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Roma che verrà è il periodico telematico plurisettimanale dell’omonima Associazione che ha da poco compiuto tre anni. La redazione, composta principalmente da giovani aspiranti giornalisti, si occupa di eventi, manifestazioni e impegni che contribuiscono ad arricchire la Capitale. Abbiamo intervistato la direttrice responsabile: Valeria Scafetta.

Roma che verrà è il periodico telematico plurisettimanale dell’omonima Associazione. Parliamo, quindi, prima di quest’ultima: quando è stata fondata, da chi e con quali finalità?

 L’associazione è nata in contemporanea con la rivista tre anni fa da un gruppo di amici, ma soprattutto persone che a vario titolo avevano lavorato e lavorano per la città che volevano dare il proprio contributo di conoscenza a ciò che stava accadendo all’amata capitale e che imponeva l’uso di un futuro per sperare in meglio.

Oltre al giornale di cosa altro si occupa l’Associazione?

 L’associazione vive attraverso la voce del giornale e nessuno si aspettava di riuscire ad aggregare così tante forze di ragazze e ragazzi entusiasti che in questi anni si sono avvicinati per raccontare insieme Roma.

Passiamo ora a trattare il periodico: qual è la linea editoriale e di cosa si occupa maggiormente?

 I temi riflettono i valori che riteniamo dovrebbero essere alla base della convivenza civile all’interno di una grande capitale, quindi l’uguaglianza sociale; il rispetto e il supporto a chi rischia di rimanere indietro; l’appoggio a tutte le iniziative innovative che possano garantire uno sviluppo all’economia e alla creatività della nostra città.

In concreto ci siamo quasi specializzati nel seguire eventi, manifestazioni, storie e impegni che lottano contro la violenza alle donne; contro il razzismo e le discriminazioni di qualsiasi genere; a favore di un riutilizzo sociale dei beni abbandonati o in disuso; verso la creazione di imprese messe in campo dai giovani in diversi campi. E poi siamo andati a cercare anche il buono che c’è nella quotidianità della capitale e che ha il volto, la voce e i gesti dei tantissimi comitati di quartiere che negli ultimi mesi si sono resi protagonisti fondamentali nella salvezza e nel rilancio del territorio.Roma

Da chi è composta la redazione e quali sono i suoi rapporti con i giornalisti che ne fanno parte?

 La redazione è composta prevalentemente da studentesse e studenti universitari con un’età media che si aggira intorno ai 25 anni. Sono ragazze e ragazzi meravigliosi che hanno voglia di imparare un mestiere che amano e lo fanno approfondendo e accettando anche critiche e suggerimenti.

Un commento positivo e uno negativo che ha ricevuto dai suoi lettori riguardo il periodico nella sua interezza?

 L’affetto e la stima di alcune associazioni, organizzazioni e comitati che ci ringraziano per la visibilità assolutamente gratuita che diamo ai loro sforzi sono un gran bel riconoscimento, come quello che viene da colleghi di altre testate che apprezzano come sappiamo gestire la nostra nicchia, senza mai perdere uno spunto o uno stimolo, metodo che a volte aiuta anche loro per conoscere realtà più nascoste della città. Commenti negativi? Direttamente non ce ne hanno mai fatti, il che potrebbe essere un segnale non completamente buono, ma sono consapevole che non abbiamo i mezzi per poter stare dove vorremmo e quando lo vorremmo, quindi spesso avverto da sola la responsabilità di bucare iniziative che sarebbero perfettamente nelle nostre corde. Oltre ovviamente a tutti i limiti tecnici del sito che avrebbe bisogno di un’operazione di profondo rinnovamento grafico, ma non siamo dei grandi venditori e quindi le risorse non bastano mai.

Ritiene che Roma che verrà si distingua nel panorama giornalistico della Capitale o conosce realtà simili?

Per i temi abbiamo la nostra linea che non persegue la ricerca di scoop o l’inseguimento stretto dell’attualità, anche per la mancanza di mezzi di cui sopra. Rifuggiamo però con orgoglio qualsiasi tipo di copia e incolla a favore di un approfondimento originale che spesso richiede più tempo per un pezzo, ma punta a distinguerci.

1450309_670919572953178_2087475368_nChe consigli darebbe a un aspirante giornalista?

 Di non smettere mai di cercare, di non accontentarsi di un’agenzia e di un comunicato stampa, ma provare a raccogliere la voce dei protagonisti della notizia di cui si occupa. Allo stesso tempo ricordo spesso ad alcuni ragazzi della redazione che l’opinione personale di chi scrive deve emergere dalla prospettiva scelta per trattare il pezzo senza l’intromissione diretta del proprio pensiero. Ci sono troppi editorialisti nel paese e pochi, fondamentali, giornalisti. E poi è sempre bene rileggere l’articolo più volte, soprattutto se ci si tiene: meglio una frase in meno rispetto ad una ripetizione, un minuto in più piuttosto che un errore di ortografia o una confusione sintattica.

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