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 Molti di voi ricorderanno i video divertenti, intelligenti ma anche di denuncia, esplosi sul web lo scorso Gennaio, della campagna di sensibilizzazione per i lavori creativi #coglioneNo. Ma a chi va il merito di aver fatto luce su una questione così problematica e grave del nostro Paese? Loro sono ZERO, si definiscono Pirate Filmmakers e sono fautori di tanti video molto ben curati e che trattano temi decisamente interessanti come l’enorme difficoltà che i ragazzi incontrano nel trovare lavoro e le esperienze di vita all’estero, ormai sempre più diffuse (visionabili sul loro sito web: http://zerovideo.net/). Noi de “Il Bibliomane”, con la speranza che questi giovani e i loro video siano d’esempio a tanti altri ragazzi, li abbiamo intervistati.

La domanda iniziale di rito è d’obbligo: come è nato ZERO e da quali esperienze provenivate prima di iniziare questa collaborazione?

ZERO è nato per la prima volta dalla voglia di evasione dalle 150 ore contrattuali di collaborazione al CIAO (Centro Informazioni Assistenza e Orientamento della Sapienza). ZERO è quasi morto qualche mese dopo sul set di “Dubbio Made in Italy” a causa della sparizione del macbook pro di Stefano, rubato casualmente presso una fermata dell’autobus a Londra, insieme al trolley rosso di Livio (quest’ultimo ripagato con un nuovo, bellissimo, trolley rosso made in Germany). ZERO è rinato in una stanza subaffittata a Kreuzberg (Berlino), nella quale Nicco e Ste condividevano pochi metri quadri di spazio vitale tra sesso droga e rock’n’roll. ZERO è poi diventato un trio quando durante la prima tappa del documentario “Erasmus 24_7”, davanti alla camera dell’ostello valenciano si è palesato davanti ai due giovani un giovane (discussione) glabro videomaker part-time, con problemi di stabilità con la macchina da presa. ZERO si sta suicidando a Roma, in uno scantinato umido e spazioso.

Abbiamo comunque tutti studiato per essere pronti a lavorare.

10346735_10204039466251104_66611829_nSiete senza dubbio degli ottimi comunicatori: il vostro sito è molto curato, avete uno stile fresco e giovane senza mai, però, scadere nella banalità. Secondo voi quanto questo vi ha aiutato a conseguire i traguardi raggiunti?

Intendi il sito? Beh, il sito nell’internet è fondamentale, citando il nostro Alessandro Grespan, comunicatore ed economista del marketing. Scherzi a parte, ci teniamo molto all’identità grafica e comunicativa di ZERO e ci affidiamo sempre alla tavoletta grafica di Stefano ed ai template customizzabili di WordPress, per cercare di creare uno stile riconoscibile, asciutto, minimalista e conciso. L’esatto opposto di Nicco, umanista dalle 1000 parole.

Siete stati ideatori e creatori di Erasmus 24_7 il primo documentario sul programma erasmus per girare il quale avete vissuto un giorno con studenti erasmus in 7 diverse città europee. Com’è stata questa esperienza e quali differenze tra gli stili di vita adottati nei vari Paesi vi hanno maggiormente colpito?

Pensando di parlare a nome di tutti, posso affermare che è stata una delle esperienze lavorative e di vita vissuta più belle e formative degli ultimi 30anni. È stato bellissimo immergersi per tre giorni nella vita di perfetti sconosciuti, che al tempo stesso stavano condividendo la loro vita con altri sconosciuti. Trovarsi a contatto con 7 ragazzi di 7 nazionalità diverse in 7 città europee ci ha costretti ad abbattere qualsiasi tipo di luogo comune o di aspettativa per scoprire che, in fondo, siamo molto “comuni” a prescindere dalla nostra nazionalità o dalla lingua che parliamo.

Si può dire che la vostra popolarità è esplosa a seguito della campagna #coglioneNo, per sensibilizzare il rispetto dei lavori creativi. Una questione con la quale molti ragazzi italiani ogni giorno devono fare i conti ma della quale nessuno aveva ancora parlato con il giusto “impatto” visivo. I vostri video, però, hanno sollevato anche alcune critiche nei confronti dei freelance e delle loro “pretese”. Quali sono state queste polemiche e voi come vorreste rispondere?

Le polemiche ci sono state ed è stato un bene. La cosa che è emersa maggiormente è la legittimizazzione nel condividere i nostri video da parte di persone che poi, a conti fatti, non erano nella condizione di poterlo fare. Ci siamo sempre astenuti dal rispondere alle polemiche per una questione di politica interna a ZERO. Bisognerebbe comunque analizzare caso per caso. Sicuramente ne è pieno il mondo di persone che si arrogano il diritto di parlare o pretendere, senza oggettivamente avere le carte in regola per farlo. Magari noi facciamo parte di quel bacino…

I vostri video toccano perlopiù temi molto cari ai giovani d’oggi. Cosa vi sentireste di consigliare ai ragazzi che si 10342660_10204039466211103_1876090766_naccingono ad entrare nel mondo del lavoro, in particolare di quello creativo?

Siamo sempre alla ricerca noi stessi di consigli per ragazzi che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro, in particolare di quello creativo. Quindi vorremmo lanciare un appello: se avete consigli di questo genere scrivete a zero@zerovideo.net!

Grazie!

Vi ispirate a qualche regista o a qualche stile o corrente particolare?

 Abbiamo tutti e 3 registi e stili/correnti di riferimento diverse. Alessandro aggiungerebbe che non abbiamo proprio un cazzo che ci accomuna (l’ha appena fatto). Azzardando ipotesi potremmo trovare sul Pinterest di ZERO qualche colore dei Coen, degli schizzi di sangue di Tarantino, qualche simmetria di Wes Anderson, un furgoncino giallo della WV direzione Miss Sunshine, una piantina marina per l’ampolla di pesce rosso sul set di una famosissima fiction ed una foto di tute arancioni per addetti ai lavori sociali in una Londra post-tempesta di fulmini.

Avete in programma o state già lavorando ad eventuali progetti futuri?

Stiamo sviluppando dei progetti che tenevamo nel cassetto già da molto tempo. Ovviamente con il boom di #coglioneNo abbiamo trovato anche degli interlocutori molto validi ai quali proporli. Li abbiamo quindi tirati fuori e ci stiamo rimboccando le maniche per tirarne fuori qualcosa di buono. Speriamo di non deludere noi stessi e chi ci ha ascoltato.

I lettori de Il Bibliomane sono sopratutto amanti dei libri. A voi piace leggere? Quali libri gli consigliereste?

Leggiamo molto, prima di andare a dormire e dopo i pasti. Ma anche in tutti gli altri ritagli di tempo. Consiglieremmo loro un libro molto bello, di 156 pagine, scritto da tre giovani autori sotto pseudonimo ZERO. Ma non possiamo farlo perché ancora non è uscito. Ci limitiamo a dare un titolo a testa:

Nicco: “La strada” di Cormac McCarthy
Ale: “Sessanta racconti” di Dino Buzzati
Ste: “L’amore quando c’era” di Chiara Gamberale.

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