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È la torrida estate del 2001 a Piombino, in via Stalingrado, fatiscente accumulo di casermoni popolari riservati agli operai della Lucchini, noto stabilimento siderurgico.

È qui che Silvia Avallone, in quello che è il suo romanzo d’esordio, fa fiorire in tutta la loro travolgente bellezza, le due “quasi quattordicenni”  Anna e Francesca, la mora e la bionda, inseparabili amiche e compagne di scuola. Le due ragazzine hanno appena terminato la scuola media e ad attenderle c’è una calda estate di libertà. Anna e Francesca sanno di essere attraenti, di avere il potere di una  giovinezza solare e sognano di affermarsi lontano dalla realtà che le ha viste crescere, dimenticando le ristrettezze economiche, l’angusto ambiente popolare. Entrambe vivono una difficile situazione familiare: Francesca subisce i torti di un padre violento e l’indifferenza di una madre sottomessa, mentre in casa di Anna il fratello, operaio della Lucchini col vizio della droga, arrotonda il magro stipendio con piccoli furti. Il padre di Anna, un criminale di poco conto, è sempre assente da casa, preso da traffici loschi, la madre è un’operaia impegnata nella politica e nel sociale.

Nonostante le due inseparabili compagne vivano esperienze poco felici, nulla impedisce loro di essere sempre allegre, di completarsi a vicenda tra risate, sogni e progetti per il futuro. All’interno della loro piccola realtà provinciale, Anna e Francesca si sentono delle vincenti, due piccole reginette in grado di raggiungere ogni obiettivo: è così che vivono le prime e (ancora) innocenti esperienze estive col mondo dei ragazzi. Ben presto questo equilibrio si spezza, dando una svolta alla calda stagione: Anna stringe una relazione con Mattia, un amico di suo fratello, Francesca è rosa dalla gelosia e si rende conto che è più interessata all’amore per l’amica che a quello per qualsiasi altro uomo. Il loro rapporto si raffredda pian piano, fino a sfilacciarsi completamente: le due ragazze smettono di trascorrere ogni secondo della giornata insieme e si feriscono a vicenda, in un ambiguo alternarsi di gelosia, amore e odio.

Terminata l’estate, le ragazze si iscrivono in due istituti diversi e la vita sembra separarle sempre di più. Francesca, amareggiata e delusa dall’amica, vive nel suo perenne ricordo e  si getta a capofitto in un nuovo impiego: diventa una spogliarellista in un noto locale per uomini, sfruttando il fascino ammaliatore del suo corpo. Anna si rende conto che la sua relazione con Mattia non la soddisfa, soffre la lontananza di Anna e le imprese criminali del padre, coinvolto in furti e traffici illegali.

Sullo sfondo, le vicende degli operai della Lucchini e di Alessio, fratello di Anna, un ragazzo travagliato dal vizio occasionale della droga e da un amore infelice per l’ex fidanzata, ora suo capo nella gerarchia della fabbrica. Nella primavera del 2002 avviene la tragedia: Alessio, al lavoro nell’impianto siderurgico, è schiacciato e ucciso dal caterpillar dell’amico Mattia che, distratto alla guida, pensa al corpo stupendo di Anna.

Il lutto sconvolge tutti, ma a Piombino la vita riprende a scorrere: si approssima una nuova estate e la vitalità adolescenziale delle due protagoniste non può che rinascere. Una mattina, tornando dal night club in cui lavora, Francesca vede Anna assorta alla finestra. Le due si guardano per la prima volta dopo mesi e mesi di reciproca assenza e, in un interminabile istante, capiscono di non poter far altro che vivere l’una per l’altra, nonostante tutto.

 

Acciaio

di Silvia Avallone

Rizzoli

2010

18€

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