Image

È un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l’uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.

Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l’espensione propria alle infinite
cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell’anima i lunghi rapimenti.

“Corrispondenze” è un sonetto di Charles Baudelaire, il poeta maledetto, amante degli eccessi, dei piaceri e dell’arte; appartiene alla prima sezione della raccolta “I fiori del male”, intitolata “Spleen e ideale”.
La lirica, considerata il “manifesto del simbolismo francese”, nonché il “manifesto della poesia moderna”, appare come una dichiarazione di poetica dell’autore: in essa, infatti, Baudelaire esprime la propria concezione del reale e della poesia.
Il poeta ha una visione mistica del reale: la Natura, scritta con lettera maiuscola come se fosse personificata, è paragonata ad un tempio e di conseguenza è sacralizzata, diventa il luogo privilegiato della comunicazione mistica con il divino.
La Natura è anche una foresta di simboli: tutti gli elementi che la compongono sono simboli, segni di una realtà nascosta più profonda e autentica, appunto divina, tra i quali sussistono misteriosi rapporti e corrispondenze. I suoi “viventi pilastri”, da identificare con gli alberi, si scambiano messaggi oscuri. Compito della poesia e del poeta è quello di decifrare tali corrispondenze e di rivelarle agli altri uomini. Image
Il poeta, infatti, è l’unico essere in grado di interpretare questo linguaggio segreto, queste “confuse parole”, perché dotato di una sensibilità privilegiata e perché capace di rinunciare alla visione razionale e abbandonarsi all’irrazionalità e all’intuito, unici mezzi per cogliere la vera essenza delle cose. La poesia prende il posto della scienza, diventa con Baudelaire la forma più alta di conoscenza e il poeta un veggente. “Corrispondenze” quindi è una reazione al declassamento, alla “perdita d’aureola”¹, che Baudelaire e i poeti a lui contemporanei hanno subìto, scherniti e disprezzati dal mondo borghese: è una riaffermazione della loro dignità e del loro prestigio.
Questa trama di infinite corrispondenze e di infiniti rapporti che il poeta deve decifrare unisce tutte le realtà in un’unità occulta. Tutto è mistero ma nulla è estraneo all’uomo: «anche l’uomo, che si inoltra nella foresta delle cose create, è cosa creata, simbolo»². Tuttavia l’uomo comune non sa di essere parte di questa totalità, benchè i simboli della foresta gli appaiano familiari: è necessario l’intervento del poeta per condurre l’uomo alla consapevolezza di essere una parte del tutto. L’uomo comune infatti non crede nell’unità della Natura e porta a sostegno di questa sua tesi il fatto che i sensi colgano la molteplicità del reale, i colori, i profumi, i suoni, molteplicità che però è solo apparente. Con Baudelaire si verifica una svalutazione dell’importanza dei sensi: alle percezioni sensoriali non viene più attribuita piena credibilità. Il poeta non si accontenta di ciò che vede, vuole comprendere il significato profondo delle cose.
Il disprezzo della descrizione oggettiva è una caratteristica di Baudelaire e, in generale,
dei poeti simbolisti e porta alla teorizzazione della fuga dalla realtà sensibile. Il
paesaggio naturale scompare, lasciando il posto alla rappresentazione di un paesaggio interiore: non più alberi, tramonti e tempeste ma ricordi, emozioni e associazioni di idee. I suoni, i colori non interessano più in se stessi ma in quanto evocano un ricordo, un’emozione, un’idea. Ogni sensazione significa qualcos’altro, diventa appunto un simbolo da decifrare. Lo stesso Baudelaire, ne “L’arte romantica”, scrive: «Sarebbe veramente strano che il suono non potesse sopperire il colore e che i colori non potessero dare l’idea di una melodia e che suono e colore fossero inefficaci a significare od esprimere delle idee; le cose si sono sempre espresse mediante un’analogia reciproca dal giorno in cui Dio ha creato il mondo come una complessa e indivisibile totalità». Ne consegue che un profumo possa essere fresco come la carne di un bambino, dolce come il suono degli òboi o verde come le praterie: una sensazione olfattiva può avere corrispondenza tattile, acustica o visiva.
Nella poesia, dalle corrispondenze tra percezioni sensoriali, espresse da Baudelaire attraverso la figura retorica della sinestesia, si passa alle corrispondenze tra profumi e stati d’animo: profumi “corrotti”, che protendono l’io verso l’infinito, che determinano uno stato d’estasi dell’anima. Tali profumi danno l’idea di infinito perchè legati a luoghi lontani, favolosi, esotici: c’è il benzoino, una resina orientale, l’incenso, l’ambra e il muschio. L’associazione fra il sostantivo “profumi” e gli aggettivi “corrotti, ricchi e trionfanti” è molto originale e serve sempre a sottolineare l’unità del creato, il connubio tra spirito e natura: infatti tali aggettivi, che solitamente vengono utilizzati per giudicare gli uomini, valgono anche per le percezioni. Questi profumi, secondo l’interpretazione di Colesanti, sono “corrotti” non perché sono legati al concetto di “Male” ma perché complessi e poco comuni: non c’è fra questi ultimi e quelli citati precedentemente una contrapposizione morale ma pittosto un’opposizione fra complessità e semplicità, ricercatezza e abbondanza.

