IL CORVO DI CARTA di Pierfrancesco De Paolis

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Eric Draven, il protagonista de Il Corvo, prima ancora che su pellicola porta a termine la sua vendetta su carta: stiamo parlando de Il Corvo, il fumetto.

In molti conoscono il film de Il Corvo con Brandon Lee, ma non tutti sanno che la pellicola è tratta dal fumetto di James O’Barr, pubblicato la prima volta tra il 1988 e il 1989 e riprodotto nei corso degli anni in varie edizioni speciali. L’ispirazione che ne è alla base della trama è molto personale: l’autore, infatti, decide di scrivere Il Corvo, in seguito all’incidente d’auto in morì sua moglie. La trama così celebre è la più classica delle storie di vendetta: Eric Draven torna alla vita per vendicare la sua morte e quella della sua compagna uccisi per mano di alcuni malviventi. Ad accompagnarlo nel suo viaggio di morte c’è un corvo, sorta di essere soprannaturale che ha permesso al giovane di tornare alla vita.

L’opera di per sé di gran qualità va inserirsi in quella zona grigia tipica di quei fumetti che possiedono un prestigio letterario, comparendo sia nelle fumetterie che nelle librerie. Infatti, se da una parte, il fumetto di O’Barr contiene molti degli stereotipi tipici dei comics, dall’altra esso si spinge oltre arricchendosi della sofisticatezza che caratterizza un’opera letteraria. Eric Draven, ha in sé i connotati di un classico supereroe di stampo dark – non dobbiamo scordarci che negli anni ’80 erano presenti sulla scena musicale gruppi come i Joy Division o i The Cure – ma la vendetta che egli va a cercando lo ricollega immediatamente al vendicatore letterario per eccellenza, il conte di Montecristo. Inoltre all’interno del fumetto sono contenute numerose citazioni, da Baudlaire, Rimbaud e da altri maudits. E lo stesso Eric sembra esserlo, un poeta maledetto. Il suo filosofeggiare, la sua rabbia e la sua follia malata rendono Eric un eroe quasi decadente: la sua non-esistenza è ormai totalmente Arte ed è precaria proprio per questo. Egli, come un moderno Prometeo, ritorna alla vita per dare agli uomini qualcosa che hanno perso: la giustizia. Una giustizia che è ovviamente tutta sua ma che non può non colpire il lettore: in fin dei conti ognuno di noi vorrebbe avere la forza di vendicarsi di chi ci fa dei torti.

La potenza evocativa della storia viene ben supportata da un tipo di tratto ricercato. I disegni, infatti, hanno quel giusto tocco espressionista: un vero è proprio riflesso esterno della follia vendicativa di Eric. La stesura delle chine, inoltre, contribuisce a creare la tipica atmosfera dark che tanto renderà celebre la storia. L’unione di questi due fattori crea un impatti visivo molto freddo ma che viene diluito dalla presenza di alcuni flashback in cui Eric ricorda alcuni momenti romantici con la sua amata Shelly: in questo caso il tratto è più addolcito e morbido. In definitiva lo stile rende la lettura scorrevole, alternando alcuni momenti carichi ad altri più rilassati. Ma soprattutto esso riesce a creare su carta in un universo ben preciso.

Un universo immaginario denso di atmosfera che rapisce inevitabilmente il lettore, anche quello digiuno di fumetti. Lettura consigliata a tutti e soprattutto a quelli che sono rimasti colpiti dal film: e questo perché ogni leggenda ha il suo mito originario.

J. O’Barr

Il Corvo,

Panini Comics, 16,00 €

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