VIAGGIO NELL’ANIMA DI UN IMPERATORE di Luca Saioni

2011.02.21-memorie-di-adriano

Una vita attraverso una lettera: è così che il genio della Youcenar coglie il modo più profondo per narrare la straordinaria esistenza di Adriano, uomo di cultura sopraffina prima ancora che imperatore illuminato.

E così, seguendo la narrazione, il lettore ha modo di accompagnare il futuro sovrano fin dai primi passi, nella sua adolescenza dorata nella natia terra di Spagna, da dove venne richiamato dallo zio Traiano, imperatore romano, per svolgere le prime missioni in campagne militari ai confini del vasto dominio di Roma. Alla morte dell’imperatore, fu lui a venire scelto come suo successore a circa quarant’anni, nel pieno delle sue energie fisiche e mentali.

Ebbe inizio un ventennio di prosperità e di pace per l’Impero, sotto la guida di un sovrano che si prese cura dei suoi cittadini. E scorrendo le pagine, sembra proprio di poter seguire Adriano nei suoi innumerevoli viaggi, dalla Grecia all’Egitto, passando per la Siria; o ancora in Africa, per poi passare in Spagna e in Gallia: la vastità dell’Impero era tale che ci vollero anni per visitarlo. E quando finalmente rientrò a Roma, il caos dell’Urbe lo spinse a costruirsi una villa fuori città, a Tivoli, laddove poteva sentirsi libero di dare sfogo ai suoi pensieri e alle ricerche di un’anima tormentata dall’avvenire. Eppure egli trovava piacere nel fare ciò, e nei suoi viaggi, ovunque si fosse recato, ebbe modo di conoscere, sapere, osservare: la sua mente intrisa di cultura greca era avida di conoscenza e di essere partecipe delle meraviglie di questa vita. E in ciò trovò un ideale compagno in Antinoo, amante del sovrano e misterioso quanto sfuggente ragazzo, che lo accompagnò in ogni dove fino alla tragica morte in Egitto.

Lo strazio di Adriano per la fine del giovane è pari solo alla malinconia della sua anima tormentata, e da quel momento il mondo, a suo dire, ha molta luce in meno. Ed è proprio questo uno dei punti fondamentali del romanzo: la profondità del pensiero di questo sovrano e la sua costante ricerca di risposte in una vita che ne lesina davvero poche lo fa emergere come una figura di una modernità straordinaria, che attraversa i secoli della storia e ci si presenta come un erudito dei giorni nostri nell’intento di trovare un senso alla propria esistenza, sia nei momenti migliori che in quelli più drammatici.

La fine dell’imperatore, giunta pacatamente a sessant’anni ormai compiuti, è di una dolcezza soffocante. Sembra quasi di poter cogliere l’immagine di lui che osserva con occhi avidi gli ultimi riflessi del mare, mentre attende l’ultimo respiro con una calma degna di un uomo che sa di aver vissuto la propria esistenza in maniera piena, e, pur tra tanti difetti, sa di poter morire felice perché ha lasciato un Impero migliore ai posteri, se sapranno amarlo e custodirlo come lui ha fatto.

Memorie di Adriano

di Marguerite Yourcenar

Einaudi

1963

12.50€

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