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Il Bibliomane incontra Ilaria Catalani e Silvia Tidei. Due giovani fumettiste che non si lasciano scoraggiare dall’austero panorama editoriale italiano. Nel 2013, infatti, è uscito il loro web-comic Hadez, i cui update continuano ancora ogni venerdì. Quando c’è il talento anche se il mercato non risponde Il Bibliomane non rimane con le mani in mano! Vediamo un po’, dunque, come hanno risposto alle nostre domande le due autrici.

Parlateci di voi. Quando è nata la passione per il disegno e i fumetti?

Silvia: Io ho sempre disegnato volentieri. Vedendo Dragon Ball iniziai a disegnare i personaggi copiandoli e successivamente inventandomene di miei.

Ilaria: Io disegno da quando sono piccola. Mi piaceva soprattutto dipingere! Poi ho conosciuto i cartoni e i fumetti: Dragno Ball anche io, poi Sailor Moon, Pokémon e tanti altri. Verso i dieci anni ho iniziato a fare dei piccoli fumetti in casa. Erano molto brevi e li spillavo con la pinzatrice.

In che modo siete diventate così brave? Avete imparato da sole o avete fatto dei corsi?

Ilaria: Secondo me tutti i disegnatori sono nati da autodidatti, soprattutto guardando i lavori degli altri e analizzando le loro tecniche. Poi ho frequentato con Silvia un piccolo corso a Civitavecchia, la mia città, dove ho imparato le basi della creazione dei personaggi. In seguito ho frequentato la Scuola di Comics a Roma: era un mio sogno fin da bambina. Lì ho finalmente affinato il mio stile e ho imparato a fare delle tavole di fumetto vere e proprie.

Silvia: Anche io credo che tutti i disegnatori inizino da autodidatti. Disegnare è qualcosa che si impara da soli: un esercizio continuo, una sfida con sé stessi. C’è da dire, però, che frequentare un corso è sicuramente qualcosa di utile. Serve per darti una metodologia professionale che altrimenti acquisteresti con difficoltà.

Diteci di Hadez. Com’è nato il progetto? Perché proprio un web-comic?

Ilaria: Hadez è nato prima di tutto con i personaggi. Prima sono nati Hadez e Meredith poi, in seguito, Ike e Kurt. Il pesonaggino di Hadez, soprattutto, è stato inventato per un gioco di ruolo on line su Nightmere Before Christmas. Poi, nel 2008, per un concorso della Kodansha, abbiamo deciso di farci un fumetto vero e proprio. Questo concorso ci è servito per dare uno spessore maggiore ai personaggi, rendendoli parte di una storia. Alla fine siamo arrivate tra i 27 finalisti mondiali: un traguardo interessante che, dopo aver frequentato la Scuola di Comicis, ci ha spinto a riprendere in mano i personaggi…

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Silvia:..ed è in questa fase che è spuntata l’idea del web comic. La nostra alternativa era quella di presentarlo a una casa editrice, ma in tal caso si sarebbero create tutta una serie di problematiche. Innanzitutto non avevamo un nome: difficilmente si da retta agi esordienti. Poi l’editore ci avrebbe messo mano snaturandone magari l’idea originale. Per questo, visto che abbiamo alcune amiche che hanno avuto uno discreto seguito con i web comic, abbiamo deciso di buttarci, con la speranza di farlo diventare un’autoproduzione

Ilaria: Molti lettori ci chiedono come mai Hadez non sia mai stato preso da una casa editrice. In realtà questa è stata una nostra scelta a priori. Per me Hadez è una prova: vedere nell’immediato se al pubblico piace quello che faccio.

Silvia: È tutto un test insomma!

Come vi organizzate il lavoro che c’è dietro Hadez?

Ilaria: io mi occupo dei disegni e Silvia dei colori. Insieme ci occupiamo della storia e dei personaggi. C’è da dire che è complicato lavorare insieme.

Silvia: In fin dei conti siamo due cervelli, con idee differenti. Diciamo che lavorando così si impara a fare dei compromessi.

A cos’altro state lavorando?

ooneitho_santa_med_by_saspy-d6ymg3xSilvia: Fondamentalmente sto svolgendo varie commissioni per privati. In più sto lavorando per un sito web, ma di questa cosa posso non posso dire nulla, solo che riguarda il fumetto!

Ilaria: In questo momento faccio l’inchiostratrice per Edizioni Denti Blu , e anche io lavoro per dei privati”


Silvia
: Quando disegni non devi mai pensare di essere arrivato: è una continua ricerca. Nel momento in cui credi di essere arrivato, allora è davvero la volta buona che non stai concludendo niente.Cosa consigliate a chi, come voi, vuole lavorare come fumettista?

Ilaria: Studiare, seguire gli atri disegnatori e, all’inizio, si deve essere pronti a fare dei compromessi, anche personali. Ma in definitiva bisogna sempre credere in quello che si fa anche con i denti.

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