avolteritornano

“…un film meraviglioso per gente alla quale piace rallentare e guardare gli incidenti d’auto”

Ho comprato A volte ritornano a 12 anni ad una bancarella, era un’edizione tascabile Bompiani Superpocket. Non vi dico in che condizioni versa oggi quel libro: le pagine più ingiallite che mai e la copertina di cartone che resiste contro qualsiasi legge della fisica… Che bello, che soddisfazione!

A volte ritornano è la prima antologia di racconti di Stephen King, pubblicata nel 1978, subito dopo Shining, quando il successo era già entrato a far parte della quotidianità dell’autore.
I venti racconti che la compongono sono preceduti da una prefazione in cui il Re del brivido parla della paura, rispondendo alle ipotetiche domande di qualche fan o giornalista: Perché scrivi questa roba? e Perché la gente legge roba simile?

Perché leggiamo roba simile? E perché ne scriviamo a nostra volta? Solo perché è Halloween? No. Ci risponde lo scrittore, citando una recensione su un film dell’orrore letta su una rivista: “…un film meraviglioso per gente alla quale piace rallentare e guardare gli incidenti d’auto”. Solo che lo scrittore ci avverte: “la verità (e la maggior parte di noi lo sa, in cuor suo) è che sono pochissimi quelli che possono astenersi dallo sbirciare…!”

Una sorta di “capriccio del perverso” dunque, che non può non esistere, perché la paura esiste ed è uno dei sentimenti più forti che governino la vita di un uomo. Paura di morire, paura che qualcun altro muoia, paura di un pericolo sconosciuto ma certo, che prima o poi si manifesterà. Ciò di cui leggiamo nei libri è sempre ciò che ci circonda, lo si può narrare in maniera realistica o tramite una favola, l’essenza è la stessa, ovvero l’uomo e le sue emozioni, tra le quali la paura.

Il male si accosta quasi sempre alla morte, a prescindere dalla forma che assume di volta in volta: può presentarsi come una creatura mostruosa, vampiro o baubau, ma può anche essere qualcosa di più reale, un serial killer o un oggetto quotidiano come un camion impazzito o un compressore, e perché non un virus come nel racconto intitolato Risacca notturna, può anche manifestarsi sotto le innocenti sembianze dei bambini de I figli del grano, ma non è detto che il male non possa scaturire da un ricordo doloroso (L’ultimo piolo) o dal senso di colpa (La donna nella stanza).

Se avete sfiducia nei confronti della penna di Stephen King, sicuramente non avete mai letto un suo libro. Non lasciatevi ingannare dalla materia trattata, se il vostro problema è questo, perché vi state perdendo un grande romanziere!

A volte ritornano
di Stephen King
Bompiani
Ed. 2000
9,90 €

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Un pensiero riguardo “INCIDENTI D’AUTO di Daniela Esposito

  1. Di Stephen King ho letto nell’ ordine:

    Cell
    Joyland
    Christine la macchina infernale
    22/11/’63
    The Dome
    Ossessione
    Carrie

    Sono state tutte e 7 delle bellissime esperienze, dei veri e propri viaggi all’ interno di un libro unico, di un mondo sconosciuto, di una mente geniale.
    E, come sempre succede alla fine di un bel viaggio, si é soddisfatti di come é andato, ma si é anche tristi, perché avremmo voluto prolungarlo per sempre.
    Ciò che apprezzo di più di Stephen King é l’ empatia che riesce a creare tra il lettore e i personaggi del romanzo. Ad esempio, mentre leggevo 22/11/’63 mi affezionavo profondamente non soltanto al protagonista, ma anche ai personaggi di contorno. E’ davvero un’ abilità non comune.

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