mirianosposalapiatto
2014. Buoni propositi per l’anno nuovo: essere più tolleranti verso il prossimo. Poi leggo un libro, questo libro, e mi arrabbio. Buoni propositi andati ancora prima di arrivare? E chi lo ha detto? Ho provato ad analizzare un po’ le sensazioni che questo libro mi ha trasmesso e questo ne è il risultato…
 
Non ce l’ho fatta a leggere il primo libro della serie. Ma non per una debolezza personale: è che non l’ho trovato in versione pfd scaricabile gratuitamente. Sarà un mio difetto, ma per principio non intendo pagare neanche un centesimo per un libro che ha per titolo un monito come “Sposati e sii sottomessa”. Neanche mia nonna è mai arrivata a tanto, ma la realtà è che sono l’ultima di una lunga tradizione di donne-guerriere il cui motto, rivolto al marito, era: “‘Sto mattarello può esse fero e può esse’ piuma. Oggi è stato piuma: beccati la lasagna ma stai in campana”.

Però il sequel me lo sono fatto prestare. Da femmina egocentrica quale sono, il titolo “Sposala e muori per lei” mi suonava meglio del primo, ma comunque non è bastato per convincermi a comprarlo.

La scrittrice Costanza Miriano, perugina, classe 1970, ha uno stile di scrittura molto fresco e dinamico, con buoni tempi comici che rendono la lettura piacevole e molto scorrevole. Ci sono molte citazioni colte, moltissimi esempi presi dalla vita reale della scrittrice e anche molta, sana autoironia. Leggere questo libro è stato, tutto sommato, gradevole.

Anche concettualmente, quello che la scrittrice propone può essere interpretato in una chiave meno “sensazionalista”: il fatto che le donne siano diverse dagli uomini sotto molti aspetti è ormai acquisito, il fatto che la donna sia multitasking e l’uomo riesca a concentrarsi solo su una cosa alla volta, anche (io non ci credevo, ma quando provo a parlare al fidanzato mentre è intento a fare qualcosa è più facile che mi risponda il muro piuttosto che lui!). Ovviamente, se poniamo la questione in questi termini il libro non avrebbe fatto tanto scalpore e avrebbe venduto molte meno copie, quindi una semplice questione di comprensione e accettazione nella coppia è stata trasformata in una crociata dove la donna deve mettersi da parte e sottomettersi alla forza del suo uomo. Capisco che all’interno della coppia il 90% delle polemiche può e deve essere evitato, ma dove sta scritto che è la donna quella che deve “abbozzare” e accettare il suo ruolo, anche se esso comporta il pulirsi tutta casa da sola dopo che ha passato otto ore in ufficio più due ore di viaggio per raggiungerlo?

Diciamo che questo libro, più che una recensione, mi sta tirando fuori una riflessione sul ruolo di noi donne nel ventunesimo secolo. La risposta alla decadenza di costumi è veramente il tornare indietro a un mondo dove la donna non aveva voce in capitolo su niente, nemmeno sul verso in cui piegare le lenzuola? Il marito deve essere lasciato in pace mentre noi donne cerchiamo di farci spuntare braccia supplementari per cercare di dare una parvenza di ordine a una casa sottosopra?

Sinceramente: varrebbe davvero la pena di disperarsi per un marito che ci lascia o cornifica perché abbiamo sconvolto il suo equilibrio virile chiedendogli/implorandogli di lavare i piatti? Il discorso regge poco, anche di fronte alle accuse alla società moderna che vengono mosse dalla Miriano: i ragazzi di oggi sono maleducati e non hanno valori perché, ormai, i ruoli di padre e madre sono diventati quasi intercambiabili (orrore!). Ma per piacere. Esistono persone brave a fare i genitori e persone meno brave. Ammettiamolo. Ma se la società sta cambiando, il più delle volte in peggio, non sarà certo perché un padre ha asciugato le lacrime del figlio o una madre ha imposto una punizione alla figlia.

Quello che la Miriano non sembra capire è che le difficoltà preistoriche erano diverse da quelle moderne. Prima la priorità era procacciarsi il cibo, e l’uomo assolveva questo compito intraprendendo estenuanti battute di caccia che potevano durare giorni, durante le quali magari non era il caso portarsi dietro gli infanti, che potevano tranquillamente raccogliere bacche e radici con le madri fuori alla loro grotta. Oggi se dobbiamo mangiare si prende l’auto e si va al supermercato. Nel banco frigo hanno già la carne tagliata a fettine, in modo che l’uomo non debba scuoiare nessun animale e la donna non debba conciarne la pelle. I tempi moderni ci fanno risparmiare un sacco di tempo: tempo che, secondo la scrittrice, va impiegato diversamente in base al sesso. L’uomo può “acciavattarsi” in casa coi piedi su uno sgabello e le mani su un giornale sportivo. La donna deve utilizzare il tempo in più per riempirlo con tutto quello che un uomo non deve fare.

Qui c’è qualcosa che non va. È così deprecabile chiedere aiuto all’altro, anche solo in una parte delle faccende domestiche? Per gli uomini è così pesante cercare di dare una mano in casa? È normale che il più delle volte sia più comodo fare orecchie da mercante (per lui) e rimboccarsi le maniche e fare le cose da soli (per lei). Se ci riuscite ben venga, ma attenzione alla gastrite!

D’altronde, non è che le argomentazioni del libro trovino il fondamento su basi scientifiche. La spiegazione al perché le donne debbano essere sottomesse e gli uomini dominatori si trova, indovinate dove? Nella bibbia. È comprensibile che, secondo la scrittrice, un discorso simile sia legittimo e coinvolga tutti, nessuno escluso, che sia cattolico o meno, e nel caso del “meno”, la dannazione eterna sarà dietro l’angolo. Ma dall’altra parte della barricata, un lettore che non si riconosce nella dottrina cristiana in generale, troverà difficile accettare i precetti del libro. Libro che, purtroppo, pecca di parzialità: ciò che è vero per Costanza Miriano non è detto che lo sia per il resto del mondo. Almeno per me non vale. Non sono sposata, convivo e non è vero che non so cosa significhi stare insieme nonostante i sacrifici quotidiani, o che non mi sposo perché non voglio impegnarmi e potrei lasciarmi da un momento all’altro.

Cara signora Miriano, non mi sento una che vive nel peccato. Magari vivo nel disordine, ma questo perché io e il mio ragazzo lavoriamo tutto il giorno e quando stiamo insieme (“nel peccato”, come lo chiama lei), magari ci vediamo un film o usciamo con gli amici. Capita anche che ci coordiniamo e sistemiamo casa insieme: io apprezzo che lui mi aiuti, lui è contento se può darmi una mano. I ruoli non sembrano averne risentito, finora.

Cari lettori, per concludere, se vi va di leggere questo o qualche altro dei libri della signora Miriano, vi consiglio vivamente di farlo perché sono comunque scritti in una maniera tale da rendere piacevoli idee che possono essere più o meno distanti dalle nostre. Se sono molto distanti, però, non fatevi rodere il fegato e rideteci sopra. D’altronde, varrebbe davvero la pena di rovinarsi il fegato per chi predica il ritorno al medioevo???

Sposala e muori per lei

di Costanza Miriano

Sonzogno Editore

€ 15,00 (!!!)

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