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Si narra che sia stata questa la risposta del mitico condottiero spartano Leonida al re dei re Serse, l’invasore persiano che minacciava la libertà della piccola e frazionata Grecia, presso il passo delle Termopili, in una battaglia epica che Frediani, ancora una volta, ha il merito di far rivivere tra scintillii di spade, sangue ed eterna gloria.

 La maestria di questo romanziere storico, grandissimo narratore di battaglie cruente, ci riporta ad una lontana epoca di eroi e nobili ideali: l’indipendenza della terra greca, madre della libertà, della democrazia, della prima società civile mai apparsa in Europa, è minacciata dalle brame dell’impero persiano guidato dal temibile Serse. Le forze a disposizione del re dei re sono immense: un esercito sterminato di sudditi-schiavi pronti a schiacciare la piccola Grecia, in assoluta e fatale superiorità numerica.

 Le vicende di questo eroico episodio ci sono riportate dal punto di vista del bell’Aristodemo, uno spartiate che,  inizialmente, nutre dei forti dubbi sul sistema di obbligo bellico e di violenza che caratterizza la sua patria, la celebre Sparta. Aristodemo non è solo una perfetta macchina da guerra, cresciuta secondo l’educazione rude e militare che Sparta impone ad ognuno dei suoi figli, gli “uguali”, il giovane è anche una raffinata mente pensante e un critico dell’intero sistema lacedemone. Venuto a conoscenza della folle impresa del suo re, ovvero sbarrare la strada ad un esercito sterminato con soli 300 combattenti presso le “Porte calde”, le Termopili, Aristodemo non può far altro che partecipare di controvoglia, sapendo di andare incontro a morte certa. Un altro motivo lo spinge al rancore e al dubbio verso Leonida: la segreta relazione di Aristodemo con Gorgo, regina di Sparta, moglie di Leonida e travolgente femme fatale.

 Nonostante la distanza di ideali che li separa, l’ignaro Leonida inizia a fidarsi di Aristodemo, affidandogli incarichi delicati. Arrivati al momento dello scontro con le orde dei barbari persiani, Aristodemo si batte coraggiosamente e con tutto se stesso, dimenticando il disprezzo per il sistema di oppressione militare lacedemone. Frediani riesce così a trasportarci nel vivo della battaglia, tra il frastuono delle spade, grida dolorose  e duelli mortali. Sembra quasi di poter combattere al fianco degli spartiati, ascoltando il re Serse minacciarli con le sue innumerevoli frecce che “oscureranno il cielo”…

“Allora combatteremo nell’ombra!”: è l’indimenticabile replica del prode Leonida.

Durante gli scontri una malattia agli occhi  riduce Aristodemo alla cecità per un breve periodo, impedendogli di essere utile in combattimento.

Mentre i suoi 300 compagni scelgono un destino di gloria eterna, resistendo fino alla morte alle orde dei barbari, Aristodemo decide di tornare a Sparta, cieco, depresso e deriso dai compatrioti che lo vedono come un ignobile disertore. Guarito dall’infezione agli occhi, il giovane riacquista la vista e riscatta l’onore perduto alle Termopili nella successiva e decisiva battaglia di Platea, distaccandosi dallo schieramento oplitico, fino a una morte da eroe…

 Epico !

 

300 guerrieri

di Andrea Frediani

Newton Compton Editori,

2014

5.90€

 

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