ImageUn’interpretazione di carattere morale sarebbe errata dal momento che proprio tra i profumi “corrotti” Baudelaire inserisce l’incenso, che nella cultura cristiana è simbolo di purificazione ed elevazione.
Il credere nell’unità della Natura, nello stretto rapporto fra ogni elemento di essa, fa si che per Baudelaire sia inconcepibile che l’uomo possa desiderare di sottometterla. L’autore rifiuta i valori borghesi e la morale corrente, non esalta il lavoro e il progresso, che prevedono un totale sfruttamento della Natura. Una perfetta descrizione della società borghese contemporanea a Baudelaire la troviamo nel romanzo “A ritroso” di Karl Huysmans: è una società che tenta di trasformare in artifciale tutto ciò che è naturale, che ha distrutto i valori del passato, la possibilità di rapporti umani e di vita autentica.
Baudelaire non crede nella superiorità umana e di conseguenza nella sua poesia presenta l’uomo nella sua piccolezza, mentre attraversa questo grande tempio che è la Natura. Nell’atto di attraversare si manifesta tutta la passività dell’individuo, che non ha nessun potere sull’ambiente circostante.
Il pensiero di Baudelaire si riflette anche sul piano stilistico: lo scrittore rinuncia al tradizionale “io” lirico, a descrivere i propri sentimenti, per creare invece un discorso universale: le sue esperienze sono quelle di un qualsiasi individuo dal momento che tutti appartengono alla stessa totalità.
Da questa concezione deriva poi l’uso di un linguaggio evocativo, musicale e simbolico completamente nuovo rispetto a quello della tradizione poetica precedente.
Frequente è l’uso di enjambements, grazie ai quali si crea un ritmo lento, sospeso, in perfetta armonia con l’atmosfera di mistero che domina la poesia. Ricorrente è l’uso di figure retoriche di significato, come la sinestesia, la metafora e l’analogia, che evidenziano l’unità del creato. Non mancano figure di suono, come le allitterazioni e le assonanze, che imitano le corrispondenze e i suoni che attraversano “le foreste di simboli”.

¹ G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G. Zaccaria (a cura di), La letteratura. Vol V. La Scapigliatura, il Verismo e il Decadentismo, Varese, Paravia, 2007, p. 364.
² Citazione di P. Budini.

Bibliografia:

G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G. Zaccaria (a cura di), La letteratura. Vol V. La Scapigliatura, il Verismo e il Decadentismo, Varese, Paravia, 2007, pp. 340-341.

S. Guglielmino (a cura di), Guida al novecento, Milano, Principato, 1971, pp. 4-5.

Sitografia:

http://stracciafabrizio.altervista.org/file/baudelaire.pdf

http://www.poiein.it/autori/2011/2011_02/10_Catuogno_Baudelaire.htm

http://www.gpeano.org/~ipertesti/sentieri-nella-foresta/left/foreste/baudelaire.htm

http://charlesbaudelaireifioridelmale.blogspot.it/2012/01/correspondances.html

http://www.scuolissima.com/2012/06/charles-baudelaire-corrispondenze.html

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...