SOLO PAROLE di Fulvio Aquino

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“Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta” di Jorge Bergoglio

Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta di Bergoglio con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti edito da Salani editore porta con se il precipitato retorico sul papa umile, l’uomo di strada.

Il libro, pensato come opera divulgativa estrema, costruisce per il lettore un ambiente amichevole ed informale dove l’autore si racconta in modo semplice e diretto, ripercorriamo l’infanzia e l’adolescenza del pontefice, i dubbi di fede e il suo lavoro come “uomo della strada” in cerca del prossimo.

Considerando l’attenzione che la stampa italiana e la società tutta dedicano al pontefice, il libro si presenta come un agile riassunto, sicuramente ripetitivo, di tutto ciò che è stato scritto e detto dal pontefice dal 13 Marzo 2013, giorno dell’elezione, ad oggi. Riaffiora il suo pensiero concreto, il suo carisma da predicatore (venditore?), molti aneddoti e poca teologia sono lo stile tipico utilizzato per rispondere alle domande rivolte nelle varie interviste che compongono il volume.

Più che il papa umile direi il papa “preferito”, intellettuali, politici, atei di nascita o di formazione, capi religiosi e “fedele medio non praticante” trovano in Bergoglio la novità incarnata: hanno tutti paura che “lo ammazzano” come Lennon o JFK, si intrattengono in telefonate informali (direi anche moleste) e rilassatissime conversazioni che convergono su temi da Teologia della Liberazione, in Italia non sappiamo neanche cosa sia, ma l’impulso di trasformare un papa in un eroe del proletariato è incontrollabile.

Prendiamo il lavoro: come per la sinistra democratica (?!) italiana il lavoro è dignità, Bergoglio nell’era del neoliberismo sfrenato chiede un inversione di tendenza, un ritorno all’uomo ed alla sua agentività, il costruire per il bene comune e la società. Parole di sinistra? La mia idea di liberazione considera il lavoro una schiavitù, il 21° secolo  è il secolo del lavoro inutile prima che della disoccupazione, il messaggio rivoluzionario continua ad essere quello marxista, che ci crediate o no. (Occupy Wall Street, direttamente dal capitalismo americano, è più a sinistra di noi).

Concludo con un piccolo appunto sull’idea di umanità secondo Bergoglio: la mancanza del conflitto nella figura del popolo identificandolo come massa indistinta di fedeli che tende al bene naturale, alla comunione è fuorviante e per nulla rivoluzionario, la polverosissima lotta di classe è un fenomeno fondativo del capitalismo, inutile nasconderla sotto il tappeto della carità umana. La rimozione del conflitto crea nevrosi nelle masse.

Nello stesso tempo la chiesa di Bergoglio osanna la democrazia e la partecipazione attiva in un quadro monarchico fin troppo ambiguo e vetusto, in poche parole: – Ci vogliamo tutti bene, ma alla fine comando sempre e solo io -, chiesa e democrazia popolare sono come il diavolo e l’acqua santa.

Vi prego, parlate di tutto ma non di rivoluzione!

 

P.S  In grassetto le vere parole rivoluzionarie.

 

Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta

Di Bergolio con Rubin e Ambrogetti

Salani Editore

2013

12.90€

Disponibile presso la Biblioteca Comunale di Civitavecchia

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