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Recensione di “Io e Proust”, di Michael Uras

L’ossessione per Proust di un moderno inetto

Capita a tutti, spesso durante l’adolescenza, di innamorarsi di un libro, di intronizzarlo a abbecedario della vita.  Jacques Bartel, un ragazzo dei giorni nostri, fa questo e si spinge anche oltre. Da giovane legge Alla ricerca del tempo perduto e ne rimane folgorato. Proust diviene così l’affinità elettiva mai conosciuta. Un ideale da emulare che accompagnerà Jacques attraverso le tappe fondamentali della sua esistenza. Ma ciò che inizialmente sembra essere un interesse puramente letterario sfocia lentamente nell’ossessione. Proust diviene un chiodo fisso, un fantasma che non si può esorcizzare e che impedisce al ragazzo di vivere spontaneamente la propria vita.

Io e Proust è proprio questo, la storia di un esproprio, di un distacco. Uras ci descrive molto sottilmente i passaggi interiori di Jacques svelandoci l’insorgere a macchia d’olio dell’ossessione-Proust. Di pari passo assistiamo alla lenta presa di consapevolezza del protagonista.  Da questo punto di vista il libro riflette sul delicato tema del rapporto tra arte e vita. A questo si unisce il problema dell’alienazione nella società moderna: dell’arte come rifugio.

Nonostante la complessità dei temi trattati, il punto di forza del romanzo è l’ironia. Il dramma di Jacques viene infatti raccontato con il dovuto distacco nonostante il romanzo sia narrato in  prima persona. Noi lettori percepiamo solo di striscio la frustrazione del protagonista e anzi impariamo a sorriderne. Al riguardo è esemplificativa la sottotrama erotica. Il problema di Jacques, infatti, è proprio il suo rapporto con le donne: Proust rappresenta così il vertice di un triangolo amoroso in realtà inesistente.

Il libro va allora a indagare le varie sfaccettature dell’eros, mostrandoci il barcamenarsi di Jacques tra la sua fedeltà a Proust e la sua volontà di costruirsi una relazione vera e propria con una donna. Il tutto ci viene mostrato con la giusta dose di ironia che rende Jacques un inetto contemporaneo.

Recensione “Io e Proust”, Michael Uras

Voland, 2014

€ 13,05  

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