cop

Titolo intrigante per una storia intrigante. Tre suicidi “eccellenti” di tre uomini di successo:  un imprenditore, un politico e un giornalista da un passato che li accomuna.

Il commissario Charitos  (si legge Charìtos) testardamente indaga sulle loro vite alla ricerca di un indizio che possa in qualche modo spiegare il loro drammatico gesto. La sua inchiesta sembra basarsi sul nulla. Perché tre personalità così importanti, stimate e brillanti nelle loro rispettive attività, senza apparenti motivazioni economiche, familiari e psicologiche si sono suicidate, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altra e tutte in modo tragico e in pubblico? Se si tratta di istigazione al suicidio, che tipo di ricatto o pressione può essere stata fatta su di loro?

La lettura è veloce e avvincente. Il  lettore si ritrova a seguire i ragionamenti e gli spostamenti del commissario Charitos in una Atene torrida e dal traffico caotico. Si potrebbe tranquillamente consultare una cartina della città mentre ci si sposta da un punto all’altro. Sullo sfondo c’è la situazione socio-politica della Grecia precedente alla grave crisi odierna, ma gli elementi che porteranno alla crisi ci sono tutti: la corruzione, le speculazioni finanziarie ed edilizie, la disoccupazione e il malcontento sociale. Ci sono anche i gruppi dell’estrema destra, con la loro xenofobia e le loro azioni violente nei confronti degli immigrati. Si tratta di gruppi che non hanno ancora un riconoscimento politico, come avverrà più tardi, sono sottovalutati  e considerati  quasi dei balordi, ma le loro idee razziste sono spesso condivise dall’opinione pubblica. Il passato dei tre suicidi ci riporta invece ai tempi della dittatura dei colonnelli, della repressione anticomunista e delle torture nelle prigioni della ESA (Unità mobili della polizia militare). La spiegazione di tutto si troverà in questa grande conflittualità, carica di sofferenze e padrona dei destini individuali.

Charitos viene considerato il Maigret greco, ma io penso che c’è molto di più: sono i suoi pensieri, il suo umorismo a volte un po’ cinico, il suo vivere con distacco  anche le situazioni che lo porterebbero a perdere la calma e la sua attenzione nei confronti della sensibilità altrui, che portano il lettore quasi ad accompagnarlo con grande partecipazione nella sua indagine.

Un ultima considerazione sulla copertina del libro: l’immagine di Che Guevara, con lo sfondo della città di Atene con i suoi palazzi, regala una emozione in più (almeno per me).

Si è suicidato il che

di Petros Markaris

Bompiani editore

2007

 

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...