UN RICERCATO SPECIALE…TUTTO DA ABBRACCIARE di Linda Politi

ImageRecensione de “L’abbraccio perfetto” di Kempes Astolfi

Un romanzo d’esordio sorretto più dal cuore che dalla tecnica; trama godibile che ci fa perdonare qualche errore.

Ho tra le mani questo libro dalla copertina molto accattivante. Ho finito di leggerlo da poco. Lo apro e vado dritta verso il risvolto dell’ultima pagina della copertina, dove vedo una foto in bianco e nero dell’autore, in pieno stile Dan Brown. Sguardo penetrante, atteggiamento sicuro e sorriso affabile introducono quella che è la biografia di Kempes Astolfi: sceneggiatore, regista, ideatore del movimento fotografico-letterario “Kome Sto?” e curatore di vari eventi ad esso legati. Un curriculum da creativo di tutto rispetto che però non rende del tutto l’idea di quello che Kempes realmente è. Sono di parte, lo ammetto: conosco Kempes da diversi anni e so a che livelli possa arrivare il suo entusiasmo (famosa fu la telefonata alle 22:30 di una sera di luglio del 2009: “Ti va di partecipare alla Notte Rosa di Rimini con Kome Sto? Bene, vieni di fronte all’ufficio domani mattina alle 7.00 che si parte tutti insieme!”). Volente o nolente, riesce a coinvolgerti.

Ecco, questo è stato esattamente quello che mi è successo col suo libro. Non è stato facile iniziare a leggerlo, devo ammetterlo: sono abituata a leggere libri di autori famosi, esperti, talmente perfetti che sembrano molto semplici da scrivere e durante la lettura ti danno la stessa sensazione di quando si indossa una comoda ciabatta imbottita di pelliccia sintetica misura 37 sul proprio piede misura 37. La goduria di un momento di relax totale. Soltanto quando si legge il libro di un autore esordiente, che di mestiere non fa nemmeno lo scrittore, ci si rende conto di quanta tecnica ci debba essere dietro a quelle opere. Basta una semplice svista e subito qualcosa stona. Peccato, perché la storia narrata nel libro è molto carina e rivela l’universo interiore che Kempes intende aprire a chi vuole leggere il suo libro.

Questo universo ruota attorno a J, ragazzo sensibile che, in un momento difficile della sua vita, prende spunto da un evento particolare che gli accade per rivoluzionare se stesso e il suo modo di agire e pensare. Un abbraccio diventa molto di più di due braccia che stringono un corpo, diventa un messaggio per quelle donne che hanno avuto qualche guaio in più negli anni e che hanno dimenticato cosa significhi perdersi in un abbraccio che rappresenta l’amore e la solidarietà tra persone. Ma cosa accade quando una delle “vittime” di J, gelosissimo del suo anonimato, è una giornalista agguerrita in cerca dello scoop che la farà diventare famosa? Dovrete scoprirlo da soli perché non sarò certo io a dirvelo!

Vorrei però spendere qualche parola sui personaggi principali della storia: J e Lisetti. Uno alla ricerca dell’anonimato per poter agire indisturbato, l’altra malata di scoop che cerca in ogni modo di svelare il segreto dell’abbraccio perfetto e l’identità di J per poter diventare una giornalista di fama internazionale. Due mondi paralleli, due modi diversi di vedere il successo personale che si incontrano per stravolgersi a vicenda. La fredda Lisetti vedrà sciogliersi il proprio ghiacciaio interiore e J dovrà fare i conti non più solo con se stesso e la sua missione ma anche con le conseguenze scaturite dalle sue azioni.

Una cosa accomuna i due protagonisti de L’Abbraccio Perfetto: entrambi devono aver frequentato dei corsi di coaching alla Anthony Robbins e studiato PNL, Programmazione Neuro Linguistica, un approccio diverso alla psicoterapia e base del life coaching, strategia di formazione che si concentra sull’unicità dell’individuo per insegnargli a migliorare il proprio stile di vita (n.d.r.). Questo tipo di intervento non mi è dispiaciuto affatto, perché invia un messaggio molto importante a chi legge: infonde fiducia nelle proprie capacità e incoraggia a superare i limiti che ci poniamo ogni giorno in nome di ciò in cui si crede.

Il libro di Kempes non è una comoda ciabatta misura 37 su un piede di misura 37. È una scarpa graziosa che compriamo perché ci piace e la indossiamo nonostante sia un po’ scomoda. Andando avanti con la lettura, la “scarpa” si ammorbidisce e diventa più facile indossarla. Mutatis mutandis, non guardate troppo la forma e, anzi, cercate di perdonare quello che è il primo lavoro di un ragazzo entusiasta della vita e che, come il suo alter ego J, ha reagito alle difficoltà incontrate durante il suo percorso lasciando libero sfogo alla creatività e all’entusiasmo, senza farsi abbattere e sempre con un sorriso sulle labbra, per sé ma anche per chi gli sta intorno.

L’Abbraccio Perfetto vanta al momento 1300 copie vendute che sono sicura sarebbero state molte di più se solo si fosse aspettato almeno un altro mese prima della pubblicazione, per editarlo al meglio e oliare qualche passaggio che ha difficoltà a scorrere. Voto alle intenzioni: 9 e mezzo. Voto alla copertina: 10 e lode per il bravissimo Paolo Martorano che non si smentisce e riesce a creare immagini che sono una sintesi efficace dell’opera che vogliono rappresentare. In generale, complimenti Kempes per questo diamante allo stato grezzo.

L’Abbraccio Perfetto
Di Kempes Astolfi
Prospettiva Editrice
Ed. 2014
14,00 euro

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