti, fin da piccolissima. Attualmente ne ho due, un’anziana tigrata, Biondina, anni 17, molto rustica e poco socievole, e un gatto bianco di due anni, Biagio, al contrario molto affettuoso e socievole. A tutti gli effetti irrinunciabili membri della nostra famiglia (che comprende anche un cagnolino).

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