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Recensione di “Il richiamo del cuculo” di Robert Galbraith

In una magnifica Londra, stupendamente accesa di vita dalla penna dell’autore, si compiono le indagini del malmesso investigatore Cormoran Strike, sulle tracce di un suicidio che, forse, in realtà suicidio non è!

Il protagonista di questo romanzo è un veterano della guerra in Afghanistan, Cormoran Strike: mutilato investigatore privato che al momento della storia non se la passa meravigliosamente in quel di Londra. Sopravvissuto a tragedie amorose, trova nel suo nuovo cliente uno spiraglio di salvezza (almeno economica): John Bristow chiede al protagonista di investigare sulla morte della sorella Lula Landry, ex famosissima top model precipitata dal balcone del suo attico; sebbene la morte del Cuculo (soprannome che a Lula era stato dato dal suo stilista) sia stata catalogata come suicidio, John è sicuro si tratti di omicidio.
Alle prese con le indagini, Cormoran scopre pian piano le verità sull’ascesa di Lula al successo e sulle relazioni che correvano tra lei ed i personaggi chiave del romanzo.
Come giallo, questo romanzo non presenta niente di particolarmente originale: investigatore in difficoltà economiche, morte di un personaggio famoso ed il classico dubbio del suicidio/omicidio. Un romanzo, si ben scritto, ma non eccellente: ne è stata una dimostrazione la bassa percentuale di vendite che Robert Galbraith ha registrato all’uscita del libro. Eppure questo romanzo è particolare per una cosa specifica, e questa cosa porta il nome di J.K. Rowling, famosissima scrittrice e madre di Harry Potter, che sotto lo pseudonimo di Galbraith ha deciso di tentare un’altra strada (come già fatto con Il Seggio Vacante, 2012), forte già del successo che la saga del maghetto le ha fruttato.

Inutile dire che, quando la verità è stata rivelata, le vendite sono schizzate vertiginosamente!
Della serie non giudicare dalla copertina!

Il richiamo del cuculo

Robert Galbraith

Salani

2013

16,90€

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