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Recensione de Gli invincibili. La battaglia della vendetta di Andrea Frediani

L’ascesa violenta del giovane Ottaviano ai vertici dello stato romano.

Ecco dunque il secondo romanzo della saga de Gli invincibili, nella quale Frediani, con un linguaggio semplice ed una trama intrigante, narra le vicende che hanno portato al potere il figlio adottivo di Cesare, Ottaviano. È il 43 a.C.: il ventenne Ottaviano, fresco vincitore della guerra di Modena e nominato console, riesce a convincere il senato della necessità di un accordo con Marco Antonio ed Emilio Lepido, dichiarati nemici pubblici dallo stato ma appoggiati da grandi eserciti. A suo dire i veri nemici sono coloro che hanno ucciso Cesare e ancora non hanno ricevuto alcuna punizione per il loro infame delitto. Nel mentre però Ottaviano, ormai più scaltro e assuefatto ai giochi politici, prepara in segreto la vendetta dispiegando i suoi piani e le sue risorse, supportato dall’abilità pratica di Agrippa e dall’astuzia di Mecenate.

Il senato dà pieni poteri al giovane console che così va con le proprie legioni incontro agli eserciti uniti di Antonio e Lepido, non per giungere ad un nuovo scontro, bensì per riuscire a rabbonirli e unire le loro forze nella caccia agli assassini di Cesare. L’impresa non si rivela semplice a causa della tracotanza di Antonio e di Lepido, decisamente infastiditi dal fatto di doversi accordare con un ragazzino senza esperienza. Eppure i vantaggi reciproci risultano presto evidenti e, nonostante alcuni iniziali dissapori, l’accordo si fa e nasce quello che passerà alla storia come il Triumvirato. Ma Antonio pone una condizione: prima di partire per la Grecia, dove si annidano i nemici con le loro forze, bisogna ripulire l’Italia da tutti i potenziali fiancheggiatori o simpatizzanti dei cesaricidi.

Vengono perciò stilate le liste di proscrizione: molti personaggi di rango elevato, persino senatori, vengono uccisi e le loro proprietà confiscate, e in mezzo al marasma generale finiscono molti innocenti. Ottaviano e alcuni dei suoi più stretti collaboratori, come il centurione Gaio Cherea, ne sono nauseati, ma l’importanza dell’accordo politico è tale che non si poteva inimicarsi ancora Antonio. Anche perché la sintonia tra Ottaviano e i suoi amici comincia a scemare e con l’incrinarsi dei rapporti emergono problemi e inimicizie così gravi che rischiano di mandare a monte i progetti di vendetta.

Eppure, nonostante tutto, Ottaviano e Antonio, non senza difficoltà, riescono ad attraversare l’Adriatico e, dopo mesi di mosse e contromosse, nell’ottobre del 42 a.C. giungono allo scontro decisivo. Antonio fronteggia Cassio, mentre l’esercito di Ottaviano si contrappone a quello di Bruto: essi sono i due principali autori della congiura contro Cesare. Un primo scontro vede la sconfitta di Cassio grazie all’abilità tattica di Antonio; Cassio poi si suicida per la vergogna e credendo che anche Bruto avesse perso lo scontro. Invece Ottaviano, minato nella salute e sfiduciato nei confronti dei suoi amici, conduce le proprie legioni alla sconfitta contro Bruto che, nonostante la vittoria, si trova ora solo a fronteggiare anche Antonio.

Difatti nulla è definitivamente compromesso per Ottaviano, proprio perché Bruto non sfrutta la vittoria sino in fondo. Riorganizzate le forze assieme a quelle di Antonio, e ritrovata l’armonia coi suoi amici più stretti, quali Mecenate e Agrippa, egli sfida ancora a battaglia Bruto e stavolta riesce a sconfiggerlo. Il nemico, vistosi senza speranza, si toglie a sua volta la vita. Tolti di mezzo i principali artefici del delitto, e compiuta pertanto la prima parte della vendetta, non rimane che riorganizzare lo stato e spartirsi il potere con Antonio, estromettendo anche Lepido, rimasto in Italia senza alcun appoggio dell’esercito. Ma la strada è ancora lunga e irta di ostacoli per il giovane erede di Cesare!

Gli invincibili. La battaglia della vendetta
di Andrea Frediani
Newton Compton
Ed. 2014
9,90 euro

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