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Recensione de “Il mare quadrato” di Igor De Amicis e Paola Luciani, illustrazioni di Silvia Crocicchi

“No, la mamma non è assolutamente una persona cattiva. E il fatto che stia in carcere non vuol dire che non voglia bene al suo bambino, anzi gliene vorrà ancora di più perché è dovuta stare lontano da lui.”

Ogni bambino, quando suona la campanella, esce da scuola chiacchierando allegramente con i suoi amichetti e, non appena scorge la mamma ad aspettarlo al cancello, corre tra le sue braccia. La mamma sorridente gli da un bacio, prende il suo zainetto e mano nella mano lo accompagna a casa. Durante il tragitto il figlio le racconterà entusiasta la mattinata appena trascorsa e la madre lo ascolterà serena. Una volta a casa pranzeranno con il resto della famiglia, magari il pomeriggio faranno insieme i compiti e giocheranno spensierati. Ma è veramente così per ogni bambino? Sarebbe bello se lo fosse. Purtroppo non è sempre così, come nel caso di Giacomo, il protagonista di questo libro.

Giacomo ha 9 anni ed è un bambino molto silenzioso, che ama starsene per conto suo a disegnare, il più delle volte, un mare racchiuso dentro un quadrato: è il paesaggio che ha visto fino all’età di 3 anni tra le sbarre del carcere dove ha vissuto con sua madre, una giovane detenuta. Per adesso il bambino non è conscio della reale condizione della mamma, sa che lavora lontano e che non può venirlo a trovare all’Istituto delle suore dove lui, ormai da anni, vive. A lui manca molto, le scrive tantissime lettere e disegna il mare quadrato. I compagni lo prendono in giro: gli dicono che sua madre non esiste. Lui non ci crede, se la ricorda bene la mamma: giovane, bella, con gli occhi marroni, i lunghi capelli castani e quell’inseparabile divisa blu.

Un giorno la migliore amica di Giacomo, Marla, gli propone un’avventura in occasione della festa della mamma: andare a cercare sua madre. Il bambino, anche se praticamente non parla, si mostra entusiasta dell’idea e segue l’intraprendente amica che ha pianificato, più o meno, tutto. I bambini attraversano un fiume, dormono all’aperto, “adottano” un cagnolino, prendono il treno e arrivano alla spiaggia dei ricordi di Giacomo. Solo dopo aver parlato con uno scorbutico pescatore i due realizzano in cosa consisti veramente il “lavoro” della mamma di Giacomo. Come reagirà il bambino? Come torneranno a casa? E soprattutto, Giacomo riuscirà mai a stare definitivamente con la sua mamma?

Questo libro per bambini (ma incantevole anche da adulti) affronta un tema molto delicato ma è firmato da persone che se ne intendono: Igor De Amicis e Paola Luciani sono una coppia, lui commissario di Polizia Penitenziaria, lei maestra nelle scuole primarie. Hanno deciso di fondere le loro conoscenze per creare questo piccolo gioiellino, deliziosamente impreziosito dalle delicate illustrazioni di Silvia Crocicchi. Il mare quadrato riesce a portare alla luce la questione dei minori figli di detenute, con cognizione di causa e i giusti toni. Lo stile e il linguaggio, ovviamente, sono quelli tipici di un libro per bambini ma non per questo si tratta di un volume da scartare da adulti, che si sa, hanno sempre da imparare.

Interessante è la postfazione: “Sapete quanti sono i bambini che come Giacomo restano in carcere con la loro Mamma? Tanti! In Italia sono sessanta! Restano con le loro madri fino a 3 anni, poi vengono allontanati dal carcere e se non hanno un parente che può prendersi cura di loro, vengono ospitati in una casa famiglia ed aspettano, con molta pazienza, di poter riabbracciare la loro Mamma e di vivere finalmente una vita normale!

Fino a 3 anni giocano nei lunghi corridoio del carcere, sorvegliati da poliziotti in divisa che fanno di tutto per farli divertire. Hanno pochi giochi e molto semplici, perché non possono scegliere un giocattolo tra gli scaffali di un negozio, non hanno mai corso nel verde di un parco e dondolato su un’altalena, non hanno mai visto il mare e la montagna se non dalle finestre sbarrate del carcere. Come Giacomo, hanno pochi amici, non hanno mai mangiato al ristorante.

A causa di questa brutta esperienza, quando crescono, spesso non riescono a parlare bene, non riescono a socializzare con gli altri bambini e possono avere difficoltà nell’apprendimento. Una vera sfortuna, insomma!!
Da poco più di due anni in Italia le donne in carcere con un figlio piccolo hanno l’opportunità (se non hanno commesso reati molto gravi) di scontare la pena in case-famiglia protette, ma soltanto a Milano ce n’è una e può ospitare al massimo dieci madri. E gli altri bambini? Chi pensa a loro?”

Il mare quadrato
Igor De Amicis e Paola Luciani, illustrazioni di Silvia Crocicchi
Coccole books
Ed. 2014
13,00 euro

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