VIVERE IN UNA BOTTE? di Marco Coccia

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Marco Marzi e la sua passione per il dialetto romanesco continuano a tracciare di pari passo la rivisitazione della cultura greca. Quando nel 2009 pubblicò “Le favole di Esopo tradotte in romanesco” non poteva immaginare che quello sarebbe stato solo l’inizio. La sua curiosità la sua mente e la sua ricerca hanno continuato a viaggiare nell’antica Grecia , affascinato da quel concetto di essenzialità e praticità finalizzato ad una qualità di vita migliore perché più semplice. Il suo studio due anni dopo ha prodotto questo lavoro di notevole spessore e importanza letteraria, “Prove di Romanesco: Archiloco e Diogene” edito da Ca.Gi. nel 2011.

Diogene e Archiloco sono due personaggi molto diversi tra loro: il primo Diogene di Sinope filosofo,autarchico puro immagina un modello di vita essenziale estremo, un’ aneddoto narra di quando egli non trovando una casa si ritirò a vivere in una botte padrone solo di una ciotola, della quale senza esitazione si sbarazzò, quando vide un ragazzo bere dal concavo delle mani. L’altro invece, Archiloco è un poeta uno di quelli che per primo è uscito dai canoni della poesia greca, egli amava servirsi della poesia per bollare i suoi nemici per smascherare gli impostori o rivendicare un diritto, chissà che non sia stato il primo della storia ad usare la satira!

Marzi ha rielaborato le loro opere ed i loro pensieri in dialetto romanesco, nel tentativo di divulgare un modello di saggezza del quale oggi non possiamo più fare a meno, un modello che rimoduli la nostra società in sintonia con il nostro pianeta e che sia più consono ad esprimere e ad assolvere i bisogni reali dell’umanità, cancellando di soppiatto ogni effimero valore.

Il libro è pregiato nel contenuto ma anche nella carta, fogli tramati verticali come ormai raramente si vedono, sessantadue pagine da conservare gelosamente come una pergamena antica che raccoglie le risposte a domande esistenziali.

Siamo certi che Marco Marzi continuerà questa sua ricerca e che non mancherà di proporci altri riflussi esopiani, in quel dialetto romanesco che già in “Via de la Maranella” tanto ci era piaciuto, le sue opere sono un patrimonio di tutti , sono la spinta per credere che un altro modo c’è, che un altro mondo è possibile.

Se avrete la fortuna di imbattervi in questo testo leggetelo e rimarrà per sempre dentro di voi.

 

Prove di romanesco: Archiloco e Diogene 

di Marco Marzi

Ca.Gi.  Editore 2011

2011

10 €

 

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