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Gunnar Staalesen, considerato il padre del giallo norvegese, ha scritto quindici romanzi che vedono per protagonista Varg Veum, famoso detective del noir nordico. I romanzi sono stati tradotti in varie lingue e ve ne sono stati tratti dei film. Noi de Il Bibliomane abbiamo avuto la fortuna di intervistarlo lo scorso 5 Ottobre in occasione del Tolfa Gialli&Noir.

Lei ha scritto svariati libri che hanno per protagonista Varg Veum, ma solo quattro di questi sono stati tradotti anche in italiano. Pensa che saranno disponibili presto anche le traduzioni del resto dei libri?

Beh, questo non dipende da me, infatti dipende dall’editore e comunque dipende anche da quanto vendiamo. Quindi c’è da vedere, insomma, la decisione dell’editore e c’è da vedere qualcosa a proposito delle vendite. Ovviamente più si vende più c’è possibilità che vengano tradotti.

Satelliti della morte è il suo ultimo libro tradotto in italiano. Di cosa tratta?

È stato pubblicato nel 2008 in Norvegia. È la storia, fondamentalmente, di un bambino che Varg Veum, il protagonista della serie, ha visto crescere e ha anche curato, perché abbiamo sentito prima parlare del passato di Varg Veum come assistente sociale. A un certo punto questo bambino, crescendo, si ritrova in una serie di atmosfere criminali, è accusato di due omicidi e vediamo quello che succede con questi due omicidi.

Come le è venuta l’ispirazione per questo libro?

Mi piaceva molto l’idea di seguire questo personaggio, quello incriminato dai due omicidi da un’età giovanissima fino all’età di 28 anni. Infatti nella maggior parte dei libri noir e storie di detective, eccetera, l’azione in realtà è concentrata in un arco di tempo molto molto breve, invece qui si parla di anni, si parla della vita di una persona.

Quali differenze può notare fra l’Italia e la Norvegia per quanto riguarda il panorama letterario?

Fondamentalmente uno scrittore in Norvegia è identico a uno scrittore in Italia. Gli scrittori sono scrittori. Chiaramente vivono in posti diversi e questi posti vengono fuori molto come diversi soprattutto nei libri noir. Perché i libri noir sono uno specchio molto accentuato, amplificato dei problemi della realtà del paese. Quindi non so, parlare di differenze magari ha un senso fino a un certo punto e da un certo punto in poi non ha più senso.

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