RECENSIONE DELLA MOSTRA POST-CLASSICI. LA RIPRESA DELL’ANTICO NELL’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA, A CURA DI VINCENZO TRIONE di Silvia Muzzarelli

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“Il passato esercita un fascino molto forte. […] Roma non è soltanto quello che si vede ma è il mito che vi aleggia. Ha un’anima che racconta storie straordinarie e l’unico linguaggio per tradurla e darle un corpo è quello dell’arte”. (S. Chia in P. Vagheggi, Contemporanei, Skira, Milano, 2006, pp. 64, 66)

Roma e i suoi Fori diventano lo scenario suggestivo per ospitare la mostra curata da Vincenzo Trione, docente di Arte e nuovi media e Storia dell’arte contemporanea all’Università IULM di Milano, ed intitolata Post-classici. La ripresa dell’antico nell’arte contemporanea italiana, conclusasi il 29 settembre scorso e alla quale è stato dedicato un ricco catalogo, pubblicato dall’Editore Electa nella Collana Fiori Blu.

Immerse tra i meravigliosi resti di epoca romana, le opere presentate al pubblico di visitatori e turisti hanno potuto vantare grande riconoscenza e fama da parte degli studiosi e appassionati di arte, soprattutto contemporanea, poiché frutti delle menti più brillanti che il nostro secolo e quello passato hanno donato al panorama culturale, intellettuale e, specialmente, artistico internazionale.

Tuttavia, tuffandosi nell’ambiente espositivo prescelto e, in particolare, nella folla cosmopolita che attraversa le memorabili vie del Foro, si poteva benissimo notare, con un certo dispiacere, di quanto poco interesse gli artisti, con le loro creazioni, abbiano suscitato negli animi più comuni. Mancanza che si potrebbe individuare in una discorde propensione alla materia in questione, l’Arte Contemporanea, poco studiata e conosciuta nelle scuole di oggi (dove, tra l’altro, la Storia dell’Arte, TUTTA, è vista come materia di secondo ordine), a causa di programmi ministeriali stilati da Onorevoli poco informati sulla lunga e affascinante Vita dell’Arte stessa.

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All’interno del Tempio di Romolo, ad esempio, era possibile ammirare la Tebe di Giulio Paolini, eccelso esponente dell’Arte Povera, corrente di pensiero, prima che artistica, la quale era solita ridar vita a materiali poveri, appunto, trasformandoli in opere d’arte con uno sfondo moraleggiante. In questa “location”, gli osservatori rimanevano abbagliati dalla bellezza delle pitture cristiane, che adornavano le mura templari, e dalla imponenza del soffitto d’oro della Basilica dei SS. Cosma e Damiano, oltrepassando la teca con la “città in miniatura” di Paolini, come se fosse un ostacolo da scavalcare per assaporare in toto il piacere della vista di straordinari reperti antichi, simboli della storia delle civiltà che ogni individuo ricorda.

O ancora, attraversando il Criptoportico Neroniano con The ruined ruins di Gianluigi Colin, che ci introducono in un “recupero di parole e figure in un pellegrinaggio nel tempo, tra memoria e contemporaneità. […] Un percorso nella nostra storia attraverso una rivisitazione di lontani frammenti del mondo dell’informazione”, e soffermandosi per qualche istante, osservando i turisti percorrere il lungo corridoio, si resta stupefatti nel vedere quanta noncuranza i passanti dimostrino verso queste grandi pagine di giornali incorniciate, che ricordano nomi di personaggi mitici, titoli di poemi epici e di generi letterari, la cui lettura e il cui apprendimento hanno aiutato a crescere e maturare nei valori degli eroi molti di noi.

Come dimostrato da Vincenzo Trione e da una tra le sue ultime fatiche, il connubio tra Antico e Contemporaneo, due termini che racchiudono, nella loro anima più profonda, una vasta natura di opere, stili ed artisti, dovrebbe essere maggiormente promosso dal Mondo ma, particolarmente dal Paese che, più di tutti, può ritenersi fortunato per gli splendori lasciatigli in eredità, l’Italia che, con le sue istituzioni, organizzazioni culturali e museali, scuole primarie e secondarie, università, ha il dovere e il diritto di sensibilizzare la popolazione mondiale a questa importantissima collaborazione, che potrebbe preservare e migliorare la Storia, grazie alle nuove opportunità offerte dai materiali e tecnologie del Futuro, con l’aiuto aggiunto di attività, mostre ed incontri, destinati a tutte le età.

Il rispetto per ciò che crea, giorno dopo giorno, la nostra identità e personalità, è il primo passo verso la VITTORIA DELLA CULTURA.

Evitiamo che il monito di Paul Celan, “Nessuno parla più alla nostra polvere”, diventi una triste realtà.

Recensione della mostra Post-classici. La ripresa dell’antico nell’arte contemporanea italiana, a cura di Vincenzo Trione, catalogo omonimo pubblicato dall’Editore Electa, Collana Fiori Blu.

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