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Una storia delicata, struggente, indimenticabile.

Una volta tanto recensiamo anche bestseller su “Il Bibliomane”, proprio come in questo caso: il romanzo in questione è stato tradotto in più di quaranta lingue ed è in vetta alle classifiche del “New York Times” da 8 anni con 8 milioni di copie vendute. A completare il quadro (proprio nelle sale italiane in questi giorni) il film omonimo tratto da questo libro per la regia di Brian Percival.

C’è da dire che troppo spesso casi editoriali del genere non meritano il successo ottenuto: questo non vale per “Storia di una ladra di libri”.

Liesel è appena una bambina quando, nella Germania nazista del 1939, le muore il fratellino di sei anni davanti agli occhi e la madre è costretta a farla adottare a causa delle sue idee politiche. Così la nostra eroina si ritrova in un ambiente del tutto nuovo per lei, dove deve fare i conti con i nuovi genitori, il nuovo quartiere e la nuova scuola. Lega immediatamente con il padre putativo, Hans, un brav’uomo che passa le notti al suo fianco quando si sveglia in preda agli incubi che i recenti shock le procurano in continuazione e che con amore e dedizione le insegna a leggere. Rapporti iniziali un po’ più difficili sono quelli che Liesel ha con la nuova madre, la quale preferisce optare per rimproveri e punizioni. La bambina stringe una forte amicizia con Rudy, il vicino di casa, innamorato di lei non proprio segretamente. La famiglia adottiva è povera, ma riesce a tirare avanti senza troppi problemi, anche se Hans inizia a perdere parte dei suoi clienti a causa del suo malcelato disappunto nel confronti del Fuhrer. Liesel, nel frattempo, si dedica alla sua nuova travolgente passione: la lettura. Passione che la porta ad un’attività piuttosto curiosa: rubare i libri. Quelli che trova per strada, quelli che salva dai roghi nazisti, quelli che legge a casa del sindaco quando va a ritirare il bucato da lavare. La calma apparente viene sconvolta dalla decisione della famiglia di nascondere in cantina un ebreo. Tra la bambina e il giovane nascerà un legame molto profondo connesso anche alla passione per la lettura. Ma tra ispezioni, chiamate alla guerra e bombardamenti, nella Germania nazista niente è destinato a durare.

La storia raccontata in questo libro non può non incantare. Non solo perché la protagonista è una bambina ed è ambientata in Germania durante la seconda guerra mondiale, ma anche perché il filo conduttore delle vicende narrate è l’amore per le parole, per la lettura e per le storie che in momenti tanto drammatici possono rappresentare una vera e propria ancora di salvezza. Ne sono esemplari le scene in cui la ladra di libri, nella cantina dove tutto il quartiere si è nascosto durante i bombardamenti, legge a tutti ad alta voce dei romanzi. Nel terrore del momento tutti immediatamente ammutoliscono e si lasciano trasportare dalle parole per non rimanere in attesa dell’eventuale morte.

Proprio la morte è il secondo interessantissimo aspetto: la Morte è la narratrice di questo romanzo. Per quanto ne posso sapere è un caso più unico che raro, che può trovare approvazioni o meno: in ogni caso è una trovata estremamente originale. La Morte racconta la storia che la bambina stessa ha scritto in un libro aggiungendoci commenti personali. Per esempio ci racconta delle volte che per un motivo o per un altro ha incontrato Liesel, ci spiega quanto fosse impegnata a “lavorare” durante la guerra e come le persone si preparano ad andarle incontro. Incuriosita dal genere umano prova in un certo senso a capirne le emozioni. Ma le scelte bizzarre dell’autore non finiscono qui. Praticamente ogni due pagine ha inserito dei commenti separati dal resto della narrazione e in neretto per evidenziare dei concetti, delle idee e degli elenchi puntati.

I brevi capitoli suono racchiusi in dieci parti che iniziano con delle parole chiave tra loro sconnesse che stimolano la curiosità del lettore. Ma, badiamo bene, questo non è un bestseller costruito a tavolino che mira a far rimanere chi lo legge con il fiato sospeso, bensì tutt’altro. Parte proprio dal lettore la spinta a continuare nella lettura perché è di fronte a una bella storia, non perché “costretto” dallo stile della narrazione. C’è da dire però che la Morte nel suo racconto fa delle scelte non necessariamente condivisibili: le piace preannunciare il futuro, spesso e volentieri relativo alla morte del personaggio di cui sta trattando. Il lettore classico potrebbe risultarne infastidito perché questa tecnica a volte rovina il finale, ma potrebbe anche essere apprezzata per la sua originalità.

Last but not least, questo romanzo è estremamente commovente, proprio nel senso pieno del termine: lacrime, singhiozzi, pagine bagnate. C’è chi potrebbe ritenere questo un grande difetto: per me è un grande pregio. I migliori libri sono quelli che suscitano forti emozioni e, fidatevi, questo ne suscita eccome. Vi dirò di più: specialmente in periodi particolari della vita non c’è niente di meglio di un bel pianto rigeneratore suscitato da un libro ma anche da un film. Finito il libro ci si sente meglio di prima di iniziarlo, se si esclude il fatto che si è conosciuto e perso un grande amico. Provare per credere!

Storia di una ladra di libri

di Markus Zusak

Sperling & Kupfer Editori per Edizioni Frassinelli

Ed. 2014

16, 90 euro

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