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“Incontri di un obiettore di crescita” di Serge Latouche

Uscire dalla crisi continuando a “crescere”, è questo che ci viene proposto. Questo perché l’uomo pensa di poter sfruttare al massimo il proprio lavoro e i beni del pianeta per sempre. Da Georgescu-Roegen,che afferma come ciò non sia possibile, a Illich e Gorz che insegnano come, invece, sia possibile rispettando addirittura uomo e ambiente insieme. Dibattiti, riflessioni ed esperienze, dal passato al presente europeo, per cercare la verità.

Serge Latouche, economista e filosofo francese, mettendo insieme una serie di articoli pubblicati sul settimanale “Politis” è riuscito a creare un’opera che presenta nel complesso, un’analisi critica dell’economia occidentale, destinata al fallimento. Egli articola una prospettiva economica alternativa che, proprio per essere controcorrente viene nominata “decrescita”.

L’autore si oppone a quella che definisce “la religione imperante della crescita”, ossia quella cultura che ci costringe a ricercare un continuo sviluppo economico fine a se stesso. Il sistema odierno risulta essere insostenibile sotto il profilo ecologico e sociale, da una parte troviamo l’inarrestabile consumo dei beni del pianeta, questo porterà inevitabilmente ad uno scontro con una limitatezza di risorse con la quale, ancora, l’uomo rifiuta di mettersi a confronto. D’altra parte, troviamo una contraddizione fondamentale che presenta questo tipo di sistema, quella cioè di proporre all’uomo ogni tipo di agio e comfort che lo condanna però ad uno stile di vita frenetico e di perenne insoddisfazione, tale da produrre una società malata per una ricchezza che non otterrà mai completamente. La decrescita di Latouche quindi, costituisce un’alternativa non solo economica, ma anche esistenziale, che permetterà di uscire da questo distruttivo sistema. L’autore precisa che la necessaria limitazione dei nostri livelli di consumo e produzione non riporterà ad una vita di privazione e fatica, ma alla riscoperta della creatività e convivialità, cosi da eliminare lo stress e portare a condurre una vita più degna. Ma perché tutto questo accada è indispensabile un cambiamento di mentalità che permetta di avvicinarsi a nuovi modi di intendere il benessere e le necessità dell’uomo, e ad un nuovo atteggiamento verso i beni e la società.

L’autore si definisce un “obiettore di crescita” per far capire quale sia la sua visione della realtà. Quindi comincia una pacata requisitoria contro il capitalismo e (come si è detto) lo sfruttamento selvaggio delle risorse. E’ sicuramente una lettura interessante che porta alla riflessione e alla consapevolezza che se non si porrà un immediato rimedio sarà l’Apocalisse.

Incontri di un obiettore di crescita

di Serge Latouche

Jaca Book

2013

12,00 euro

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