9788842082941

La caccia alle streghe in Europa di Brian P. Levack.

Brian Levack si interroga sulle caccia alle streghe: chi erano le accusate? Chi gli accusatori? Ma soprattutto, quali sono le ragioni del primo olocausto della storia?

Levack, con il suo libro, ci accompagna all’interno del fenomeno della caccia alle streghe in età moderna. Nel compiere questa operazione lo storico dimostra un’abilità di analisi lucidissima, fornendo ai lettori uno spaccato esaustivo di quello che è stato il concetto di strega nel corso dei secoli e della dialettica di questo con la società. Il tutto grazie ad una divisione in capitoli molto intelligente che dimostra come Levack abbia messo in luce, oltre agli aspetti più storiografici, anche quelli antropologici, sociologici e geografici, regalandoci un’analisi amplia e variegata che, nonostante la complessità degli argomenti, viene resa in una maniera accattivante in grado di catturare qualsiasi tipo di lettore, grazie anche alla varietà della materia.

Dunque visto che di carne al fuoco ce n’è molta e molti possono essere i fraintendimenti Levack esordisce facendo alcune precisazioni terminologiche. Nel corso della storia, infatti, sia da coloro che la praticavano che dagli studiosi, la magia è stata insignita di diverse sfumature: a tale variabilità è sempre corrisposta una molteplicità di accezioni. Essa, ad esempio, può essere bianca o nera a seconda dell’intenzionalità più o meno malvagia che vi è dietro. Ma non solo. Tra questi due poli secondo Levack  esiste infatti una zona grigia occupata da altri tipi di manifestazioni magiche tra le quali la magia amorosa. Inoltre la magia può classificarsi in alta e bassa. La prima è quella delle persone colte e consiste essenzialmente in elaborate forme di alchimia e divinazione che richiedevano un elevato grado culturale da parte dell’adepto; nella seconda categoria, invece, si ascrivono i cosiddetti maleficia, cioè tutte quelle manifestazioni più grette, come la fattura o il sortilegio che venivano praticate essenzialmente dalle persone più ignoranti per scopi essenzialmente personali. Questa è tipicamente la categoria delle streghe. Ma per comprendere meglio la visione che si aveva della strega in età moderna Levack introduce un altro fattore: il patto con il diavolo.

Infatti, da quando la figura della strega venne accostata a quella del diavolo molte cose iniziarono a cambiare: l’accusa in questione diveniva quella di eresia e la pena era quella del rogo. I numerosi focolari di sterminio divampati nell’Europa moderna si debbono quasi esclusivamente a quest’accostamento. Essenzialmente bastava che una donna avesse dei comportamenti anti sociali – al riguardo Levack ci descrive un vero e proprio identikit della strega –  che veniva immediatamente trascinata in un processo e accusata di aver preso i suoi poteri dal diavolo, conosciuto durante alcuni rituali orgiastici detti sabbah. Poi vi era la tortura, per evitare la quale molte donne si dichiaravano colpevoli e, se il processo andava male, c’era il rogo. Un meccanismo ben collaudato quello della caccia alle streghe: un meccanismo che uccise molte persone innocenti. Infatti, secondo Levack, ci sarà stato pure qualcuno che davvero la praticava la magia, ma la maggior parte della persone bruciate aveva solo la colpa di essere una donna, magari una vedova interessata all’ erboristeria o più semplicemente una giovane che aveva la passione dei gatti. La caccia alle streghe per lo storico statunitense è in definitiva un fenomeno complesso causato da molteplici fattori complessi, come la paura del diverso innata nell’uomo, la sua tendenza alla suggestionabilità e la sua smodata mania di grandezza. Essenzialmente la caccia alle streghe ci insegna quanto l’uomo sia umano nell’autodistruggere sé stesso.

Brian P. Levack.

La caccia alle streghe in Europa.

Editori Laterza, 2008.

20,00 €.

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