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Recensione di “Inferno” di Dan Brown

Un thriller appassionante al ritmo di terzina dantesca.

L’ennesima, travolgente indagine del professor Langdon, lo studioso d’arte e iconologia che il talento di Brown ha reso famoso nel mondo, tra intrighi internazionali, antiche sette religiose e misteri vaticani. Stavolta l’azione catapulta il lettore nel mondo medievale di Dante e della sua bella Firenze, in un’ intricata vicenda che sembra seguire il ritmo incalzante delle terzine dantesche.
L’incipit è travolgente: Langdon si risveglia in un ospedale fiorentino, ferito, con gli abiti in brandelli e una lieve amnesia che gli ha completamente cancellato i ricordi degli ultimi due giorni. L’affascinante professore non sa cosa faccia a Firenze né perché. Un agente armato si presenta da lui e tenta di ucciderlo, ma Langdon, ancora scosso dal traumatico risveglio, è trascinato in salvo da un’avvenente dottoressa, Sienna Brooks, in una fuga spettacolare tra pallottole e taxi presi al volo. Rifugiatisi a casa di Sienna, Langdon scopre di avere nella giacca un minuscolo proiettore ad alta tecnologia. L’apparecchio riporta la celebre Mappa dell’inferno dantesco, opera del pittore rinascimentale Sandro Botticelli, e nasconde dei misteriosi indizi che solo Langdon avrà la capacità di decifrare. Sconcertato, il professore si appella al consolato statunitense che, invece di fornirgli aiuto, gli invia una minacciosa squadra armata, a cui i due sfuggono per un pelo.
Langdon non sa di essere nel mirino di un’ambigua e potente organizzazione segreta, il Consortium, che sembra volerlo morto a tutti i costi, con l’apparente complicità dell’ OMS, l’organizzazione mondiale della sanità. Il professore capisce che la sua Mappa di Botticelli è in qualche modo collegata con le terzine dell’inferno e segue tutti gli indizi che, sempre sfuggendo in modo spettacolare ai suoi inseguitori, lo portano nel centro storico di Firenze. Suggestive e dettagliate le ricostruzioni del giardino di Boboli, di palazzo Pitti, Palazzo vecchio e dei vicoli caratteristici, quasi ad accompagnare il lettore in una forsennata “passeggiata” attraverso le bellezze fiorentine, tra arte e storia, fuga e mistero. Il professore si ritrova poi a decifrare uno strano messaggio in terzine inciso sul retro della maschera funeraria di Dante, cosa che lo porta, insieme a Sienna, a proseguire la sua indagine nella bella Venezia.
I due scoprono poi il motivo che si cela dietro al loro spietato inseguimento: l’organizzazione mondiale della sanità, insieme al Consortium, società paramilitare privata, stanno tentano di evitare il rischio di una terribile pandemia globale. Uno scienziato visionario, convinto che l’umanità sia sull’orlo del tracollo a causa della sovrappopolazione, ha creato un virus destinato a dimezzare la popolazione mondiale, ispirandosi all’Inferno di Dante e disseminando di indizi un percorso che solo Langdon può percorrere. La tappa finale del travolgente viaggio del professore è Istanbul, dove tenta in ogni modo, tra tombe di dogi, adrenalina e sotterranei semi-sommersi, di scongiurare la minaccia della pandemia. Il thriller procede con colpi di scena improvvisi e improbabili ribaltamenti d’alleanze, quasi a tenere il lettore col fiato sospeso fino al sorprendente finale…
Perché niente è come sembra.

Inferno
di Dan Brown
Mondadori
Ed. 2013
25,00 euro

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