LO SGUARDO DI UN INTELLETTUALE APERTO SUL MONDO di Patrizio Paolinelli

wunderkamme-marcenaro

Le camere delle meraviglie (in tedesco, Wunderkammer) erano ambienti in cui dal 1500 al 1700 nobili e ricchi borghesi europei accumulavano oggetti rari, esotici, insoliti: reperti archeologici, animali imbalsamati, armi, piante, quadri, strumenti scientifici e così via.

Wunderkammer” è il titolo dell’ultimo libro di Giuseppe Marcenaro (Aragno Editore, 360 pagg., 30,00 euro). Il volume raccoglie una lunga serie di interventi dello stesso Marcenaro pubblicati sul quotidiano “Il Foglio” e sul mensile “Capital”, mentre due pezzi sono inediti.

In prima battuta si può dire che il titolo coglie nel segno: il libro di Marcenaro è davvero una camera delle meraviglie. I suoi oggetti però non sono cose, ma personaggi storici, eccentriche individualità, intriganti intellettuali. Solo per citarne alcuni si va da Diderot a Malaparte, da Casanova a Rimbaud, dai fratelli Goncourt a Gaudí. Con una prosa seducente – corredata da un fitto repertorio iconografico – la lente di Marcenaro stimola la curiosità del lettore mettendo a fuoco aspetti sorprendenti della vita e del carattere del soggetto esaminato. Proprio come in una camera delle meraviglie l’attenzione è concentrata sul dettaglio, il bizzarro e il latente che ogni figura lascia affiorare.

Diderot, ad esempio, è osservato attraverso le peripezie dell’Enciclopedia: un’opera prevista in otto volumi di testi più due di immagini e che doveva essere conclusa in quattro anni. Invece alla fine dell’impresa i volumi sono quasi triplicati, di anni ne sono passati una ventina e i costi sono andati fuori controllo. Ma non basta. Nel ‘700 non esiste il diritto d’autore. Perciò in diversi paesi europei (Italia compresa) l’opera viene sistematicamente plagiata provocando non pochi problemi commerciali. Per di più strada facendo tra gli enciclopedisti si consumano defezioni eccellenti. Il buon d’Alambert si ritira alle prime difficoltà, poi è la volta di Voltaire e a seguire altri ancora. Tra mille impedimenti l’Enciclopedia va avanti grazie alla ferrea volontà di Diderot. Ma la censura è in agguato e lo costringe ad accettare le revisioni dell’editore Le Breton. La conclusione è sorprendente e sta tutta nelle parole dell’amareggiato Diderot: l’Encyclopédie? “una mostruosità che avrebbe avuto bisogno di essere riscritta dall’inizio alla fine”.

Costringere a riflettere, insinuare dubbi sulla nostra conoscenza del mondo, far rivivere la complessità dei fenomeni storici, affrontare l’inafferrabilità della psiche umana ci pare sia, nel suo insieme, la lezione di laicità che ci lascia la visita della galleria di personaggi esposti nella raccolta di Marcenaro. Proprio come in una camera delle meraviglie intuiamo l’esistenza di altri orizzonti, altri significati che ci impongono di aprirci all’ignoto. Chi avrebbe mai detto che Giulio Seniga, partigiano e comunista a tutto tondo, avrebbe abbandonato all’improvviso il PCI portandosi dietro una parte dei fondi segreti del partito? Nessuno. Ma che ci fece Seniga con quei soldi, peraltro rendicontati centesimo per centesimo? Finanziò attività culturali contro lo stalinismo rimanendo un uomo di sinistra. E chi l’avrebbe mai detto che il comandante Francesco Ansaldo, profondo conoscitore delle rotte marittime dell’estremo oriente e alla fonda nella rada di Ta-kù, si preoccupasse soprattutto di procurare una pelliccia alla moglie rimasta in Italia mentre le potenze occidentali mettevano a ferro e fuoco Pechino commettendo atrocità senza fine? E che dire di Hitler in contemplazione davanti alla statua di Paolina Borghese del Canova? E cosa mai sarà passato per la testa a Laszlo Nagy, dentista ungherese di origini ebraiche riparato nel Meridione italiano per sfuggire alle persecuzioni razziste, che negli anni ’30 salva dalla fusione un intero patrimonio di oreficeria ellenica? E la Sagrada Familia? Quanti drammi si sono consumati alle sue spalle. Manovre finanziarie internazionali finite con la rovina degli azionisti, morti sospette, misteriosi intrighi consumati tra le due sponde dell’Atlantico e alla fine il capolavoro di Gaudí. E il narcisista Curzio Malaparte? Con i suoi atteggiamenti, le sue pose da primadonna, la sua capacità di gestire la stampa non anticipa forse la società dello spettacolo nella quale siamo oggi immersi?

Il caso, gli effetti inintenzionali dell’agire, la cupidigia umana, i tanti modi differenti di vedere se stessi e il mondo giocano un ruolo centrale nella ricostruzione di Marcenaro. Un intellettuale che gioca a rimpiattino con i dogmatismi e invita il lettore a riscoprire il valore della tolleranza.

Wunderkammer

di  Giuseppe Marcenaro

Aragno Editore

2014

30€

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...