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Per gli appassionati di fumetti, videogiochi e affini il mese di Ottobre significa solo una cosa: Lucca Comics & Games, la fiera del settore più ampia in Italia e anche una delle più importanti al mondo.

In molti conoscono la fiera di Lucca ma non tutti sanno quanto questa sia longeva. Infatti, la manifestazione, con il nome “Salone internazionale dei Comics”, venne inaugurata nel lontano 24 settembre del 1966. Da quel giorno ad oggi molte cose sono cambiate. Nel corso degli anni l’evento aumentò sempre più di prestigio. Nel 1993, ad esempio, la fiera si aprì al mondo ludico inaugurando la prima edizione di “Lucca Games”. Nel 2004, invece, dopo un periodo in cui fu allestita nelle zone periferiche della città, la manifestazione venne riportata tra le vie e le piazze all’interno delle mura lucchesi. In questa maniera la superficie espositiva salì a 36.000 mq e il numero dei visitatori, nel corso degli anni successivi, è cresciuto sempre più fino a raggiungere, lo scorso anno, la cifra di 180.000: un risultato che avvicina il “Lucca Comics & Games” al prestigioso “Comi-con” di San Francisco.

Via-ai-Biglietti-INTERNALe ragioni del successo della manifestazione sono molteplici. Innanzitutto Lucca ha dato ai visitatori la possibilità di conoscere i propri beniamini. La fiera nel corso degli anni, infatti, ha ospitato numerose personalità di spicco nel panorama internazionale, tra queste: l’illustratore Luis Royo, il compositore Nobuo Uematsu, celebre per aver scritto le musiche della saga di Final Fantasy, il fumettista e animatore Junjo Guarnido, il creatore del gioco di ruolo basato su Il richiamo di Cthulhu Sendy Petersen, il mangaka del famosissimo Death Note Takeshi Obata e molti altri. Tra le ragioni del successo della fiera va sicuramente considerata anche l’ampia gamma di prodotti offerti. Le case editrici di fumetti, di giochi di ruolo e da tavolo più importanti non si lasciano sfuggire l’occasione di incrementare i loro introiti presentando ai visitatori i prodotti di punta e le novità del momento. Ma non solo: la manifestazione da spazio anche alle piccole realtà italiane aprendo alle autoproduzioni degli aspiranti autori. Il tutto è scandito da un serie di eventi parecchio suggestivi per gli appassionati. L’enorme palco della fiera, infatti, è stato calcato da numerosi cantanti quali Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, oltre all’ospitare esibizioni e gare di cosplay professionisti. Per l’occasione vengono mobilitate anche le sale cinematografiche della città che, da qualche anno a questa parte, proiettano le novità nel campo del cinema di animazione.

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Il visitatore della fiera viene dunque rapito e risucchiato in questo mondo da sogno. Egli infatti ha la possibilità di provare direttamente l’ultimo videogioco della Nintendo, di accaparrarsi l’introvabile numero della sua serie di fumetti di preferita e allo stesso tempo di imbattersi nel cosplay del suo personaggio preferito. Questa è la magia di “Lucca Comics and Games”, una magia che viene amplificata dalla suggestiva cornice delle mura, delle piazze e dei vicoli della provincia toscana. Per ottenere tutto questo, però, si deve anche essere pronti a compiere dei sacrifici. Il costo degli abbonamenti che sembra lievitare di anno in anno e le file mastodontiche per entrare negli stand, rese ancora più pesanti dall’eventuale acquazzone di turno che sembra essere un must durante i giorni della fiera, rendono l’esperienza di Lucca decisamente pesante, soprattutto se si decide di abbonarsi a tutti i giorni della manifestazione. Ma in fin dei conti anche la fatica ti rende felice se spesa per fare qualcosa che ami, e quando vai al “Lucca Comics and Games” non puoi far altro che innamorartene. E ogni anno che vi ritorni la scintilla si infiamma nuovamente.

Ma bisogna fare attenzione perché potrebbe arrivare il giorno in cui le piogge a cui Lucca è abituata potrebbero spegnere tutto per sempre. Potrebbero non esserci più magie perché esiste chi alla magia non crede. E al riguardo ci sono delle domande da porsi. Quanto ancora i cittadini di Lucca, indifferenti ai guadagni della città, saranno disposti a sopportare i disagi che la fiera porta con sé ogni anno? E quanto ci vorrà prima che “Lucca Comics & Games” divenga uno strumento sui tavoli della politica? Le risposte a queste domande non possono essere certe. Forse è meglio non pensarci e rimanere ancora ammaliati dall’incantesimo facendo finta di niente e sperando che prima o poi tutti capiscono che, in fin dei conti, giocare è una cosa seria.

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