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Recensione “Nico” di Marzia Pez.

  “Questa è la storia di una ricerca. Abbiamo tutti una storia incompleta e siamo destinati a muoverci nel tempo e nei luoghi per trovare chi possiede l’altra metà. “

Marzia Pez è nata a Roma, scrittrice e sceneggiatrice ha pubblicato tre romanzi; “Libellule”, il suo romanzo d’esordio, “Nico” e “Ma perché non sei fidanzata?”. Gli ultimi due fanno parte del progetto “un romanzo senza prezzo”. In qualità di sceneggiatrice teatrale ha scritto diversi copioni tra cui: “Il sorriso della città eterna” e “Un uomo in bilico”, nonché l’adattamento teatrale di “Libellule”. Per il cinema ha scritto diverse sceneggiature, tra le quali non si può non menzionare “Caronte” un lungometraggio di genere fantasy con il quale ha partecipato a concorsi internazionali.

La trama di questo romanzo è apparentemente semplice. Inizia con una pioggia monotona e irritante, in un giorno qualsiasi, di una città di cui non conosciamo il nome, in un momento imprecisato della giornata. Due ragazzi si incontrano: non potrebbero essere più diversi, eppure, in pochissimo tempo il loro rapporto si consolida e si trasforma in amicizia. Insieme condividono le giornate, i pensieri, i sogni, le passioni. Crescono e, come spesso accade, si separano per prendere strade diverse, certi che sia quella la scelta giusta. Ma, come veniamo avvisati in una delle prime pagine del libro: “tutto ciò che per noi rappresenta una certezza, tornando a casa potrebbero non esserlo più”. Ed è esattamente questo che accade ai protagonisti.

La prima cosa che colpisce del romanzo, dove prosa e poesia si fondono in una stile che rende impossibile non proseguire la lettura, è che manca tutto quello che di solito è importante in un libro: non c’è una qualsiasi indicazione temporale, è impossibile stabilire in quale città si svolga la vicenda. Dei protagonisti non sappiamo il nome, né il colore dei capelli o quanti anni abbiano. La descrizione fisica è appena accennata e ridotta all’essenziale. Resta la trama, il rapporto di amicizia che cresce e cambia i protagonisti. Una scelta coraggiosa, che sorprende e lascia spazio alla fantasia del lettore.

Procedendo nella lettura, attraverso le lunghe riflessioni e i dialoghi, mai banali, impariamo a conoscere i protagonisti così bene che presto ci dimentichiamo di tutto ciò che non ci viene detto, perché, tutto quello che serve sapere, lo scopriamo attraverso la “voce” di uno dei protagonisti dal cui punto di vista viene narrata l’intera storia.

Il narratore è un ragazzo come tanti, gioca a calcio, passa molto tempo con gli amici, studia all’università e non disdegna le serate a base di birra e battute goliardiche. Conduce una vita tranquilla, convinto di sapere chi è e cosa vuole, senza mettere in discussione le sue certezze. Una realtà che cambierà radicalmente grazie all’incontro con quel ragazzo esile, con i capelli sempre sugli occhi, che lo spingerà a rimettersi in gioco, grazie al suo carisma e ad una spiccata sensibilità mista alla schiettezza disarmante con la quale esprime le sue idee. Il suo migliore amico lo costringerà a guardarsi dentro, a rivedere le sue certezze, le sue priorità, a scoprire nuove prospettive da cui osservare il mondo. Presto avrà l’impressione che il suo amico sia in grado di leggergli dentro e carpire verità che a lui sfuggono.

In questo momento si renderà conto che lui, invece, del suo migliore amico non sa nulla, nonostante le ore trascorse insieme, le lunghe conversazioni e i ragionamenti infiniti; non comprende cosa si nasconda dietro agli sguardi indecifrabili e alle risate cariche di sarcasmo o tristezza; non si spiega il successo che l’amico ha con le ragazze, dalle quali pretende “un solo ed unico bacio”.

 Questi interrogativi diventeranno sempre più “ossessivi”, fino a far confondere il nostro narratore, scatenando in lui desideri e sentimenti che lo faranno sentire a disagio. Emozioni che rifiuterà con determinata ostinazione e lo spingeranno ad allontanarsi, finché, spaventato, non deciderà di trasferirsi, approfittando di un’opportunità che crede provvidenziale. Senza guardarsi indietro, senza dire addio al suo migliore amico, parte.

Passano gli anni e proprio quando giunge ad una svolta importante della sua vita, quei sentimenti che credeva sopiti, faranno vacillare ancora una volta tutte le sue certezze.

Leggendo il libro ci si può facilmente immedesimare nei protagonisti perché privi di nome e volto. Ciascuno di noi è libero di immaginare che quella città senza nome possa essere la propria, libero di scegliere se essere il narratore o l’amico misterioso che sa leggere nell’anima. Non importa chi sceglierete di essere; Nico, è un libro che parla a tutti in maniera universale ed è il nome che io darei a due anime che insieme si completano. Quindi, non smettete mai di cercare, perché “Siamo tutti pezzi di un puzzle e per ognuno di noi esiste un solo ed unico incastro perfetto”

Buona Lettura!

 

Nico

di Marzia Pez

2009

“Un romanzo senza prezzo”

www.marziapez.com

 

           

 

 

 

 

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